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Stefano Rapone: il comico dai ruoli mai principali

Stefano Rapone: il comico dai ruoli mai principali

Una pagina Wikipedia aggiornata e una definizione: il comico dai ruoli mai principali, in scena al Teatro Celebrazioni di Bologna il 17 ottobre 2026.

È tempo per un nuovo spettacolo di stand-up comedy per Stefano Rapone, autore, podcaster e fumettista, figura poliedrica nel panorama della comicità italiana. Eppure, nonostante il successo, a un certo punto è stato giudicato sulla pagina pubblica e liberamente accessibile di Wikipedia come il comico dai ruoli mai principali. Di lì a breve, la sua voce ha rischiato di essere cancellata, proprio per l’irrilevanza enciclopedica. Una vicenda tanto surreale quanto paradossale: l’artista ne ricava un nuovo show, tra autobiografia e riflessioni irriverenti.

Lo spettacolo del comico dai ruoli mai principali dichiara di avere un solo obiettivo, ovvero quello di dimostrare ai moderatori della famosa enciclopedia online il proprio valore e convincerli. Ma Stefano Rapone non lo fa parlando di sé al pubblico. Certo, sarebbe stata la pista più facile ribadire i programmi noti di cui ha fatto e fa parte: Una Pezza di Lundini, Gialappa Show, R.I.P – Roast in Peace su Prime Video, Tintoria con Daniele Tinti e tanti altri format. No, non sceglie la strada semplice.

Stefano Rapane sceglie di dissacrare il sistema, di sguainare la sua rocambolesca ironia pungente e di aprire con essa squarci di una sfrontata realtà. Ma necessaria, sempre, proprio per quella sua capacità di non omologarsi. Tocca la politica attuale, descrive uno scenario vero più che mai sia in Italia che negli affari esteri, non fa troppi giri di parole e restituisce il presente in tutta la sua sincerità feroce. E se all’inizio, ad accoglierlo vi è la locandina disegnata dall’artista della cultura underground giapponese, Shintarō Kago, il comico italiano si mette da parte e illustra le sue battute con delle slides tratte da fatti realmente accadutigli. Un effetto profanatorio, che dimostra quanta tangibilità c’è dietro la costruzione dello spettacolo, inducendo la platea a ridere, sì, ma riflettendo anche.

Una comicità chirurgica e sottile. Stefano Rapone non compie gesti espansivi, né si prodiga in toni aperti. Anzi, adotta una posa quasi ai limiti della remissività, la voce impostata su una modulazione monocorde, l’espressione apparentemente monofacciale ma – per uno sguardo attento – con un guizzo vivo nello sguardo ironico. Più che un comico, sembrerebbe essere un anti-comico, tutto ciò che non ci si aspetterebbe da uno stand-up comedian, con quelle sue battute che sembrano quasi gettate.

E, invece, sta esattamente in questo suo climax ascendente di situazioni surreali e tangibili nello stesso tempo, raccontati in una morsa comica senza via d’uscita, è qui che Rapone dimostra una ben precisa architettura comica, costruita con sapiente acume. Ci riconsegna, così, un’importante lezione finale: non è il ruolo principale a rendere interessante un lavoro, non è il protagonismo; bensì è ai margini che spesso e volentieri si ricompone una struttura straordinaria.

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Comico dai ruoli mai principali – di e con Stefano Rapone – una produzione di The Comedy Club – Teatro Celebrazioni, Bologna – 17 ottobre 2026

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