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L’ultimo sguardo verso l’infinito: “Quando ti rivedrò”, l’inedito di Gino Paoli

Un disegno, una tromba e un addio: l’ultimo viaggio musicale dell’artista genovese scomparso lo scorso marzo.

Una voce come quella di Gino Paoli, che per anni ha saputo regalare straordinarie emozioni raccontando storie apparentemente piccole, ma capaci di schiudersi in grandi frammenti di pura poesia, sembrava ormai aver detto tutto. Aveva già tracciato i confini di un immaginario collettivo, cantato le maree dell’anima e l’inesorabile scorrere delle stagioni. E invece, inaspettatamente, torna a farsi sentire per toccare ancora una volta le corde più intime del cuore, grazie a un’uscita postuma che assume il valore e la grazia di un appuntamento con il destino.

Pubblicato allo scoccare della mezzanotte del 23 settembre, ideale ponte sospeso tra il compleanno di Ornella Vanoni, il 22, e quello dello stesso Paoli, Quando ti rivedrò si rivela un brano di rara intensità. Il suo ultimo inedito arricchisce la riedizione speciale di Appunti di un lungo viaggio, l’ultimo progetto discografico del cantautore, pubblicato nel 2019 e oggi riproposto in doppio vinile e CD, con un ricco booklet e un poster tratto da un suo disegno originale.

Incisa poco prima della scomparsa dell’artista e prodotta dal M° Adriano Pennino, la canzone era nata originariamente per essere cantata a due voci. È stata tuttavia portata a compimento dopo la morte della Vanoni, trasformandosi nel toccante omaggio a un vecchio amore che il tempo aveva saputo trasformare in una grande, indissolubile amicizia. Con questo testo, Paoli dimostra di essere stato un poeta fino all’ultimo respiro: le sue parole, essenziali ma intimamente intessute di melodia, arrivano diritte al cuore e racchiudono l’immutabilità di un legame capace di vincere qualsiasi assenza.

Nel brano, l’iniziale senso di paura – il timore di non saper riconoscere un amore forte come una roccia custodita nel passato – cede gradualmente il passo a una profonda consapevolezza, a una condivisione totale di affetti, di corpi e di anime, fino a sfociare nella serena certezza che, al momento del ricongiungimento, il tempo e la distanza svaniranno per far risplendere, intatta, la grazia di uno sguardo e di un sorriso. Ad accompagnare questo congedo sono le note della tromba di Paolo Fresu, che avvolgono i versi con discrezione e delicatezza, facendosi voce, respiro e memoria al posto di Ornella. Ne nasce così un vero e proprio testamento spirituale, l’ultima, luminosissima testimonianza di un artista immenso.

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