Al Festival Puccini di Torre del Lago va in scena Madama Butterfly, nell’allestimento firmato da Pier Francesco Maestrini.
Venerdì 7 agosto, all’interno della settantaduesima edizione del Festival Puccini al Teatro di Torre del Lago è stato il primo turno di Madama Butterfly, che ritornerà sullo stesso palco il 22 agosto e il 4 settembre. Tra le pagine più frequentate del catalogo pucciniano, l’opera resta uno dei titoli di maggiore richiamo per la rassegna che porta il nome del suo compositore.. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Festival Puccini, insieme al maestro del coro Marco Faelli, è salito Francesco Ivan Ciampa, che tornerà anche il 4 settembre, mentre il 22 agosto la direzione passerà ad Antonino Fogliani. La regia, le scene e i costumi portano la firma di Pier Francesco Maestrini, affiancato da Jean Paul Carradori per lo sviluppo scenografico e le video proiezioni, da Michele Cosentino per le coreografie e da Valerio Alfieri per le luci, in un allestimento pensato per dialogare con lo spazio scenico affacciato sulle acque del lago di Massaciuccoli, luogo di elezione del musicista lucchese.

Convincente la scenografia di Carradori, composta da tre ventagli: due laterali che si aprivano e chiudevano restituendo movimento alla scena, e quello centrale, più grande, che grazie alle porte scorrevoli e alle proiezioni video funzionava da casa di Butterfly. Il palco inclinato in proscenio e i due ponticelli laterali per gli ingressi racchiudono l’abitazione della protagonista, disegnando quasi un ponte simbolico tra il mondo reale e la realtà che Cio Cio San si è costruita, nella convinzione di abitare ancora la casa americana e di essere, a distanza di tre anni, la signora Pinkerton. Il bianco scelto per l’intera scenografia ha funzionato da schermo perfetto per i ciliegi, il mare, il cielo che si alternavano sui ventagli, restituendo alla scena una consistenza quasi cartacea: un effetto che accentua la distanza tra le speranze di Butterfly, destinate a bruciare con la stessa rapidità di un castello di carta, e la verità del mondo che la circonda — un mondo fragile e leggiadro come la farfalla che lo abita.
Solido l’apporto dell’intero cast vocale, ma sono le due protagoniste a firmare la prova più memorabile della serata: Selene Zanetti nel ruolo di Cio Cio San e Laura Verrecchia in quello di Suzuki. Attraverso un uso sapiente della vocalità, le due interpreti restituiscono l’interiorità dei rispettivi personaggi, intrecciando la gioia illusoria di Butterfly alla disperazione di Suzuki, consapevole che comunicarle le ultime notizie di Pinkerton equivarrebbe a infliggerle un dolore mortale. Anche nei silenzi e nelle numerose pause che Puccini inserisce nei duetti tra le due voci, la tensione tra i corpi in scena tiene il pubblico di Torre del Lago con il fiato sospeso. Una prova che unisce emozione, controllo tecnico e resistenza, per due personaggi che restano in scena quasi per l’intera durata delle tre ore di spettacolo.
Solida anche la prova del Coro e dell’Orchestra del Festival Puccini, guidati da Ciampa, che accompagnano le voci in scena restituendo vitalità alla partitura pucciniana e ponendo il suono strumentale in dialogo costante con quello vocale, quasi a commentare la vicenda. Voce e musica si fondono nel passaggio del coro a bocca chiusa, quando in scena restano ferme solo le tre figure, con le stelle proiettate sui ventagli come unico elemento di contemplazione. È un’attesa lunga e sofferta, quella dell’arrivo di Pinkerton, resa tangibile dall’orchestra e dal coro, che in quel momento assumono pieno protagonismo, sospendendo lo spettatore tra l’angoscia dell’attesa e la meraviglia della contemplazione delle stelle e della musica.

Questa Madama Butterfly con vista lago resta un appuntamento da non perdere per chi si trovi, in questi giorni d’agosto, nei dintorni della Versilia. Lo spettacolo mette in campo professionisti capaci di restituire, tra palcoscenico e buca, un’esecuzione compatta e coerente, in cui regia, scenografia, direzione e interpretazione vocale procedono con un unico respiro. Ne risulta un omaggio riuscito, reso nel luogo che Puccini scelse come propria dimora, a una delle pagine più intense del repertorio operistico, capace ancora oggi di restituire intatta la propria forza drammaturgica.
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Madama Butterfly – tragedia giapponese in due atti – libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dalla tragedia Madame Butterfly di David Belasco e dal racconto omonimo di John Luther Long – musica di Giacomo Puccini – maestro concertatore e direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa (7 agosto e 4 settembre), Antonino Fogliani (22 agosto) – regia, scene e costumi Pier Francesco Maestrini – sviluppo scenografie e video proiezioni Jean Paul Carradori – coreografie Michele Cosentino – luci Valerio Alfieri – con Selene Zanetti (Cio-Cio-San), Laura Verrecchia (Suzuki), Ivana Čanović (Kate Pinkerton), Luciano Ganci (B. F. Pinkerton), Devid Cecconi (Sharpless), Andrea Galli (Goro), Murat Can Güven (il principe Yamadori), Deyan Vatchkov (lo zio Bonzo), Luigi Cirillo (lo zio Yakusidé), Adriano Gramigni (il commissario imperiale), Omar Cepparolli (l’ufficiale del registro), Zhao Huan (madre, Accademia Pucciniana), Wang Ya (zia, Accademia Pucciniana), Lina Malgeri (cugina, Accademia Pucciniana) – Orchestra e Coro del Festival Puccini, maestro del coro Marco Faelli, assistente maestro del coro Sonia Franzese – allestimento del Festival Puccini – Festival Puccini, settantaduesima edizione – Torre del Lago, venerdì 7 agosto 2026
Foto: ©Giorgio Andreuccetti





