Da Francesco Sossai a Aurora Quattrocchi, passando per gli omaggi a Vittorio Storaro e Gianni Amelio: una lunga notte a Cinecittà tra premi, appelli per il futuro delle sale e riflessioni sul momento difficile del cinema italiano.
Serata — o forse sarebbe più giusto dire nottata, vista la quasi alba che ha salutato la conclusione dell’evento — quella andata in scena a Cinecittà per la consena dei prestigiosi David di Donatello, giunti alla 71ª edizione. La cerimonia, diretta da Piera Detassis e condotta da un’elegante Bianca Balti insieme a un energico Flavio Insinna, ha dovuto fare i conti con tempi dilatati e una scaletta spesso difficile da contenere.
Fuori dagli studi di Cinecittà, intanto, una delegazione di artisti e addetti ai lavori manifestava chiedendo un maggiore impegno politico a sostegno del cinema italiano, attraversato da polemiche, scandali e da una crisi di competitività resa evidente anche dall’assenza di titoli italiani all’imminente Festival di Cannes.
La lunga notte dei David si è aperta con un caloroso tributo a Vittorio Storaro, insignito del David d’onore speciale di Cinecittà, e con il David alla carriera assegnato al regista Gianni Amelio.
In platea e sul palco si sono alternate molte protagoniste del cinema italiano: da Valeria Golino a Stefania Sandrelli, passando per Valeria Bruni Tedeschi e Anna Ferzetti. Una stagione cinematografica sostenuta soprattutto dagli oltre settanta milioni incassati al botteghino da Buen Camino, interpretato da Checco Zalone e diretto da Gennaro Nunziante, vincitore del David del pubblico.
Il resto della cerimonia è proseguito con la tradizionale sequenza di premi assegnati — sul modello degli Oscar — alle diverse categorie professionali del cinema italiano, accompagnati da discorsi di ringraziamento spesso molto lunghi e immancabilmente dedicati a madri, compagne, sorelle, amici e familiari.
Il film più premiato della serata è stato La città di pianura di Francesco Sossai, che ha conquistato, tra gli altri, il David per la migliore regia, quello per la migliore sceneggiatura originale condiviso con Adriano Candiago e il premio per il miglior attore protagonista assegnato a Sergio Romano.
Al film sono andati anche il David per la migliore canzone originale a Marci Spigariol, quello per la scenografia ad Andrea Castorina e Marco Martucci, il premio per il montaggio a Paolo Cottignola e quello per i migliori effetti visivi firmati da Leoni e Lo Priore, confermandosi così il titolo dominatore di questa edizione dei David.
Il David come migliore attrice protagonista è andato alla bravissima Aurora Quattrocchi per Gioia mia. Nel suo intervento, l’attrice ha lanciato un appello accorato per la riapertura delle grandi sale cinematografiche, un tema che ha raccolto grande consenso in platea.
A Matilde De Angelis per Fuori e a Lino Musella per Nonostante sono andati invece i David per i migliori interpreti non protagonisti.
Il David Giovani è stato assegnato a Le assaggiatrici di Silvio Soldini, mentre un meritato David alla carriera è stato conferito al regista e animatore Bruno Bozzetto.
Come miglior film straniero è stato premiato Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, assente alla cerimonia per impegni di lavoro in California, interpretato da Leonardo Di Caprio e Sean Penn.
Un’edizione che ha fotografato un settore ancora in cerca di piena ripresa, ma attraversato da segnali di crescita e speranza per il futuro, come auspicato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una 71ª edizione condotta e diretta con coraggio, professionalità e autorevolezza da Piera Detassis.





