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Beatrice Venezi fuori da La Fenice

Si conclude una collaborazione mai nata tra l’applauso dell’orchestra.

È ufficiale l’allontanamento della direttrice Beatrice Venezi dal Teatro La Fenice di Venezia a seguito delle spiacevoli dichiarazioni rilasciate dalla direttrice, ma la situazione di attrito tra Venezi e i lavoratori del teatro va avanti fin dalla sua nomina, a settembre 2025. Per capire cosa è successo, occorre fare un passo indietro.

Chi è Beatrice Venezi? Clase 1990, si forma in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra tra Siene e Milano, per poi dirigere orchestre in Italia e in tutto il mondo, raggiungendo importanti traguardi con grande rapidità: tra i riconoscimenti alla sua carriera il premio Scala d’Oro nel 2017, il Premio Pagano conferitole dalla Regione Toscana nel 2021, e il Premio America della Fondazione Italia/USA conferitole alla Camera dei Deputati nel 2023. Oltre a ciò, la direttrice ha collaborato con le istituzioni anche a livello rappresentativo, tra cui la nomina a consigliera musicale del Ministero della Cultura nel 2022.

La nomina di Beatrice Venezi per la direzione musicale della Fondazione Teatro La Fenice a partire da ottobre 2026, “approvata all’unanimità dal Presidente della

Fondazione, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, e da tutti i consiglieri di indirizzo” si legge nel comunicato stampa, ha da subito generato contestazioni da parte degli orchestrali: la protesta è iniziata ufficialmente dalla lettera scritta dai professori d’orchestra per chiedere l’annullamento della nomina. La contestazione si è generata sia per il profilo professionale della direttrice, ritenuto non adatto a un teatro di un tale calibro, sia sulla preoccupazione che la sua nomina sia stata influenzata, se non proprio decisa, anche grazie alla sua vicinanza all’area di maggioranza politica attualmente al governo, secondo indiscrezioni

La protesta contro Venezi si è poi allargata ai lavoratori del teatro, che hanno espresso solidarietà agli orchestrali proclamando uno stato di agitazione, aggiungendosi alla critica alla procedura di decisione adottata, ritenuta priva di confronto e trasparenza, rivendicando l’autonomia artistica del teatro da dinamiche altre. 

Ad oggi, questa battaglia portata avanti da mesi sembra essere stata vinta: è del 26 aprile la notizia della decisione de La Fondazione Teatro La Fenice di annullare la collaborazione con la maestra Venezi. Le motivazioni rimandano a dichiarazioni offensive rivolte dalla direttrice rivolte ai lavoratori e agli abbonati dello spettacolo: una di queste sembra essere uno stralcio di un’intervista alla rivista argentina La Nación, avvenuta pochi giorni prima, dove accusa gli orchestrali di nepotismo. 

Si chiude così l’esperienza di Beatrice Venezi al teatro veneziano, ancora prima del suo inizio, ed è ironica la quasi coincidenza di questa notizia con la giornata della Liberazione: il parallelismo è forse azzardato, ma è impossibile non notarlo. Chi lavora e frequenta ogni giorno il Teatro La Fenice ha sostenuto per mesi una contestazione permanente, esprimendo ad ogni occasione il proprio dissenso per una nomina avvenuta in maniera fumosa. 

La revoca dell’incarico a Beatrice Venezi arriva dunque non come risposta a un solo fatto preciso, ma è l’esito di una comunità che non ha smesso di difendere la propria autonomia in quanto istituzione culturale, comunicando con chiarezza che non può esserci fiducia in una guida senza il favore di chi lavora con essa. 

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