Alla guida della Mostra fino al 2028 con uno sguardo al cinema che osa, da Venezia alla rivoluzione di Godard.
Con quattordici anni consecutivi di incarico, è il direttore artistico più longevo alla guida della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il Consiglio di Amministrazione della La Biennale di Venezia ha confermato Alberto Barbera alla direzione del Settore Cinema anche per il biennio 2027–2028. La decisione è stata assunta dal Cda presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, a ridosso della scadenza dell’attuale mandato – deliberato nel 2024 – che si concluderà al termine dell’83ª edizione della Mostra, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.
La conferma di Barbera è motivata “in considerazione dei risultati ottenuti e nella riconosciuta qualità delle selezioni, nella scoperta e nel lancio internazionale di nuovi talenti, nella diffusione e nella crescita della cultura cinematografica e nell’ampliamento del pubblico“.
Alla guida della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dal 2012 — dopo una prima esperienza tra il 1998 e il 2001 — Alberto Barbera è tra le figure che più hanno inciso sulla fisionomia recente della rassegna, rafforzandone il profilo internazionale e la capacità di intercettare autori emergenti e titoli destinati a un percorso globale.
Il suo lavoro è stato riconosciuto anche a livello internazionale: dal Gotham Independent Film Awardsall’International Achievement in Film Award conferito dal magazine Variety. Dal 2020 è membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’istituzione che assegna gli Oscar, ed è stato inserito tra le 500 personalità più influenti dell’industria dello spettacolo.
Nel 2000 è stato inoltre nominato dalla Repubblica Francese, ulteriore attestazione di un percorso professionale di respiro internazionale.
Dopo la laurea in Lettere moderne all’Università di Torino, Alberto Barbera avvia un percorso professionale che lo vede, dal 1977 al 1989, presidente dell’Associazione Italiana Amici del Cinema d’Essai (AIACE) e critico cinematografico per La Gazzetta del Popolo di Torino.
Dal 1989 al 1998 è direttore artistico del Torino Film Festival, contribuendo a consolidarne l’identità nel panorama cinematografico internazionale. Successivamente, dal 2004 al 2016, assume la direzione del Museo Nazionale del Cinema, guidando una delle istituzioni culturali più prestigiose dedicate alla settima arte. Congratulazioni e buon lavoro Direttore!
E a proposito di grande cinema, arriva finalmente in sala Nouvelle Vague di Richard Linklater, presentato quasi in sordina al Festival di Cannes e successivamente riproposto alla Festa del Cinema di Roma.
Il film è una sorprendente ricostruzione della genesi di Fino all’ultimo respiro, l’opera simbolo di Jean-Luc Godardche segnò l’inizio della cosiddetta Nouvelle Vague, rivoluzionando per sempre il linguaggio del cinema francese e internazionale. Un omaggio cinefilo e insieme un’indagine sul momento esatto in cui il cinema decise di cambiare pelle.
«Potrebbe essere preso per un film storico – scrive il decano dei critici italiani Paolo Mereghetti – invece Nouvelle vague” è un inno a quell’entusiasmo che il cinema sa e deve stimolare. Dietro non c’è solo l’ammirazione verso il cinema del grande Godard, c’è soprattutto la voglia di sfidare le regole del mercato e le leggi non scritte che stanno ingessando e sclerotizzando il cinema, raccontando come si possono fare dei capolavori dando retta solo alla propria passione e alle proprie idee».





