Dalla traduzione di “The B*easts” di Monica Dolan, Lucia Mascino – sotto la direzione di Serena Sinigaglia – debutta sul palco del Teatro Vascello con “Il Sen(n)o”.
Ma, il seno è qualcosa di osceno o è semplicemente ciò che è? È attorno a questo interrogativo che si avviluppa – e allo stesso tempo si tende, si contrae – l’intera riflessione portata all’attenzione degli spettatori da un’intensa Lucia Mascino.

Tessa è una psicoterapeuta e, per la prima volta, si trova a valutare un caso che mai avrebbe immaginato di dover affrontare nel corso della sua carriera. Un caso che, con il tempo, inizia a coinvolgerla profondamente solleticando corde emotive che credeva di poter tenere a distanza (ma niente spoiler, tranquilli).
Il caso portato alla luce è quello di una madre e di sua figlia – una bambina di otto anni – che manifesta fin dalla tenera età un interesse ossessivo nei confronti del seno. Fin qui, potrebbe sembrare tutto “normale” (anche se poi, cos’è realmente la normalità? Riduttivo definirla in una sola parola). I bambini per natura sono curiosi; si affacciano per la prima volta al mondo esterno; imparano a conoscere il proprio corpo. Ma dove inizia e finisce la norma di un comportamento? Fino a che punto può definirsi naturale?
Interrogativi su interrogativi, che si intrecciano; si sovrappongono – proprio come i rami di quel tronco che dirompe al centro della scena. Perché, sì: i pensieri, come quei rami, se non curati, canalizzati, coltivati e ordinati rischiano di inaridirsi e di aggrovigliare il conscio e l’inconscio di ciascuno di noi.
Si, ok: Tessa, la madre, la bambina sono le nostre protagoniste. Ma il vero, indiscusso protagonista resta sempre lui: il seno.
Un organo che, nel corso della storia, è stato spesso qualcosa di avulso dalla corporeità del soggetto: prima simbolo sacro, detentore di vita e abbondanza; poi oggetto di contemplazione del femmineo, emblema di armonia. Fino ad oggi, dove ogni sua espressione e significato si separano completamente dal soggetto e il seno diventa mero “oggetto di consumo”, de-simbolizzato. Un oggetto che viene prima dell’identità; prima ancora che un soggetto (un individuo) sia realmente formato.
E allora di chi è la colpa?
Della madre che decide di assecondare un desiderio della figlia, compiendo una scelta discutibile sul piano etico e morale? Della bambina che aspira ad un modello a cui è stata iperstimolata?
Di un padre assente?
Degli uomini che ne potrebbero approfittare?
Della società?
Il problema è che non esiste realmente una sola vittima ed un solo carnefice. Lo siamo tutti. Tutti, indistintamente, vittime e carnefici di un sistema manipolativo e depotenziante dell’individuo nella sua totalità. La sovrastimolazione costante non genera desideri più liberi, ma soggetti che imparano presto ad aspirare a modelli prefabbricati, spesso irrealistici, scambiandoli per scelte personali.
Non si tratta di colpevolizzare uno piuttosto che un altro; ma di riconoscere quanto questo sistema sia diventato efficace: non ha più bisogno di imporre dall’esterno, perché ha imparato a farsi desiderare dall’interno. Ed è proprio qui che il confine tra vittima e carnefice si fa sottile, mobile, inquietante. Perché ciò che la continua manipolazione, esercitata da veri e propri modelli di marketing sempre più persuasivi, produce è uno sganciamento profondo tra ciò che siamo e ciò che desideriamo essere (desiderio che, il più delle volte, non è affatto in linea con l’essenza dell’individuo).

Così, con una prossemica silenziosamente roboante, Lucia Mascino – passando magistralmente da un registro all’altro – pone all’attenzione di ogni spettatore delle autentiche questioni di sen(n)o, in un monologo dal gusto dolceamaro che continua a lavorare dentro anche dopo il buio in sala.
_______________________
Il Sen(n)o. Di Monica Dolan. Testo originale, The B*easts. Con, Lucia Mascino. Adattamento e regia, Serena Sinigaglia. Traduzione, Monica Capuani. Scene, Maria Spazzi. Luci e suono, Roberta Faiolo. Assistente alla regia, Michele Iuculano. Tecnico di produzione, Christian Laface. Produzione, Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano. Distribuzione a cura di Mismaonda. Teatro Vascello, 9-10-11 febbraio 2026





