Al Fringe Festival di Roma, Leonardo Alberto Lutario e Giacomo Toccacelli trasformano la scena in un gioco partecipativo per interrogare linguaggi, relazioni e nuove forme di comunicazione
La scena è spoglia. Il sipario è aperto, le luci in sala sono accese. Il pubblico entra, prende posto, chiacchiera aspettando il consueto rito teatrale: il buio della platea, il silenzio, il segnale che annuncia l’inizio dello spettacolo. Ma quel segnale non arriva. Le luci non si abbassano.
Poi, improvvisamente, un attore compare sul palcoscenico arrivando dal fondo. Tra le mani tiene un cartello: “The end is near”. È in quel momento che il pubblico comprende che lo spettacolo è già iniziato. Il teatro non ha bisogno del buio per dichiararsi tale: la quarta parete è abbattuta ancora prima che venga costruita.
È questa la prima regola del gioco di “Masnada Quest – Trova Margherita”, spettacolo scritto da Leonardo Alberto Lutario e interpretato dallo stesso Lutario insieme a Giacomo Toccacelli, presentato al Fringe Festival del Teatro Vascello di Roma. Un lavoro che sceglie di mettere lo spettatore in una posizione insolita: non semplice osservatore, ma parte integrante di un meccanismo performativo che gioca continuamente tra finzione e realtà.
La domanda iniziale sembra semplice: chi è Margherita? È la ragazza di cui il protagonista racconta l’incontro, la relazione, il rapporto con i suoi genitori. Ma Margherita non arriva mai. Il suo nome ritorna come una ricerca, quasi come una missione da completare, un obiettivo da raggiungere in un universo narrativo che richiama il linguaggio dei videogiochi.
Quando entra in scena il secondo personaggio, il racconto si trasforma in un dialogo che coinvolge direttamente la platea. Il pubblico viene chiamato a partecipare come in un quiz televisivo: domande, risposte, mani alzate. Si gioca, si sorride, si interagisce. Ma dietro questa apparente leggerezza emerge lentamente una riflessione più complessa.
Le luci accese diventano così un elemento drammaturgico fondamentale: non rappresentano una mancanza di atmosfera, ma la volontà di eliminare ogni distanza tra chi agisce e chi guarda. La scena e la platea diventano lo stesso spazio, perché anche il pubblico è chiamato a interrogarsi sui propri codici comunicativi, sulle proprie risposte automatiche, sui propri comportamenti sociali.
Attraverso una struttura ludica, Masnada Quest indaga il modo in cui il linguaggio della performance e dell’efficienza ha colonizzato anche la dimensione più intima dell’esistenza. Le relazioni non sono solo sentimentali, ma anche amicali, politiche e sociali. In un mondo dove le emozioni rischiano di diventare strumenti da esibire, consumare o manipolare, lo spettacolo prova a raccontare la difficoltà contemporanea di riconoscere e comunicare realmente ciò che si prova.
I cartelli che i due interpreti utilizzano come unici elementi scenografici diventano oggetti di gioco, strumenti narrativi, segnali da decifrare. Vengono mostrati, lanciati, trasformati in frammenti di un racconto continuamente ricomposto. Una scelta semplice ma efficace, che restituisce l’idea di una comunicazione fatta di messaggi rapidi, slogan, formule precostituite.
Leonardo Alberto Lutario e Giacomo Toccacelli sostengono il ritmo dello spettacolo con una presenza scenica precisa e consapevole. Le loro interpretazioni risultano credibili, le espressioni autentiche, i movimenti del corpo studiati e calibrati. Ogni gesto sembra appartenere a una partitura costruita con attenzione, capace di alternare ironia e disagio, gioco e riflessione.
Forse il vero obiettivo di “Masnada Quest – Trova Margherita” non è trovare una risposta, ma mostrare quanto sia diventato difficile formulare le domande giuste. In una società piena di parole, rischiamo paradossalmente di perdere la capacità di ascoltare. Inseguiamo definizioni, ruoli, modelli di relazione già scritti, mentre spesso dimentichiamo l’essenziale: imparare a riconoscere l’altro.
Questo spettacolo sceglie allora di lasciare accese le luci, perché nessuno possa nascondersi completamente nel buio della platea. Perché forse la vera “quest” non è trovare Margherita, ma ritrovare un linguaggio emotivo che non sia costruito per apparire, convincere o conquistare, ma semplicemente per entrare in relazione.
E forse è proprio quando il sipario resta aperto che il teatro riesce a mostrarci ciò che solitamente preferiamo non vedere.
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Masnada Quest – Trova Margherita – Drammaturgia: Leonardo Alberto Lutario – con: Leonardo Alberto Lutario e Giacomo Toccacelli – Fringe Festival – Teatro Vascello di Roma – 17 luglio 2026





