di Mario Claudio Cesario

 

Le penne degli scrittori Alberto e Giancarlo Mazzuca hanno messo  “nero” su “bianco” un romanzo sull’Avvocato Gianni Agnelli

 

Gianni Agnelli, grande imprenditore italiano, amministratore della FIAT e amante della sua Juventus, indimenticabile icona di stile ed eleganza che con quella sua “R” nobile e il suo modo di parlare sornione e aristocratico ha reso “l’Avvocato” uno status per tutti i giovani imprenditori italiani, amanti della propria patria.

Questo libro dei fratelli Alberto e Giancarlo Mazzuca: “Gianni Agnelli in bianco e nero”mette “nero” su “bianco” la vita dell’imprenditore, facendone un romanzo per commemorare i 100 anni dalla sua nascita.

Tra le righe di questo libro, il lettore vive un vero e proprio passaggio simbolicamente cromatico: dall’infanzia non facile di Gianni, quindi “nera”, alla rivincita personale nel privato e nel mondo del lavoro, gettando “colore” nella sua vita.

I fratelli scrittori partono dal 12 Marzo 1921 a Torino, luogo natio di Giovanni “Gianni” Agnelli, riportando i pensieri di personaggi storici, artistici, politici e dello spettacolo, sull’erede, dopo la morte del padre Edoardo, di Giovanni Agnelli, senatore, capostipite degli Agnelli e padre fondatore della FIAT nel luglio del 1899, appunto a Torino.

Considerato un grande patriota, il romanzo lo racconta partendo dalla gioventù con un focussulle sue scelte di vita, i rapporti con i sindacati e con il mondo politico. L’Avvocato stava per varcare anche le soglie di Palazzo Chigi, in veste di premier, negli anni ’90, ma lui ha preferito rimanere nei suoi sciccosi abiti sartoriali, tipici di chi frequenta lo Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo, per rimanere a capo della FIAT, per cambiare i destini di tutti gli italiani.

Gli autori di “Gianni Agnelli in bianco e nero” hanno raccontato, con tatto, anche i dolori del protagonista, come la tragica perdita del figlio Edoardo, morto suicida nel 2000. Momenti, quelli, di preoccupazione per il futuro aziendale, durante i quali le chiavi della fabbrica automobilistica, vennero consegnate al nipote John Elkann, figlio della figlia, Margherita, unica erede del patrimonio di famiglia.

In queste pagine, in maniera malinconica, gli scrittori provano a raccontare il cerchio della vita degli Agnelli: il nonno Giovanni negli anni ’50 insegna a Gianni come si diventa grandi; e negli anni’ 90 John apprende i segreti e la lungimiranza per diventare il presidente, nel 2014, della FCA (Fiat Chrysler Automobilies) oggi Stellantis, azienda italo-statunitense di diritto olandese, considerata tra i più efficienti produttori di autoveicoli del mondo. Il nipote italo-americano ha così realizzato il sogno di nonno Gianni, che ha visto il suo marchio molto apprezzato anche oltre oceano.

Ancora oggi quando si parla dell’Avvocato inevitabilmente il pensiero va a Gianni Agnelli, anche se avvocato non lo è mai stato, ma è stato tanto altro: un monarca per i suoi operai, un’icona di stile per gli yuppies italiani, un modello per i giovani bramosi di successo, insomma un mito vero, per un’Italia che oggi è orfana di sogni, energia e classe che da sempre la distinguono nel mondo.

Federico Fellini così lo descriveva: “Mettigli un elmo in testa, mettilo su un cavallo, è un re”.

 

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