L’esagerazione, il borderline, l’estremismo sullo sfondo di una violenza cieca.
Terrazza sentimento è una docu-serie Netflix diretta da Nicola Prosatore. La narrazione ripercorre il terribile fatto di cronaca che ha visto l’imprenditore Alberto Genovese condannato nel 2020 con l’accusa di stupri e spaccio. Il caso partì dalla denuncia di una vittima, 18enne, che permise alle indagini di scoperchiare il vaso di Pandora. La “Terrazza Sentimento”, parte dell’attico del fondatore di Facile.it e Prima Assicurazioni, divenne luogo delle feste milanesi più ambite durante l’isolamento imposto dalla pandemia. Adesso, lo stesso nome rappresenta l’emblema di tutto ciò che di oscuro portò quel divertimento sfrenato.

Terrazza Sentimento cerca di andare a fondo sulla vicenda e di restituire al pubblico la complessità e la concatenazione di eventi e persone. La docu-serie si allontana quindi dalla primigenia risposta giornalistica, che descrisse il caso in maniera superficiale e perfettamente allineata alla cultura patriarcale e sessista, che appellava le vittime come “ragazzine in cerca di droga e visibilità”. Una risposta aberrante da parte di chi di competenza. Le conseguenze sono purtroppo tante, negative, e ormai note in casi come questo. Vittimizzazione secondaria e gogna mediatica per le protagoniste, costrette a celare la loro identità per proteggersi (ciò avviene anche nella docu-serie) come fossero colpevoli.
Il titolo di questo articolo recita: “Milano a due facce”. Si intende, così, la realtà di una città italiana che, più della stessa capitale, si è affiliata al sistema globalizzato occidentale. Una città fatta di imprenditori, di modernità, di Moda, di “gente che conta” o di persone che sognano tale appellativo. Una città dove i ritmi di lavoro sono estenuanti e dove sembra che non si dorma mai. Questo perché, accanto a tale rigore e disciplina perseverante, si accosta una vita notturna sfrenata, dove sembrano non esistere regole. Due estremi che creano un circolo vizioso, talvolta distruttivo.
Zerocalcare coniò una frase che risulta particolarmente emblematica di un sistema dilagante, che coinvolge anche questo caso. La frase, parafrasata, recita: “tutta questa fretta ce l’ha messa il capitalismo, e poi ci ha dato la cocaina per stare al passo”. Ecco che Genovese appare proprio in questa prospettiva. Un imprenditore di impronta americana, dedito al lavoro senza sosta e senza orari, trainato dalla ricerca insaziabile di denaro e potere. “Il re delle startup” lo chiamavano.
Le interviste di cui si dota la serie coinvolgono una serie di persone vicine a Genovese. Affermano di averlo visto vivere due fasi di vita molto diverse. Lui stesso racconta di aver lavorato senza sosta per un periodo di tempo che gli permise di raggiungere il successo. Ne uscì stremato però. Da qui iniziò la fase che, associata al denaro e al potere guadagnati, lo portò a smettere di lavorare. La sua dedizione a quel punto venne canalizzata nella ricerca di piacere ed evasione totale.
La serie lascia grande spazio all’indagine sull’infanzia di Alberto Genovese. Quasi a voler rintracciare il fattore scatenante di tutta questa “follia”. Il bullismo e l’emarginazione, così come la bravura scolastica e l’agio economico, emergono dai racconti di un intervistato, suo ex compagno di classe. Allo stesso tempo, però, la narrazione cerca di restituire la parola, la dignità e la complessità alle vittime.
Terrazza sentimento riunisce tanti punti di vista e tanti argomenti da spiegare. Per il format in cui si inserisce, però, rimangono un po’ incompleti e talvolta confusi. Il registro espressivo è eterogeneo. Realtà e intelligenza artificiale vengono mischiate. Avviene lo stesso con gli elementi di fiction e quelli di giornalismo d’inchiesta, le interviste e il repertorio televisivo. Ricostruire e illuminare tale vicenda, però, rimane una scelta di fondamentale importanza.

Perché Terrazza Sentimento racconta il caso Genovese, sì, ma parla anche di un’Italia che, ancora, fatica a riconoscere come il sistema legittimi e protegga la violenza e il privilegio maschile. Dove il potere pensa di poter rubare legittimamente il consenso. E dove la voce e il dolore delle vittime sono le uniche costrette a lottare per essere ascoltate.
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Terrazza sentimento – diretta Nicola Prosatore – ideata da Alessandro Garramone, Davide Bandiera e Annalisa Reggi – Prodotta da Fremantle – distribuita da Neflix – In onda dal 5 novembre 2025





