di Edoardo Vezzi

 

Oggi stiamo viaggiando nuovamente sull’onda dell’incertezza. Stanno salendo i numeri tra contagi, posti in terapia intensiva e ospedalizzazioni. Si rischia il collasso del sistema sanitario e per questo motivo si stanno cominciando ad attuare nuovi piani per evitare assembramenti, attraverso i coprifuochi notturni in alcune regioni, come anche nel Lazio, e la chiusura anticipata di bar e ristoranti. Se la curva epidemiologica non fermerà la sua ascesa, si valuteranno, con tutta probabilità, delle strette ancora più pesanti. Un lockdown nazionale, per quanto mossa estrema, non sembra più così impossibile da perseguire. Un appello di 100 scienziati richiama il governo italiano a prendere delle decisioni ancora più drastiche rispetto al DPCM rilasciato la scorsa domenica, 18 ottobre. In quel caso si era data molta responsabilità agli amministratori locali, sindaci e regioni di prendere decisioni mirate.

In questo clima sembra quasi impensabile raccontare di manifestazioni, eventi, raduni e cortei. Eppure, qua su Quarta Parete, abbiamo già raccontato del sit-in in Piazza Duomo (https://quartapareteroma.it/bauli-in-piazza-una-manifestazione-per-dare-voce-allarte/) da parte dell’organizzazione BIPBauli In Piazza. Una decorosa manifestazione che il 10 ottobre ha riempito la piazza milanese per chiedere al governo delle misure per ridare dignità e lavoro a tutto il settore dello spettacolo, in grave crisi. Tutto si è svolto nella totale legalità: mascherine, distanziamento, rispetto per le regole dettate dallo Stato per combattere l’attuale pandemia.

Lo stesso giorno però a Roma, un’altra manifestazione, la “Marcia per la liberazione“, contro il governo Conte Bis e la sua gestione della pandemia, ha affollato piazza San Giovanni. Il corteo contava gruppi e personaggi più disparati: dai negazionisti del covid-19, ai sostenitori di Trump, dai no-mask ai sovranisti, ma anche complottisti che inveivano contro la presunta dittatura di un nuovo ordine mondiale e, infine, gli anti-5G.

Tra un grido alla libertà e l’altro, il giornalista di Fanpage Saverio Tommasi è stato insultato e minacciato fino a essere scortato e allontanato dalla polizia per paura di aggressioni fisiche nei suoi confronti. I giornalisti sono tra i nemici più importanti per queste persone, che li accusano di essere servi di uno governo che sta limitando oltre il limite la libertà di ogni individuo. La stessa libertà che negano ai giornalisti che per la loro incolumità devono essere zittiti e allontanati. Diversi video sono spuntati sui social, tra gli altri quelli di Saverio Tommasi e Barbascura, a testimoniare le idee che accompagnavano molti attori di quella giornata (https://www.facebook.com/watch/?ref=search&v=791006651692809&external_log_id=df9a76b9-11d9-4458-9a02-77d496481ec5&q=fanpage%20manifestazione) (https://www.facebook.com/barbascurax/videos/1284536208383390).

È impensabile oggi rivivere giornate del genere, nonostante tutto ciò sia accaduto due settimane fa. Manifestare è un diritto inequivocabile di ogni cittadino, ma che sia nel rispetto delle regole e soprattutto nel rispetto dei malati che ogni giorno affollano gli ospedali. Quarta Parete, che si occupa principalmente di scrivere e raccontare di cultura, arte, teatro e cinema, ha mostrato pieno interesse e appoggiato le rivendicazioni di BIP, che è riuscita a farsi ascoltare organizzando un corteo nel pieno rispetto della legge.

Per rivivere nuovamente il teatro e lo spettacolo dal vivo, per raccontare a Voi, al nostro pubblico, tutto del mondo del teatro di Roma e non solo, c’è bisogno di cooperazione, di rispetto e buon senso. Atteggiamenti che, purtroppo, non fanno parte di queste immagini.

 

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