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Un tranquillo funerale di famiglia: il silenzio di tomba è in sala

Bruno chiude la Festa del Cinema di Roma con una commedia che ha un umorismo che non fa più ridere.

Arriva nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma, a pochi giorni dall’uscita in sala del 29 ottobre con 01 Distribution, Un tranquillo funerale di famiglia, commedia diretta da Massimiliano Bruno dopo 2 cuori e 2 capanne. Il film è tratto da Death at a Funeral di Dean Craig, con adattamento dello stesso Bruno e di Edoardo Falcone. La produzione è di No Name Entertainment con Rai Cinema, in associazione con Sony Pictures International Productions, con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura; produttori Alessandro Usai, Pierpaolo Luciani e Alessandro Squarciotta. Nel cast Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Beatrice Arnera, Dino Abbrescia, Giulia Vecchio, Edoardo Ferrario, Carlo Amleto,Alessandro Mauthe, Giovanni Iovino e Carlo Buccirosso, con Diego Abatantuono e la partecipazione di Stefania Sandrelli; la fotografia è di Marco Bassano, il montaggio di Luciana Pandolfelli, le musiche di Roberto Lobbe Procaccini.

Claudia Pandolfi e Dino Abbrescia

Il cast, di grande rilievo, offre una prova solida e rappresenta uno dei pochi spunti apprezzabili dell’opera di Bruno. Gli interpreti comici tengono bene tempi e ritmo di battute e gag, ed è proprio questo l’unico motore della risata in un film che vorrebbe collocarsi come una commedia brillante, dai toni satirici e dissacranti. L’idea di fondo, tutto sommato, è buona: si muove su un terreno tradizionalmente tabù (meno di un tempo, per fortuna) e, attraverso le dinamiche tra parenti e conoscenti del defunto, immagina ciò che forse accadrebbe davvero a un funerale se durante la cerimonia si giocasse a carte scoperte. Funzionano le critiche, più o meno velate, a molte abitudini che invadono sempre più la nostra quotidianità, come il prete più attento ai fedeli d’oltreoceano che a quelli in carne e ossa che ha davanti. Il film tocca poi un tema delicato e doloroso, lo squilibrio tra fratelli nella cura dei genitori, che ricade quasi sempre sulla donna. Il fratello, lontano e sempre impegnato in mille cose, ha la possibilità di costruirsi la propria vita, è considerato il figlio prediletto e ogni suo ritorno è un onore; la sorella, che rinuncia a tutto per stare accanto ai genitori, è data per scontata e resta intrappolata in un circolo che solo la morte può spezzare.

Il problema è proprio il registro comico scelto: uno stile che non fa più ridere, e che nemmeno la bravura degli interpreti riesce a salvare. Se sullo schermo il funerale è tutt’altro che silenzioso, in sala il silenzio di tomba ha accolto la maggior parte delle battute e delle gag. Il film si apre subito con battute razziste, poi costruisce il personaggio di Abatantuono su una carrozzina e su un repertorio sessista. L’omosessualità, ancora una volta, è trattata come un problema, qualcosa di cui vergognarsi e da nascondere. Né mancano, a completare il quadro, battute abiliste e grassofobiche.

Diego Abbatantuono e Stefano Fresi

Basta. Ai registi di commedie italiane va ricordato che si può far ridere una sala per l’intera durata di un film senza offendere nessuno per ciò che è: senza prendere di mira la pelle, il sedere della ragazza seduta davanti o il modo di amare. Lo dimostrano, peraltro, altre commedie italiane presentate proprio alla Festa del Cinema di Roma. Né regge l’obiezione che queste battute servano a delineare i personaggi: lo farebbero solo se un altro personaggio le smontasse e le giudicasse sbagliate, e nel film non accade mai. E così Massimiliano Bruno presenta un film con un grande potenziale, ucciso da una comicità che offende gli altri e quindi, semplicemente, non fa ridere.

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Un tranquillo funerale di famiglia – regia di Massimiliano Bruno – tratto da Death at a Funeral di Dean Craig – adattamento di Massimiliano Bruno ed Edoardo Falcone – fotografia di Marco Bassano – montaggio di Luciana Pandolfelli – musiche di Roberto Lobbe Procaccini – con Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Beatrice Arnera, Dino Abbrescia, Giulia Vecchio, Edoardo Ferrario, Carlo Amleto, Alessandro Mauthe, Giovanni Iovino, Carlo Buccirosso, Diego Abatantuono e, con la partecipazione di, Stefania Sandrelli – prodotto da No Name Entertainment con Rai Cinema, in associazione con Sony Pictures International Productions – Festa del Cinema di Roma, sezione Grand Public – domenica 25 ottobre, Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma

Foto – © Ufficio Stampa

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