Il progetto immersivo di Paolo Troilo che mette in dialogo pittura contemporanea, memoria e architettura storica, rileggendo gli spazi del palazzo attraverso uno sguardo nuovo.
Dal 18 giugno al 13 settembre 2026, Palazzo Reale ospita un progetto inedito realizzato dall’artista Paolo Troilo, che racconta la storia dell’edificio e i protagonisti che ne hanno abitato le stanze attraverso una mostra site-specific. L’esposizione, intitolata The Breach. Il muro rompe il silenzio, si avvale della curatela del critico Marco Meneguzzo e del contributo scientifico di Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale, e di Simone Percacciolo, Responsabile della Valorizzazione.

Paolo Troilo, My Vitruvian 2019
Paolo Troilo, inventore del finger painting iperrealista, ha creato direttamente sulle pareti dell’appartamento un percorso che mette in dialogo le opere con la storia stessa del Palazzo. Dopo un passato da pubblicitario, è arrivato alla Biennale di Venezia nel 2011, costruendo una pittura senza filtri tra il proprio corpo e il supporto del colore.
Ogni storia dipinta è dedicata alla vita di un personaggio che ha varcato le soglie e contribuito alla memoria del palazzo. Questa è la prima volta in assoluto che Palazzo Reale ospita una mostra site-specific di un artista vivente: un modo per aprire brecce attraverso una modalità che distrugge la linea temporale tradizionale, unendo direttamente passato e presente. Il dialogo tra materiali contemporanei e antichi mette in risalto una vera e propria vivificazione della memoria storica di Palazzo Reale.
Il percorso espositivo si apre con l’opera “My Vitruvian”, realizzata nel 2019 in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci. Quest’opera mostra un uomo vitruviano contemporaneo, intento a districarsi dalle proporzioni di madre natura, in un conflitto interiore che lo porta a volersi liberare dai dettami di un’epoca passata.
La seconda stanza intende mettere in luce un episodio accaduto durante il regime fascista, quando un’area del palazzo, la cosiddetta Manica Lunga, venne abbattuta nel 1936 nell’ambito del piano urbanistico del regime per riorganizzare l’assetto di Piazza del Duomo. L’opera “La manica strappata” invita il pubblico al ricordo non solo di un evento che cambiò per sempre l’aspetto del palazzo, ma di tutto ciò che venne distrutto durante il ventennio.
Proseguendo un racconto che tocca episodi della Seconda guerra mondiale, l’opera successiva è dedicata alla figura di Maria José, principessa di Piemonte, che durante gli anni della Resistenza svolse un ruolo importante incontrando tra le mura di Palazzo Reale intellettuali antifascisti e diplomatici clandestini. L’opera, intitolata “José”, esprime la forza di questo personaggio nell’atto di spezzare un fucile che tiene stretto tra le mani.
Tornando indietro di due secoli, la sala successiva è dedicata a Napoleone Bonaparte: l’opera, intitolata “Il corpo di Giove”, intende decostruire il mito dell’uomo per svelare la comune ed effimera natura umana. Nel 1805, quando Napoleone fu incoronato re d’Italia, Milano divenne capitale e l’antico palazzo ducale assunse ufficialmente il titolo di Palazzo Reale.
Le origini di Palazzo Reale risalgono tuttavia al Medioevo, quando costituiva il Palazzo Ducale dei Visconti, duchi di Milano. Nel corso del Trecento e del Quattrocento i Visconti ampliarono il complesso inglobando gli edifici circostanti, creando un grande sistema di palazzi interconnessi noto come “insula viscontea”. L’opera “Il serpente bianco” si ispira proprio a queste radici: l’animale mitologico, nato dalla fantasia dell’artista, prende spunto dallo stemma di famiglia e raffigura un pareggio tra preda e predatore, dove il serpente, da colui che voleva inghiottire, si ritrova a essere inghiottito da un vortice.
L’ultima sala raduna il polittico su tessuto Funny Girl, realizzato da Rubelli e intitolato IN THE NAME OF THE MOTHERs. A chiusura del percorso espositivo si trova un omaggio a tutte le madri e alle donne che hanno svolto un ruolo di guida, come specifica l’artista, «nel bene e nel male».

Paolo Troilo, La Manica Strappata 2025
Quest’opera fa parte di una trilogia iniziata nel 2017 ed esposta al Consolato italiano di New York City. È stato grazie a questo progetto che, nel 2020, è nata l’idea di una mostra personale di Paolo Troilo a Palazzo Reale, oggi finalmente realizzata.
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The Breach. Il muro rompe il silenzio” è stata promossa da Comune di Milano-Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Nobile Agency, a cura di Marco Meneguzzo, critico d’arte, con il contributo scientifico di Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale e Simone Percacciolo, Responsabile della Valorizzazione – Palazzo Reale a Milano dal 18 giugno al 13 settembre 2026





