di Tonino Pinto*

 

Alta 1.75, bionda, occhi chiari, bella, a 18 anni è stata una delle fotomodelle più famose e pagate del mondo. Da Milano a Parigi da Mosca a Tokyo a New York. Torniamo volentieri a parlare e scrivere di Sharon Stone, perché abbiamo finito di leggere il suo libro autobiografico di cui si parlerà’ molto, che ricostruisce fra l’altro la vita, i successi gli amori e le delusioni di una donna davvero straordinaria.

Sharon deve il suo esordio nel cinema a Woody Allen che la scritturò nel 1980 per “Stadust Memories”. A seguire nel 1981 fu il francese Claude Lelouche che le affidò un ruolo importante in “Bolero”, kolossal che ricostruisce le vicende di quattro famiglie geograficamente lontane (una tedesca, una francese, un’americana e una russa), nel corso di un cinquantennio e nel 1985 fu la volta di “Allan Quatermain e le miniere di re Salomone” accanto a Richard Chamberlain (ricordate Padre Ralph di Uccelli di rovo?). Nel 1992 arrivò per la bella Sharon la consacrazione alla popolarità’ universale, vestendo i panni della scrittrice di gialli Catherine Tramell nel film diretto da Paul VerhoevenBasic Instinct”. Una dark lady erotica e perversa dallo sguardo magnetico e coinvolgente, nella celebre sequenza dell’interrogatorio, mentre risponde alle domande del detective Nick Currain interpretato da Michael Douglas, diventata un cult della cinematografia mondiale. Seduta su una sedia di fronte ai poliziotti, accavalla le gambe mostrando, senza lasciare nulla all’immaginazione di non indossare l’intimo. Il film polverizzò tutti i record d’incasso quell’anno ma accese anche una dura polemica fra l’attrice e il regista reo di averla ingannata, culminata con un sonoro ceffone alla fine della proiezione di Gala della prima a Los Angeles, una delle tante rivelazioni del libro. Il film ebbe anche due nominations all’Oscar per la colonna sonora e il montaggio e una nomination ai Golden Globe come miglior attrice per la Stone. Gli abiti dei due protagonisti furono firmati dallo stilista Nino Cerruti.

Mi ricordo che l’anno successivo pur di non perdere l’occasione di un’intervista a Roma con lei, impegnato come inviato a seguire per il Tg3 della Rai il Festival del Cinema a Berlino, non esitai a prendere un aereo la mattina sotto una bufera di neve, intervistarla al Grand Hotel, consegnare la registrazione a Saxa Rubra al giornale per l’edizione delle 19 e ripartire per Berlino via Francoforte. Ma ne valse la pena!

Sharon Stone fascinosamente intrigante oggi a 63 anni, con più di cinquanta film all’attivo, dopo aver superato tre matrimoni, sesso, abusi, un tumore al seno e un ictus, sta facendo discutere con l’autobiografia già in libreria dal titolo “Il Bello di Vivere Due Volte”, un libro spietatamente sincero, destinato a far rumore senza rinunciare all’ironia che ha sorretto nei momenti belli e brutti della sua vita una donna e un’attrice che ha fatto innamorare milioni di fans.

”Con questa confessione” ha dichiarato Sharon Stone, ”ho cambiato le regole, liberandomi finalmente dalla rabbia che covavo dentro”.

Leggendo “Il bello di Vivere Due Volte” come in un film, Sharon, ricorda la sua vita difficile come adolescente, l’inganno di quella famosa scena di “Basic instinct” che la spinse fidandosi del regista, che le assicurava che non si sarebbe visto niente a togliere gli slip davanti alla cinepresa, le molestie di un noto produttore e le pressioni ricevute per fare sesso con il partner di un altro film per rendere “più frizzante” la scena. In “Basic Instinct” ha dichiarato l’attrice, “ho pescato nei fondi psicologici della mia gioventù bruciata, nella rabbia covata per anni, ho fatto uscire l’oscurità’ che avevo dentro”.

Una vita di successi, amori e malattie, glamour e impegno sociale come le tante conduzioni ereditate dall’amica Elizabeth Taylor, della famosa asta di beneficenza durante il Festival di Cannes organizzata dall’AMFAR, la Fondazione per la raccolta di fondi per la lotta contro l’AIDS, dove una volta mise in vendita un suo bacio per 45 mila dollari, uno dei più cari di sempre.

Insomma un ruolo di icona che dura ancora oggi a 63 anni. ”Ho imparato a perdonare anche l’imperdonabile” ha dichiarato.

“Ancora oggi che ci crediate o meno, Sharon Stone è una splendida donna affamata d’amore, quello non edulcorato dai film, forse piacevolmente condannata a esser” e come ha sottolineato la collega Gloria Satta in un suo articolo, “una Donna davvero felice di esserlo”.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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