Sedici grandi nomi dell’arte contemporanea a Palermo in mostra con « .ЯƎ »

 di Isabella Terruso

 

A Palazzo Reale, a Palermo, va in scena l’arte contemporanea con la mostra intitolata « .ЯƎ » dal 22 aprile al 31 ottobre 2022. Realtà e virtuale si intrecciano, nello spazio delle sale sale Duca di Montalto, e danno spazio a sedici grandi nomi del panorama artistico contemporaneo Jeff Koons, Sol LeWitt, Alberto Burri, Saint Clair Cemin, Tony Cragg, Zhang Hong Mei, Anselm Kiefer, Emil Lukas, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Tania Pistone, Andres Serrano, Ai Wewei e Gilberto Zorio.

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La grande sensibilità che accomuna artisti, curatori e la Fondazione Federico II, referente principale della mostra, si scaglia contro il conformismo della società contemporanea, a tratti radicale, che ha lacerato la creatività e ha allontanato le opere dalla loro funzione sociale oltre che di riflessiva.
Sedici artisti si sono assunti la responsabilità di portare dentro Palazzo Reale una visione dell’arte in parte lacerata dallo sguardo di questa società.

Il titolo della mostra « .ЯƎ » come “rinascita” “ricostruzione” e “riavviamento” ci giuda verso la lettura di una nuova e possibile realtà, una su-realtà, che si riflette nello specchio dell’opera di Pistoletto « autoritratto » serigrafia su acciaio inox, e ugualmente nell’ opera di Zhang Hong Mei del 2008 « human condition », che presenta manichini ricoperti di tessuto e nastro, circondati da specchi, che ne riflettono le immagini e lo spettatore che le attraversa.

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« .ЯƎ » da la possibilità allo spettatore di immergersi nella lettura dell’arte contemporanea in un modo nuovo, a sua volta leggere lo spazio che la circonda dentro il quale esistiamo anche noi, spettatori dell’evento, per scelta o per necessità, nel tempo presente. Lo spettatore è accompagnato verso la sua rinascita, verso la sua purificazione, un momento di ricostruzione del nostro sguardo sulla realtà e sulle cose.

Ho assunto la scultura come monumentali morta, inerte, per metterla in condizione di instabilità, di mancanza di controllo, di peso di significato, quindi risuscitarla e viverla” Afferma Pistoletto in dialogo con Germano Celant, storico dell’arte, parlando dell’ opera « La Venere degli Stracci » in mostra a Palermo. Ma l’opera che forse rappresenta più di tutte, a mio modesto parere, questo viaggio verso la rinascita, rinnovamento e ricostruzione è l’opera di Giuseppe Penone « 33 Erbe » in esposizione a Palazzo Reale trentatre tavole litografiche che raccontano la visione del mondo dell’artista attraverso la sensazione quasi tattile del suo personalissimo partecipare alla natura. Trentatré frottage su fogli leggeri, che presentano frasi come: “L’albero conserva il ricordo di un contatto; L’albero è fluido è esplosione di un fluido in un altro fluido; l’aria ricorda i movimenti del respiro, il turbinio del vento gli spostamenti delle grandi correnti del golfo; la forma rivela della scultura memoria; la forma è la sua azione; secondo Socrate nella nostra anima entra un blocco di cera che è la memoria dono delle Muse”.

Nell’opera di Penone « 33 erbe » vi è pienamente il concetto dell’essere e dell’esistere nel tempo presente, concetto che ognuno di noi, nella sua vita quotidiana, dovrebbe tenere presente.
Si conosce soltanto facendo esperienza delle cose e attraverso le cose si fa esperienza di se stessi, e come scriveva il poeta francese Cristian Bobin, “Mi piace appoggiare la mano sul tronco di un albero davanti al quale passo, non per assicurarmi dell’esistenza dell’albero -di cui non dubito- ma della mia.

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