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Sanremo 76, tra memoria e polemiche: lo show oltre la canzone

Tra omaggi, polemiche e grandi numeri, il Festival firmato Carlo Conti si conferma specchio dell’Italia che cambia.

Il 76° Festival della Canzone Italiana, celebrato dal Presidente Sergio Mattarella come “patrimonio della musica pop”, si è aperto martedì scorso con un omaggio a Pippo Baudo, il conduttore che vanta il maggior numero di edizioni guidate della gara musicale più popolare d’Europa. La sua inconfondibile voce registrata ha dato il benvenuto al pubblico dell’Ariston in festa e ai telespettatori, in un momento carico di memoria e riconoscenza.

Era il 2007 — governo Romano Prodi — quando Pippo Baudo, come ha ricordato Silvia Truzzi su Il Fatto Quotidiano, replicò con fermezza ai politici che polemizzavano su conduzione e cachet: «Siate seri, occupatevi dei problemi del Paese».

Parole che oggi suonano quanto mai attuali, alla luce delle recenti prese di posizione del Presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto sulla direzione artistica di Carlo Conti con osservazioni legate alla presenza del comico Andrea Pucci sul palco dell’Ariston. Una vicenda che, tra polemiche e critiche sui social, ha infine portato alla rinuncia dell’artista, riaccendendo il dibattito sul confine tra politica, opinione pubblica e autonomia culturale del Festival.

A ribadire l’autonomia editoriale del Festival è intervenuto l’AD Rai Gianpaolo Rossi, ricordando che Sanremo è un racconto del Paese è uno specchio, è un’immagine viva di tutti gli aspetti, sociali, culturali ed economici dell’Italia. Al di là delle diatribe, la prima serata ha registrato uno share del 58%, pur con tre milioni di spettatori in meno rispetto all’edizione precedente: un dato che conferma la centralità dell’evento nel panorama televisivo italiano, ma invita anche a una riflessione sul suo futuro.

La prima serata, condotta da Carlo Conti insieme a Laura Pausini, ha visto l’esibizione di tutti e trenta gli artisti in gara. La classifica provvisoria, determinata dal voto della giuria della sala stampa tv e web, ha delineato una top five composta da Arisa con Magica favolaFulminacci con Stupida sfortunaSerena Brancale con Qui con me, Dito nella piaga con Che fastidio e la coppia Fedez–Marco Masini con Male necessario.

Analizzando i testi dei brani in gara, la parola “amore” si conferma dominante, ma rispetto alla passata edizione assume sfumature più complesse: non solo sentimento romantico o idealizzato, bensì imperfetto, conflittuale, talvolta attraversato da paura, fragilità e abbandono.

Curiosità — ma anche qualche delusione — per Ora di Patty Pravo; calorosi applausi per il ritorno di Tiziano Ferro, primo ospite del Festival, e per Ermal Meta con Stella stellina, intensa poesia in musica dedicata a una bambina morta a Gaza.

Non sono mancati i figli d’arte sul palco dell’Ariston: Leo Gassmann con Naturale, brano che evoca l’immaginario di viaggi in motorino tra i semafori e i tram di Roma; Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, con Uomo che cade, dall’incipit rappato anni ’90 e un ritornello più melodico. Su tutte e tutti a però a convincere maggiormente chi scrive è stata Malika Ayane con Animali notturni: un’esecuzione pop, funk, glamour e dance, raffinata e magnetica.

E tra canzoni più o meno riuscite, lacrime a favore di camera e le immancabili “urlatrici d’ufficio” a coprire ogni sfumatura, i veri protagonisti sul palco dell’Ariston sono stati Lillo e Pilar Fogliati, complici di gag non sempre originali anche se a tratti irresistibili, e Achille Lauro, vestito di bianco come un moderno messia, che ha interpretato Perdutamente con un intenso arrangiamento corale e la voce della soprano Valentina Gargano, dedicando il brano alle giovani vittime di Crans Montana.

Con l’ingresso in scena del televoto serale cambiano gli equilibri e tra i più sostenuti emergono Tommaso ParadisoLDA e AKA 7even — rispettivamente Luca D’Alessio, figlio di Gigi D’Alessio, e Luca Marzano — entrambi provenienti dal talent Amici di Maria De Filippi, insieme a Nayt con Prima che. Si conferma inoltre la coppia Fedez–Marco Masini con Male necessario, tornati a duettare dopo la serata cover della scorsa edizione che li aveva visti reinterpretare Bella stronza.

Stasera, sul palco dell’Ariston — sponsorizzato quanto e più dei dintorni della città — torneranno in gara altri quindici protagonisti. Tra questi anche la modella russa Irina Shayk, co-conduttrice accanto all’abbronzatissimo Carlo Conti. Super ospiti della serata saranno Eros Ramazzotti e Alicia Keys, a conferma di un Festival sempre più internazionale e orientato allo spettacolo globale.

Sanremo sempre più specchio dei tempi? Si vedrà a “Conti” fatti. Di certo qualcosa, nella bella Italia canterina, sta cambiando. Il Festival resta una gara di canzoni, ma è ormai soprattutto un gigantesco show televisivo: un palcoscenico totalizzante dove, pur di esserci, si precipita chiunque  anche chi di musica e canzoni non capiscono un “caracho”.

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