di Fabio Salvati

 

La breve vicenda della Repubblica Romana è una di quelle storie da sempre confinate sui fondali del panorama risorgimentale e nelle pagine di risulta dei programmi delle scuole. Il registro commemorativo di quel ricordo sembra essere la reticenza.

Nessuna vestigia di particolare richiamo all’ancoraggio di una memoria collettiva da conservare (se non fosse per quei busti – enigmatici per i più -che sfilano, al netto di una didascalia purchessia  e poco altro ancora)

Colpa della fugace durata di quella esperienza, oppure del fatto che certe vicende –per il potenziale eversivo che racchiudono- è meglio lasciarle al sommario ricordo dei più, o agli scaffali degli specialisti ?

Qualunque sia la risposta al quesito, deve comunque essere salutata con piacere l’iniziativa della produzione Piano Zero Teatro che ha voluto la ripresa di questo spettacolo al Teatro Mr.Kaos.

Sulla scena il solo Emanuele Cecconi (anche autore del testo, liberamente ispirato a “Le cronache di Roma “ di Nicola Roncalli) che sembra inizialmente avviare una lezione sul tema storico proposto. In breve, però,  lo spettacolo si trasforma in una perfetta macchina teatrale, laddove la dimensione diegetica – minuziosa, ma accattivante-  diventa agìta e densa  di personaggi. Il narratore sulla scena veste i panni  ora di un canonico,  ora del papa Pio IX,  ora di un insorto, declamando le ragioni di quel sommovimento che portò nel volgere di poco tempo all’assassinio del primo ministro Pellegrino Rossi, alla fuga del Papa da Roma,  al convergere di tanti giovani patrioti da tutta Italia, ansiosi di scrivere, proprio a Roma, una pagina illustre di quel primo vero momento  risorgimentale.

Come nelle rivoluzioni che si rispettino -laddove il tempo breve è un fattore determinante-  la proclamazione della Repubblica fu faccenda di pochi giorni e il narratore ha il suo daffare sulla scena per riprodurre con tutto il dinamismo di cui è capace tutta l’ansia di partecipazione che portava chiunque a conferire il proprio contributo a quel sogno rivoluzionario che in pochi giorni fu capace di partorire una Costituzione avanzatissima, che dispensava libertà e diritti per tutti.

Ma il tempo breve, si diceva, è proprio di ogni rivoluzione: la sua parabola avrà sfortunatamente il respiro corto di un sogno, pagato al prezzo del “sangue migliore” versato da un’intera generazione di giovani disposta al sacrificio della vita pur di proteggere l’illusione di poter costruire un’esperienza di libertà che non aveva avuto precedenti e non avrebbe conosciuto replica alcuna nel Paese.

La messa in scena soffre del poco spazio di cui dispone il teatro Mr.Kaos, anche se l’attore -pur valendosi di  una scenografia minimale (Cecilia Sensi)- riesce a far palpitare la platea, con uno spettacolo asciutto, ma pieno di variabili narrative. Di forte efficacia alcune delle soluzioni registiche di Monica Fiorentini. Le musiche originali sono di Claudio Recchia.

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