di Tonino Pinto *

 

E’stato Silvester Stallone, il grande protagonista in diretta streaming da Hollywood al 50° Festival del Cinema dei ragazzi di Giffoni. che sta per chiudere il suo primo percorso anti Covid. ”Sono grato di questo collegamento” ha detto l’attore in gran forma a 74 anni portati alla Rocky. ”Felice perché’ mi permette anche se a distanza di potermi confrontare con tanti giovani cineasti” e naturalmente quei ragazzi in platea che si sono scatenati con le domande. Dalla Svizzera una ragazza gli ha chiesto come era nato il progetto Rocky che lo ha fatto esplodere come attore in tutto il mondo ancor prima di Rambo”. “Per me” ha risposto Stallone “è stata una benedizione e un miracolo al tempo stesso, non avrei mai immaginato che quel piccolo film indipendente mi avrebbe cambiato la vita, il segreto di quel film così e degli altri Rocky sta ovviamente nel personaggio che fin dall’inizio, come succede a tutti nella vita, ha un sogno e si impegna e lotta con tutto se stesso per fare in modo che come nelle fiabe, quei sogni diventino realtà’, così è anche la vita. Tornerò’ presto a girare il mio nuovo film interrotto dalla pandemia. È un thriller fantascientifico dal titolo “Samaritans” diretto da Julius Avery il regista di “Overload”, così come tornerò al Giffoni l’anno prossimo lontano, speriamo, tutti dal virus”. Un’ultima  considerazione la faccio da vecchio cronista, una volta dopo tante interviste fatte a Stallone anche a Hollywood gli ho  perfino regalato un biglietto da dieci euro appena uscito in Europa, lasciandolo stupito a riguardarlo e rigirarlo fra le dita sorpreso che valesse un po’ più di dieci dollari e un’altra  però’ per intervistarlo a Venezia  sono finito in ospedale, steso da una sedicente guardia del corpo locale con tanto di occhiali scuri e soccorso proprio da lui come si conviene a Rambo o a Rocky,  finendo entrambi sui telegiornali e sui quotidiani di mezzo mondo. E la considerazione è proprio questa. Il Festival di Giffoni ha inaugurato dopo l’incontro con Richard Gear e appunto con Sly, in Italia e all’estero un esperimento molto interessante che consente di utilizzare la tecnologia per chiacchierare e fare domande pubbliche, senza far  correre il rischio ai giornalisti(scherzo) di finire all’ospedale.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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