Il fumettista e leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti apre la seconda edizione di “India città aperta” con una performance che fonde disegno dal vivo e narrazione
Alcune figure della storia italiana sembrano destinate a sfuggire a ogni definizione univoca. Giangiacomo Feltrinelli è una di queste: editore visionario, imprenditore culturale, militante politico, protagonista di alcune delle pagine più controverse del Novecento. Raccontarlo significa confrontarsi con una biografia in cui letteratura, editoria, rivoluzione e memoria si intrecciano senza mai trovare un equilibrio definitivo.
È da questa complessità che prende forma Giangiacomo Feltrinelli – Rivoluzione permanente, il progetto di Giulio D’Antona e Davide Toffolo, approdato il 14 luglio al Teatro India di Roma in forma di reading multimediale, nell’ambito della rassegna estiva India Città Aperta. Quella che poteva rimanere una semplice presentazione della graphic novel pubblicata da Feltrinelli Comics, si è rivelata, nonostante o proprio grazie a strumenti semplici e immediati, una trasposizione scenica in grado di trasformare il fumetto in esperienza teatrale. Sul palco si fondono la lettura di D’Antona e il disegno dal vivo di Toffolo. Le immagini prendono forma mentre le parole scorrono, facendo nascere davanti agli spettatori una narrazione che conserva il ritmo del fumetto ma acquisisce la dimensione irripetibile della performance. Il tratto essenziale dell’autore diventa parte integrante del racconto: ogni linea aggiunta sul foglio accompagna la costruzione di un personaggio in dialogo col presente.
Il testo, scritto con Giulio D’Antona, sceglie una prospettiva precisa: lascia parlare Feltrinelli attraverso lettere, interviste e dichiarazioni realmente pronunciate o scritte dall’editore. Ne emerge una voce diretta, che attraversa alcuni dei momenti più significativi della sua esistenza: la pubblicazione del Dottor Živago di Boris Pasternak sfidando le pressioni sovietiche, la difesa della libertà editoriale contro ogni forma di censura, la convinzione che il libro potesse essere uno strumento di emancipazione collettiva, fino all’incontro con Fidel Castro e alla radicalizzazione politica degli ultimi anni, culminata in una fine ancora avvolta dal mistero. La scelta di affidarsi alle parole autentiche del protagonista evita la costruzione di un ritratto celebrativo. D’Antona e Toffolo non cercano di risolvere le contraddizioni di Feltrinelli né di trasformarlo in un’icona. Al contrario, il reading restituisce tutta la tensione di una figura che ha attraversato il Novecento spingendosi costantemente oltre i confini della propria epoca.
La forza dello spettacolo risiede proprio nell’incontro tra linguaggi differenti. La parola offre il tempo della voce e della presenza; il fumetto quello dell’immagine che nasce progressivamente; la biografia storica si intreccia con una riflessione sul ruolo della cultura come spazio di conflitto e di trasformazione. A fare da tramite, tanti stratagemmi visivi semplicissimi ma di immediata potenza: finestre nelle pagine che aprono e chiudono immagini in funzione del racconto, una minuscola Citroen DS che percorre le strade disegnate nelle sequenze di viaggio, una lente di ingrandimento che “intervista” i volti di Gramsci, Silone, Vittorini, Kulishoff, Pasolini e molti altri. Il live cinema che funziona, spogliato di inutili sovrastrutture, pensato come se il regista fosse un bambino: quando le parole diventano difficili, l’immagine deve tornare semplice. È una modalità narrativa che appartiene da tempo alla ricerca artistica di Davide Toffolo, disegnatore ma anche colonna portante della musica indipendente italiana, autore capace di muoversi con naturalezza tra musica, disegno e performance, ma che trova nella collaborazione con Giulio D’Antona una particolare solidità documentaria.
La scelta del Teatro India come luogo della performance non è casuale. La rassegna India Città Aperta nasce infatti come uno spazio dedicato all’incontro tra discipline artistiche e linguaggi contemporanei, e il reading dedicato a Feltrinelli incarna perfettamente questa vocazione: un’opera che unisce teatro, fumetto, letteratura e ricerca storica senza subordinare un linguaggio all’altro. In un momento storico in cui il fumetto è sempre più presente nei programmi dei festival culturali e nei cartelloni teatrali, Giangiacomo Feltrinelli – Rivoluzione permanente rappresenta un esempio significativo di come la graphic novel possa superare la pagina stampata e diventare performance. Non un adattamento, ma una trasformazione del racconto: il segno disegnato si fa gesto scenico, la documentazione storica diventa voce che echeggia nell’oggi.
Più che raccontare un editore, il reading di D’Antona e Toffolo invita il pubblico a interrogarsi sul significato stesso dell’editoria come pratica politica e culturale. Quale può essere oggi il ruolo di chi pubblica libri? Quale responsabilità ha la cultura di fronte ai conflitti del proprio tempo? Sono domande che attraversano l’intera performance senza pretendere risposte definitive, lasciando invece allo spettatore il compito di confrontarsi con l’eredità di una delle figure più affascinanti e controverse della storia culturale italiana.
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Giangiacomo Feltrinelli – Rivoluzione permanente – di e con Davide Toffolo e Giulio D’Antona – tratto dalla graphic novel Giangiacomo Feltrinelli. Rivoluzione permanente (Feltrinelli Comics) – Festival India Città Aperta 2026 – in collaborazione con Feltrinelli – Teatro India, Roma 14 luglio 2026





