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Pinocchio nella rilettura di Iovine al Chiabrera di Savona

Il regista e la sua compagnia ci interrogano e ci insegnano cosa sia una persona

Basta dire Pinocchio e il nome ci fa comparire in mente subito un’immagine chiara e precisa: il burattino creato dalla favole di Carlo Collodi, ossia il “diverso” per eccellenza, che tra mille peripezie e un naso allungabile a suon di bugie, riesce a diventare “normale”, ovvero un bambino in carne ed ossa per la felicità del suo babbo Geppetto. Davide Iodice e la compagnia Scuola Elementare del Teatro prendono in prestito il personaggio e gli danno una nuova forma, accostandogli un significato diverso ma non per questo meno inteso con Pinocchio – Che cos’è una persona?.

La compagnia – nata dal progetto intrapreso per questo spettacolo e composta da ragazzi con diverse disabilità e alcuni loro cari che recitano con loro sulla scena – viene diretta da Iodice, in veste non solo di regista ma amico, in un’opera delicata ma con momenti a tratti profondamente e dolorosamente intensi, spesso anche ironici, a segno che questi attori possono portare, in scena come nella vita, molto di più di quanto, spesso, si voglia loro lasciare offrire.

La domanda presente nel sottotitolo dell’opera, però, non è da considerarsi scontata né tanto meno banale né da liquidare velocemente. La figura di Pinocchio è qui resa come una metafora incarnata e rovesciata, dove il fulcro non si trova tanto nella trasmutazione in un’accettata e condivisa normalità ma, piuttosto, nel domandarsi come riconoscere ed accettare l’essere umano che ci troviamo davanti in quanto Persona, imparando ad ascoltarne le parole e i bisogni, rompendo uno schema di separazione e divisione che si protrae per i più svariati motivi.

Lo sviluppo è scandito da una via crucis incessante, quella che piega con il suo peso un Grillo Parlante le cui spalle sono oppresse sotto le pagine di un abbecedario con una storia che sembrerebbe già scritta. Tante parole vengono estratte dal libro, termini che etichettano e dividono in modo netto e all’apparenza immutabile i sogni, le aspettative, le possibilità e le vite di uno, due, sei Pinocchio.

I ragazzi e le ragazze riscrivono quei termini e la storia con le loro domande semplici ma dal senso profondo, danzando e suonando, interagendo con il pubblico; se ne vanno alla ricerca di un attimo di felicità e di normalità, intesa come adesione piena ad una comunità che non li giudica o li esclude ma nemmeno appiattisce le loro caratteristiche verso piani uniformanti e, pertanto, spersonalizzanti ma accoglie la loro peculiarità.

Altrettante Fate Turchine li accompagnano, non più guide che tutto posso risolvere a colpi di bacchetta magica, attraverso le bellezze, le difficoltà e le frustrazioni che si incontrano quotidianamente nelle varie circostanze. A volte non c’è magia più forte e più potente di una carezza, un sorriso, un abbraccio o un girotondo tutti insieme sul palcoscenico per riconciliarsi con il modo circostante.

A chiusura resta la domanda “E dopo?” a quel che succederà e accadrà nei prossimi giorni: si ritornerà alla vita di tutti i giorni, ai gesti quotidiani e ai luoghi amati per riempire gli istanti di momenti unici. Poi c’è anche la tournée, che li ha fatti esibire in prima regionale al Teatro Chiabrera la sera di venerdì 10 che li ha applauditi a lungo al termine della rappresentazione. Le future date porteranno la compagnia prima sul palco a Modena e, poi, in chiusura a Budapest per un importante festival di teatro internazionale. L’orizzonte per questi Pinocchio non si restringe ma si espande sempre più.

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Pinocchio – Che cos’è una persona? – Ideazione, drammaturgia e regia Davide Iodice – Con: Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Vincenzo Iaquinangelo, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso, Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini – Costumi: Daniela Salernitano, Federica Ferreri – Scene: Ivan Gordiano Borrelli – Versi: Giovanna Silvestri – Training e studi sul movimento: Chiara Alborino, Lia Gusein-Zadé – Equipe pedagogica: Monica Palomby, Eleonora Ricciardi – Tutor: Danilo Blaquier, Veronica D’Elia, Mara Merullo – Produzione: Interno 5 e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale – Teatro Chiabrera di Savona 10 aprile 2026

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