di Paola Tiriticco

 

Una regista che pensi di portare sullo schermo una nuova versione di “Piccole Donne”, può essere un’incosciente, una nostalgica, una romantica o avere un piano ben definito e perseguirlo fino alla realizzazione di un film impeccabile.

E’ questo il caso di Greta Gerwick che ha cominciato a pensare alla nuova trasposizione di Piccole Donne ancora prima del suo grande successo Lady Bird.  Anzi proprio quel successo le ha dato il passaporto per realizzare il suo vecchio progetto.

“Senza quel successo non avrei potuto dirigere questo film, ho potuto girare Piccole Donne perché Lady Bird è piaciuto e ha avuto buoni incassi.”

E per Greta Gerwick il libro di Louisa May Alcott  è stato davvero un caposaldo della sua infanzia, come tante bambine si è identificata in Jo March e l’ha addirittura interpretata a 11 anni in una recita scolastica.

Ma “di certo ho fatto un pessimo lavoro. Sono contenta che Saoirse Ronan, che la interpreta nel film, le abbia reso giustizia.”

Quindi la sua non è stata una follia, ma una scelta ben precisa, ponderata, preparata e realizzata nel migliore dei modi.

A cominciare dalle quattro sorelle March, tutte impeccabili nel loro ruolo: Emma Watson è Meg, Florence Pugh- Amy, Eliza Scanlen- Beth, Timothée Chalamet- Laurie, Laura Dern è la mamma e si dimostra ancora una volta un’attrice eclettica e poliedrica passando dal cinico avvocato divorzista di Storia di un matrimonio alla dolce ma tenace mamma March.

Non si possono dimenticare ovviamente Meryl Streep, una zia March molto credibile e ricca di sfumature, e Louis Garrel  come Prof Bhaer, oltre certamente alla già citata  Saoirse Ronan-Jo che dona al suo personaggio un piglio ed una personalità che ne determinano la modernità.

Ed è proprio della modernità e dell’attualità del messaggio del libro che Greta Gerwick parla in tutte le interviste, perché non si abbia mai la tentazione di arretrare, perché si ricordi che c’è stato un tempo in cui la sola ambizione della vita di una donna era e poteva essere il matrimonio. Oggi ci sembrano tempi lontani ma meno distanti da noi sono gli sforzi che le donne devono ancora compiere per ottenere un uguale trattamento ed una pari credibilità.

Certo il mondo delle sorelle March ci fa a volte sorridere, soprattutto quando lo guardiamo attraverso gli occhi della zia March- Maryl Streep che “non ha sempre ragione ma non ha mai torto” e nel suo “married or dead”.

Ma “Piccole Donne” rimane pur sempre un romanzo che parla della forza delle donne e della loro vitalità, e soprattutto quello che di rivoluzionario ha ancora da raccontarci è quella libertà di essere se stessa che ogni donna dovrebbe poter perseguire: moglie innamorata, madre, crocerossina, insegnante, scienziata, single o scrittrice.

Questa è ancora la lezione che, attraverso le sorelle March, Greta Gerwick riesce a portare sullo schermo, in un film curato nei minimi particolari, dalle ambientazioni, che sono quelle reali del mondo di Louise May Alcott, la sua casa, la villa di Laurie, fino ai costumi di Jaqueline Durran, premiata infatti con un meritato Oscar.

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