di Claudio Riccardi

La corsa verso un obiettivo: metafora e parafrasi della vita. È il tema dello spettacolo Corri. Dall’inferno a Central Park, tratto dall’omonimo bestseller di Roberto Di Sante e andato in scena dal 22 al 27 febbraio al Teatro Basilica. Produzione Loft Theatre, regia e adattamento a cura di Ferdinando Ceriani. Sul palco, l’attore e maratoneta Sebastiano Gavasso, accompagnato dalle note di violoncello di un’elegantissima Giovanna Famulari.

Corri narra la parabola di un uomo, Aldo, che precipita dal quarto piano di un palazzo. Sfiora la morte, affronta un doloroso recupero e poi si rialza, riprende a camminare e arriva a correre tra i ponti di New York, alla maratona più importante del mondo. Nella Grande Mela Aldo arriva a completamento di un sentiero emotivo. Dal profondo buio della depressione fino alla luce salvifica della riscoperta. Di un sogno chiamato vita. Liberazione ispirata dall’amore per la sua dolce metà, Teresa.  E’ dunque una donna, la sua amata, il personaggio che non compare sul palcoscenico ma che è chiave nella svolta in positivo della narrazione. Il ruolo di Aldo è cucito su misura per Gavasso, affermato attore di teatro, cinema, tv e nel contempo runner appassionato. Con energico coinvolgimento vive la doppia sfida aperta dal destino, verso la sua mente e verso il suo fisico.

L’autore del libro, Roberto Di Sante, giornalista già per Leggo e Messaggero, ha tagliato nel 2014 il traguardo della Maratona yankee. Quattro anni più tardi è andato in stampa il racconto in romanzo intorno alla storia di Aldo e della sua rinascita. Un percorso di salvezza dalla depressione attraverso la corsa più lunga e più affascinante del mondo, che ha fatto breccia nel cuore di migliaia di lettori. Un viaggio fisico e psichico che sul palco del Basilica si trasforma in musica vibrante nelle corde pizzicate da Giovanna Famulari, performer di fama internazionale, da anni al fianco di Tosca e Ron.

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