Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

Oltre il baratro: Occhetto e la sfida di ripensare la sinistra e la democrazia

Al Todi Festival la presentazione del nuovo libro dell’ex leader del PCI. Un confronto sul futuro della democrazia, tra autoritarismi, potere tecnologico, disuguaglianze e crisi della politica.

Il futuro della democrazia, la crisi della sinistra e la necessità di elaborare un nuovo pensiero politico. Sono questi i temi al centro dell’incontro con Achille Occhetto, ospitato dal Todi Festival in occasione della presentazione del suo nuovo libro Oltre il baratro. Ripensare la sinistra e la democrazia, edito da Passigli.

A condurre il confronto è Tommaso Bori, Assessore alla Cultura della Regione Umbria, che introduce l’appuntamento sottolineando il particolare significato della presenza di Occhetto a Todi. Un festival, osserva Bori, può essere una vera e propria piazza di libertà, uno spazio nel quale le idee si incontrano e si confrontano: un luogo necessario alla crescita sociale e democratica.

Nel presentare il libro, Bori ne evidenzia soprattutto lo sguardo rivolto al futuro. Un testo che analizza il presente e, soprattutto, si orienta verso una ricerca sulle possibilità di costruire un nuovo orizzonte. In un mondo segnato da conflitti, nuovi autoritarismi e da un crescente multipolarismo, secondo Bori la destra sembra aver trovato un proprio paradigma, mentre la sinistra fatica ancora a individuare un’idea di alternativa. È proprio da questa crisi che prende avvio la riflessione di Occhetto. L’autore definisce il libro come una sorta di percorso composto da temi diversi, ma uniti da un filo conduttore: la liberazione umana e la ricerca di una sintesi alta tra libertà e uguaglianza.

Uno dei primi nodi affrontati riguarda il rapporto tra politica, tecnologia e potere. Occhetto analizza le figure di Donald Trump ed Elon Musk, individuando nelle loro posizioni caratteristiche differenti ma anche un’alleanza che, a suo giudizio, risponde a una precisa logica di potere. Da una parte il nazionalismo, dall’altra il globalismo tecnologico delle grandi piattaforme digitali. Il punto centrale della sua analisi è però il ruolo assunto dalle grandi aziende tecnologiche e dal potere degli algoritmi. Occhetto mette in guardia dal rischio che la tecnologia, invece di rappresentare uno strumento al servizio dell’umanità, finisca per diventare un nuovo spazio di dominio. Da qui una delle domande fondamentali poste nel corso dell’incontro: come può la democrazia governare lo spazio digitale e riportarlo dentro una dimensione umana e collettiva? Per Occhetto, infatti, non basta difendere la democrazia liberale così come l’abbiamo conosciuta. La crisi attuale nasce anche dal fatto che quella democrazia non è riuscita a mantenere tutte le proprie promesse. La risposta, però, non può essere l’autoritarismo: deve essere una democrazia più inclusiva, capace di confrontarsi con il bene comune, la redistribuzione, la protezione sociale, la sanità e il lavoro.  In questa prospettiva, libertà e uguaglianza non possono essere considerate dimensioni contrapposte. Occhetto insiste sulla necessità di ricomporre ciò che la politica del Novecento ha progressivamente separato: i diritti civili e quelli sociali, la libertà e l’uguaglianza. 

La riflessione si sposta quindi sulla trasformazione della politica e sul fenomeno del leaderismo. Secondo Occhetto, l’ossessione per il leader nasce anche dalla progressiva trasformazione della comunicazione politica, soprattutto attraverso la televisione. La politica rischia così di ridursi alla competizione tra persone e alla domanda su chi vincerà, perdendo di vista la complessità dei processi sociali, dei bisogni, dei valori e delle identità che determinano le trasformazioni di un popolo. È una politica sempre più affidata all’immagine. Recuperare il senso della politica significa  tornare a comprenderne la complessità e il rapporto con la società. Ed è qui che si colloca la sfida più importante per la sinistra. Non soltanto elaborare programmi, ma ritrovare una cultura politica capace di parlare alle persone e alle nuove generazioni. 

Il titolo Oltre il baratro assume così un significato che va oltre la semplice denuncia della crisi. Il baratro è il rischio di una democrazia svuotata, di una politica ridotta a spettacolo e di un progresso tecnologico sottratto al controllo collettivo. Ma andare oltre significa anche provare a immaginare una direzione diversa.

________________

Oltre il baratro, ripensare la sinistra e la democrazia – di Achille Occhietto – Todi Festival 3 settembre 2026

In foto da sx. il sindaco Antonino Ruggiano, sullo sfondo il direttore artistico Silvano Spada, Tommaso Bori e a dx. Achille Occhetto

error: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]