di Giulia Pernaselci

 

“Tacchi misti” è il titolo dello spettacolo andato in scena all’Off Off Theatre da mercoledì 20 a domenica 24 aprile 2022, prodotto da Politeama srl. Un’azzeccata commedia al femminile che dei tacchi a spillo ne fa uno strumento per prendere a calci i luoghi comuni sulle donne e che puntandoglieli contro li punge. La regia è di Ferdinando Ceriani, con le musiche originali di Benedetto Ghiglia. Il testo è tratto dal libro “Accessories”della scrittrice americana Gloria Calderòn Kellet, coautrice della famosa sitcom How I met your mother e nel cast di Jane the Virgin, lavori pregni di un umorismo che può essere più o meno discutibile. 

Il divertimento è assicurato già quando sul palco arriva di fretta una strana presenza che si presenta a pieni polmoni come una divinità onnisciente ma non accondiscendente. Lei ci tiene a ribadire, implorando la gente del pubblico in posizione di suoi sudditi, che vuole che si smetta di invocarla per ogni problema possibile e immaginabile. Non ha tutte le risposte ai guai del creato e se anche le avesse potrebbe non avere assolutamente la voglia di farne buon uso. Esaltata al massimo, è l’indolenza fatta persona. Dall’alto di una femminilità equivocabile, lascia presagire che il sesso maschile non perderà occasione per dare filo da torcere. Con un potere sovrannaturale nelle mani dà il via a una cospicua successione di gag che intrattengono di buon gusto. Frequenti freddure stuzzicano il senso del pudore di chi siede sulle poltrone della sala gremita, rimandando a ripicche verso la presenza ingombrante dell’autorità maschile nella civiltà, antica o moderna che sia. 

Le quattro attrici, Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Carlotta Proietti e Silvia Siravo, molto brave, non smettono mai di provocare il pubblico, portando le loro protagoniste esagerate e scompigliate ma dalle anomalie in parte legittime. I personaggi sono sedici e fuori controllo, fra questi lasciano il segno: Eva, manchevole di malizia, e la tanto temuta mela da cui si fa ammaliare, una vigilessa sopra le righe, che non si intendano quelle stradali, una ragazza incinta avvolta da interrogativi petulanti, una semi-soubrette venditrice di un olio di serpente a suo dire miracoloso, la suora dal sorriso artefatto stampato sulle labbra, la sposa esaurita passate poche ore di nozze e la casalinga tuttofare che di fare in realtà non avrebbe proprio intenzione.

Le caricature, drastiche, innestano un meccanismo per cui ci si riconosce compiaciuti nello spirito che fa pensare e agire le donne in un certo modo invece che in un altro. Parecchi dei modelli emblema delle buone maniere, battuti e ribattuti, vengono presi accidentalmente di mira. Tanta è l’ironia, dosata al punto giusto, è evidente che c’è cognizione di causa. Esercitare giudizi sui mondi interiori non è contemplato.  

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