Il nuovo film di Daniele Luchetti è una commedia romantica che decostruisce la retorica della famiglia tradizionale con delicatezza e ironia.
Simone e Lucia sono molto diversi: lui è un uomo in cerca di stabilità, disciplinato e con un forte senso della famiglia, lei è ribelle, inaffidabile e contraria a ogni tipo di convenzione. Insieme sono come il giorno e la notte, ma nonostante tutto il loro legame è forte e sembra essere indenne a ogni tipo di ostacolo. A mettere in crisi la solidità della coppia è la decisione di adottare un bambino: riusciranno a mettere da parte le divergenze e le incomprensioni per accogliere un figlio nelle loro vite?
Daniele Luchetti torna alla regia con un film che parla di famiglia e di rapporti sentimentali con sincerità e affetto, senza risultare moralistico né tanto meno buonista e tenendosi ben alla larga dai cliché tipici del genere. L’opera, infatti, non dà risposte né tanto meno si arreca il diritto di giudicare, ed è proprio in questo che risiede la forza del film: raccontare con naturalezza e autenticità la storia di una coppia normale, con sentimenti normali e lavori normali, (lui fa il pompiere, lei l’infermiera) alle prese con una delle decisioni più importanti della propria vita: diventare genitori attraverso l’adozione.
La sceneggiatura dimostra una spiccata sensibilità nel trattare la materia emotiva dei due personaggi, fatta di complicità ma anche di piccoli attriti e continui battibecchi, sempre modulati con vivace ironia. Merita attenzione anche la regia di Luchetti, fluida e mai scontata nella composizione delle immagini, capace di valorizzare una scrittura già molto solida. Il desiderio di costruire una famiglia induce Lucia e Simone a mettersi in discussione e a fare i conti con le proprie fragilità e paure.
Quando Lucia e Simone scelgono l’adozione, si confrontano con un percorso che all’inizio percepiscono come distante e invasivo. Col tempo, però, i colloqui e le domande che li mettono alla prova diventano anche uno spazio di confronto, costringendoli a dirsi ciò che spesso avevano evitato.
Elio Germano, che prosegue il suo sodalizio con Luchetti dopo il ben più cupo Confidenza, (oltre a Mio fratello è figlio unico, La nostra vita e Io sono tempesta) è, ancora una volta, eccellente nel plasmare un personaggio credibile e profondamente umano, tenero e sarcastico. Maria Chiara Giannetta costruisce una Lucia vitale, irrequieta e intraprendente, trovando nel rapporto con il suo partner di scena una sintonia naturale che rappresenta uno dei punti di forza del film.
Noi, un po’ meglio è un film che diverte, emoziona e ci fa ricordare un concetto tanto ovvio quanto spesso dimenticato: la semplicità non va confusa con la banalità, a differenza di chi punta proprio su un’inutile complessità per nascondere e sopperire a delle mancanze contenutistiche.
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Noi, un po’ meglio – Regia di Daniele Luchetti – Sceneggiatura: Enrico Audenino, Davide Lentieri, Daniele Luchetti – Con: Elio Germano, Maria Chiara Giannetta, Anna Bonaiuto, Caterina Guzzanti, Filippo Nigro, Jacopo Olmo Antinori, Dajana Roncione, Ilaria Spada, Francesca Romana De Martini, Sofia Luchetti, Bianca Mastromonaco, Federico Tocci, Vito Vinci, Francesco Zecca, Manuela Spartà, Lidia Vitale – Scenografia: Andrea Castorina – Costumi: Massimo Cantini Parrini – Montaggio: Silvia De Rose – Musica: Bryan Senti – Fotografia: Ivan Casalgrandi – Produzione: Lucky Red – Produttore: Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Serena Sostegni – Anno 2026 – Presentato alla Festa del Cinema di Roma il 18 ottobre 2026





