di Maria Ester Campese

L’arte si sa non ha età e il genio si può nascondere ovunque. Eppure desta un po’ di sorpresa e qualche scalpore scoprire che esistono due giovanissimi e più che promettenti pittori al di sotto dei 9 anni. Oltre che “baby”, questi artisti in erba sono già figure molto note a livello internazionale impostisi all’attenzione del mercato e dei critici.

Le eminenze in tale campo sono l’italianissimo Noah D’Alessandro, bimbo milanese di appena 4 anni, da molti già considerato una promessa concreta nel campo artistico. L’altro è un fanciullo tedesco di poco più di 8 anni, Mikail Akar, le cui opere, sono da tempo vendute a prezzi esorbitanti.

Entrambi si esprimono attraverso un universo di colore che rimanda all’espressionismo di Jackson Pollock. Danno libero sfogo al loro estro creativo in un moto gioioso e spontaneo dell’animo. Un approccio proprio dei bimbi svincolato dai preconcetti che spesso invece “imbrigliano” gli artisti adulti.

Vediamo più da vicino la storia del piccolo Noah che scaturisce da un dono ricevuto dai genitori, a solo un anno e mezzo. Si tratta di una scatola di colori ed una tela, come molte volte si regala ai bambini. Noah però è affetto da una malattia che diminuisce le sue difese immunitarie, costringendolo in casa. Con questo dono i genitori pensano che possa spensieratamente trascorrere un po’ del suo tempo. Accade invece un prodigio e in meno di mezz’ora il bimbo realizza da solo un dipinto strabiliante per la sua età, non tralasciando alcuno spazio della tela. Sbalorditi i genitori lo mostrano prima ad amici e poi aprono uno profilo social che immediatamente desta interesse e simpatia.

Il suo talento viene notato da una curatrice d’arte di New York, ed è così che il quadro viene richiesto per un’esposizione in America. Da li in poi le richieste si moltiplicano traducendosi velocemente in mostre di gallerie che includono i suoi lavori in diversi contesti espositivi.

Il giovanissimo artista ha al suo attivo oltre a mostre americane, tra cui alla New York Art Fair, anche a Venezia, a Palazzo Ducale di Genova nel 2019. L’anno successivo espone sempre a Genova alla fiera ArteGenova 2020.

Analoga, seppur con le sue peculiarità, è la storia, di Mikail Akar, nato a Colonia in Germania. Anche qui si parte dal dono dei genitori che il bimbo riceve ai suoi 4 anni. In questo caso la scatola di colori per la pittura dei bambini, è da fare con le dita. Già il primo lavoro del giovane artista è straordinario ed il papà decide anche in questo caso di condividerlo sui social. Il risultato è sorprendente ed immediato ed è così che Mikail è subito salito alla ribalta dell’agone artistico. Oggì è considerato al top degli artisti contemporanei della corrente dell’astrattismo. Una curiosità per dipingere predilige come strumento i guantoni da boxe del suo papà con risultati assolutamente straordinari.

Le sue opere sono quotate dalle otto alle undicimila euro l’una. Il papà che aveva prima un banco di frutta e verdura, ha lasciato tutto, ed assieme alla mamma, segue il suo bambino come suo curatore. Al suo attivo si annoverano già sei personali tra cui l’ultima, a Berlino, ha registrato il sold-out con la vendita di tutti i dipinti esposti.

Concludiamo con un pensiero, augurandoci che per entrambi sia sempre lasciato lo spazio e la dimensione giocosa della questione, piuttosto che altri interessi. E’ importante infatti in questa fase formativa garantire loro la libertà di essere bambini come tutti gli altri.

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