di Fabio Salvati

 

 

Vale senz’altro la serata questa divertente, piccola commedia in scena al Teatro de’ Servi fino al 5 gennaio. La non breve tenitura programmata incrocia anche il veglione di Capodanno e per qualcuno potrebbe offrirsi la possibilità di ipotizzare una serata piacevole per concludere l’anno.

La commedia offre tutti gli ingredienti per un divertimento di agevole consumo: siamo negli anni Settanta, l’azione si svolge all’ interno di un appartamento della periferia romana. Ma non si tratta di una periferia qualunque: siamo dalle parti di San Lorenzo, il quartiere che conserva ancora la memoria del devastante bombardamento del 19 luglio 1943. 

Una famiglia con padre (Paolo Pioppini), madre (Monica Lugini) e due figli (Tommaso Paolucci ed Erica Picchi) consuma i riti del pranzo domenicale e delle schermaglie generazionali, declinate tutte alla superficie di una riflessività convocata al capezzale di un copione pensato essenzialmente per l’evasione. In famiglia ci sono infatti due altre presenze, una nonna impertinente e saggia e una zia tutta casa e chiesa, alle quali è affidata la partitura comica della pièce (ottimamente gestita dalle due interpreti Antonia Di Francesco e Angela Ruggero). In famiglia serpeggia un segreto, amministrato con sagace accortezza dalla nonna, sul quale invece l’inquieto figlio chiede continuamente lumi, rimanendo sempre inappagato.

In famiglia tutto si tiene, inclusi i segreti che dopo un po’ smettono di essere sconvenienti, prendendo aria di casa, e tutto torna rapidamente al suo posto, senza particolari sconvolgimenti. Proprio come il verso di una nota canzone più volte evocata durante lo spettacolo “c’è ancora il letto come l’hai lasciato tu”.

Intelligente la regia di Alessandro Moser che lascia spazio alla dimensione comica, senza rinunciare a quel tanto di approfondimento che meritava la collocazione temporale del racconto. 

 

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