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Madonna licenziata, metafora di realtà

Il presepe di Claudio Marrucci, teatro fra contraddizioni e capovolgimenti

Non c’è mezzo più efficace e immediato del capovolgimento di una situazione per svelarne i lati nascosti. Sfidare e svelare la realtà attraverso il suo contrario. Cambiare e ribaltare le carte per vedere il disegno vero che, spesso, la linearità tende ad oscurare. La scrittura di Claudio Marrucci mette in atto questo sovvertimento attraverso la tradizione per consegnare al lettore il riflesso di se stesso e del contesto circostante. Un atto sovversivo, letterario.

Il titolo della sua opera già anticipa e racchiude in sé la dinamica principale di tutto il testo, una sorta di copione teatrale che dà voce all’umanità. Madonna licenziata. Due cuori e una capanna, pubblicato da Edizioni Croce, è l’operazione letteraria dissacrante e fuori dal comune di Marrucci: una compagnia teatrale deve portare in scena un presepe vivente, con non poche difficoltà, dissidi e contrasti interni.

Ciascun personaggio porta avanti la sua idea, la sua presa di posizione, ognuno incarna una caratteristica, un archetipo moderno, presente nella realtà. Maschere utilizzate da Claudio Marruci per rappresentare il presepe dell’oggi: Tonina e le manovre politiche, le sue amicizie influenti e le sue superficialità, Maria in dolce attesa e Giuseppe presi dalle necessità e della precarietà lavorativa, i favoritismi di Francesco, l’invisibilità “presente” di er Baffo. Una compagine di personaggi che illustra i vizi, le fragilità, i mali del nostro mondo, il tutto accompagnato da una sana dose di ironia e dissacrazione.

Se di sconsacrazione si tratta, allora è inevitabile un finale contrario, l’avvento dell’impensabile. Il capovolgimento eclatante: Maria (che interpreta la Madonna) viene licenziata con il suo Giuseppe, il miracolo avviene ma lontano dalla mangiatoia e tutto ritorna all’ordinario. Claudio Marrucci veste il testo teatrale di ironia, comicità ammantate da quel velo di riflessione che sonda ed estrae le crisi attuali, le ferite personali, gli eventi drammatici. Dalla provvisorietà e dall’insicurezza lavorativa (specie nell’ambito teatrale), alle guerre attuali, dall’intelligenza artificiale al doppiogiochismo politico.

Madonna licenziata concentra i paradossi, le ambiguità, le ingiustizie e i pregiudizi attraverso il teatro, li condensa nelle maschere e nei personaggi, capovolgendo ruoli e aspettative. Il linguaggio e i dialoghi rispecchiano la personalità e lo stile di ciascun personaggio/protagonista. Lo stesso autore inserisce dei rimandi letterari tra le righe (Francesco Coniglio, il riferimento a Pasolini…). Volano imprecazioni, modi di dire, esclamazioni, citazioni ricercate. Non mancano nemmeno i ceffoni. Questo presepe, allora, veste i panni delle persone, uomini e donne alle prese con le difficoltà e le contraddizioni di un mondo che, forse, non è ancora preparato ad un nuovo arrivo, alla novità, dove nessuno si salva o è salvato, Madonna compresa. Dove, in fondo, davvero tutto cambia per rimanere uguale.

“Per raccontare gli uomini, questi bizzarri animali che fanno ridere e piangere insieme, bastano due sentimenti che in fondo sono due ragionamenti: la pietà e l’ironia”, così scriveva Oriana Fallaci in Insciallah, e così Claudio Marrucci compone il suo di presepe: non la rappresentazione creata da San Francesco, ma scene teatrali dialogate, a tratti urlate, cariche di quell’ironia che fa pensare, di quella specie di religiosità tradizionale voluta e creata dall’uomo che, in questo caso, si sovverte. Un’alterazione di uno dei simboli per eccellenza per mettere in risalto le crepe e le crisi della nostra condizione sociale, culturale, umana. A cui guardare attraverso gli occhi della consapevolezza e di quella pietà: tra le righe, ben nascosto, sembra esserci quell’atteggiamento di rispetto e di com-passione, quella presa di coscienza che, se messa in atto, porterebbe a galla le fragilità che costellano il nostro contesto e il nostro vissuto. Permettendo anche il loro accoglimento.

È proprio grazie a questo sguardo ironico e compassionevole che l’autore consegna un presepe visionario sulla e della realtà, dove non manca nulla: il teatro ospita, accoglie ciascuno dei personaggi pensati da Claudio Marrucci per far posto, alla fine, a noi stessi che, in quelle stesse parole ed espressioni, alla fine ci ritroviamo rappresentati.

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Madonna licenziata. Due cuori e una capanna – Claudio Marrucci – Edizioni Croce – Immagine di copertina/in evidenza: edizionicroce.it

Ph. © Dino Ignani

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