di Ester Campese

 

La carica espressiva che ritroviamo nei dipinti di Edward J. (Ted) Reed, è un chiaro tributo alla vita e alla gioia più pura del vivere. Reed è un artista contemporaneo americano che vive a lavora nella città di Vienna, in Virginia. E’ considerato tra i più significativi esponenti del “realismo classico”. Questa tecnica, che ispirò l’omonimo movimento artistico, nato a cavallo tra il XX e XXI secolo, unisce il disegno nell’accezione più raffinata, con le tecniche più classiche ed accademiche dello stile europee, ma con l’enfasi di una forte valenza cromatica propri della tradizione americana.

Ted è figlio d’arte per cui in modo naturale ha approcciato prestissimo ad essa, studiandone le basi e le tecniche al college, ma non terminando gli studi in tal senso.  Si laureò invece alla Harvard Law School in giurisprudenza e per diversi anni tralasciò la strada artistica.  Lo colpì a fine anni 2000 una malattia cronica disabilitante che lo costrinse a dedicare il suo tempo alle cure e gli impose di lasciare anche il suo lavoro di legale.

Questa nuova condizione gli diede la spinta per superare la limitazione invalidante fisica tanto che dopo moltissimi anni riprese a dipingere. Quella che fu dunque una sua prima passione, divenne nuovamente la sua strada artistica, ma che questa volta perseguì con maggior impegno e rigore. Fu così che si iscrisse all’Art League di Alexandria, sempre in Virginia e che in brevissimo tempo divenne un artista professionale, solido e maturo. La sua forza espressiva si manifestò in modo sempre più potente anche attraverso scelte sapienti e valide soluzioni formali da lui interpretate.

Dal 2003 iniziò ad insegnare presso la scuola d’arte che frequentava, ubicata nella “Torpedo Factory di Alexandria”, divenendo docente dei corsi figurativi, di ritrattistica e di natura morta.

Per diversi critici Ted raccoglie l’eredità di Vermeer cui viene spesso associato come il naturale successore contemporaneo. Come artista ha la stessa capacità di trasferire le sensazioni dell’anima vissuta in quella realtà semplice e quotidiana.

Ritroviamo anche la stessa eleganza fatta di luminosità che diviene il suo stile inconfondibile unito al perfetto controllo di contrasti delle cromie attraverso cui riesce a trasferire al suo interlocutore una sorta di dimensione che si proietta “oltre il visibile”. Si entra dunque in quella sfera emozionale unificante e trascinatrice. Questa la capacità di Edward J. (Ted) Reed, che resta in ogni caso aderente alle sue proprie esigenze espressive per seguire la narrazione di scene di vita quotidiana, proprio come fece a suo tempo Vermeer.

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