di Claudio Riccardi

 

Un viaggio intenso nella vita privata dell’uomo che ha fatto la storia della moda. Sul palco dell’Off Off Theatre la voce di Pino Ammendola ha accompagnato gli spettatori nell’intimità del rapporto tra Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, per 50 anni compagno e collaboratore del “più grande tra i sarti del secondo Novecento”. Colui che mise in dosso i pantaloni alla donna, e aiutò la sua emancipazione.

Le “Lettere a Yves” sono un testamento d’amore e di stima che Bergè scrisse a cavallo tra il 2008 e il 2009, nei primi mesi dalla scomparsa dell’amato Yves.

Una prosa semplice ma raffinata, adattata per il teatro da Roberto Piana e interpretata con attento trasporto da Ammendola, garanzia di qualità e presenza scenica. Le sue parole scandiscono, lettera dopo lettera, gli aneddoti, i dettagli e i vissuti di un rapporto sentimentale vero. Bergé rievoca il primo incontro con Yves, il loro amore, i successi condivisi, i vizi, gli eccessi e la comune passione per l’arte. Il rigore e il senso del dovere estremi, ma anche il disagio verso la ribalta e l’insoddisfazione connaturata nella sregolatezza del genio.

Si arriva così agli ultimi anni della sua vita, difficili e trascorsi in solitudine. Con la malattia che misteriosa fa capolino e non lascia scampo. Un auto-esilio trascorso nella tranquillità delle calde atmosfere marocchine. In quella Marrakesh che Saint Laurent percepiva come unica e vera casa.
Il reading suggerisce così un tour raffinato e nel contempo esotico, accompagnato dalle musiche originali composte al pianoforte dal maestro Giovanni Monti. Raggiunto nel finale dalla voce e dall’eleganza della magnetica Eva Robin’s.

Per oltre un’ora all’Off Off si è respirata aria di altri tempi, di salotti e di grandeur assoluta, attraversata dall’altalena delle emozioni e dal binario di un amore sincero, combattuto, mai banale. Tra Yves e Pierre.

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