di Tonino Pinto*

 

 

“#Iorestoacasa, a casa vostra” titolava in copertina il magazine di un importante quotidiano, sottolineando non solo spot del governo, ma le iniziative dei protagonisti del mondo dello spettacolo avvezzi ormai ad utilizzare la rete con varie iniziative ed anche proposte che li vedono in prima persona protagonisti. Così mentre le sale cinematografiche restano chiuse con oltre 70 film rimasti bloccati dall’emergenza coronavirus tra cui film “Come si vive una volta sola” di Carlo Verdone, “Tre piani” l’ultimo film di Nanni Moretti, “Ritorno al crimine” di Massimiliano Bruno, “Tornare” di Cristina Comencini, giusto per citarne qualcuno . Le star e non solo quelle di Hollywood mettono in rete cantando o recitando in salotto così da Nicole Kidman a Julia Roberts da Al Pacino a  Jude Law  da Michael Douglas,   Kevin Costner George Clooney ed anche Meryl Streep, prepotentemente in televisione con vecchi film e nuovi sceneggiati,  così come il nostro blockbuster Antonio Albanese tornato a proporsi sul piccolo schermo con una nuova serie.

Mentre i produttori italiani e i grandi distributori cominciano a studiare la possibilità di fare programmare direttamente sul piccolo schermo molti di quei 70 film di cui sopra, con un danno di mercato che coinvolge oltre 3700 sale cinematografiche in Italia. Non è una situazione dei teatri italiani il cui danno economico soprattutto per i piccoli teatri è diventato di colpo drammatico, coinvolgendo migliaia di lavoratori del settore.  Il disagio è notevole se poi si pensa alla cancellazione in massa di tutti gli spettacoli programmati da ciascun teatro e sono stati cancellati facendo harakiri dell’intera stagione 2019/2020.

Allora pur lasciando ad altri e sottolineo ad altri  meglio preparati di me a scomodare l’attenzione di governo e politici, mi permetto anche io 82enne cronista di cinema da 60 anni di lavoro sulle spalle, di scrivere due righe a chi di dovere. Signor Ministro dello Spettacolo onorevole Franceschini, da quando lei è tornato al dicastero che l’aveva già vista protagonista in passate legislature, la sua presenza in televisione ai vari Festival di Cannes, di Venezia, solo per citarne qualcuno, è stata massiccia.  Da quando il coronavirus, caro ministro ha spezzato i sogni di tutti anche quelli che nello spettacolo lavorano soprattutto dietro le quinte e nei set, lei signor ministro probabilmente a giusta ragione e mi domando quale, “non si vede e non si sente” come soleva dire la grande Anna Magnani, quando doveva bonariamente esprimere la sua disapprovazione. Ecco tutto qui signor ministro Franceschini in attesa di rivederla presto ad un festival o ad una prima importante o magari in televisione coscienti che in tal caso il peggio sarà passato.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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