di Maria Ester Campese

 

L’antesignana di quella che è la più attuale e a tratti divenuta quasi “modaiola” street art, è un’arte più antica, le cui origini risalgono al XVI secolo, ed è quella dei Madonnari.  Questi artisti di strada apparsi appunto a cavallo tra il 1500 e il 1600 sono stati così chiamati per la predilezione nel realizzare, in genere sui marciapiedi di fronte alle chiese, soggetti che per lo più si riferivano a figure sacre o Madonne.

Il loro strumento sono i gessetti colorati con i quali regalano questa forma poetica espressiva di per sé evanescente anche per la breve durata dei loro disegni che venivano cancellati con il calpestio dei passanti o per via delle acque piovane. Per questo motivo molti bravissimi artisti dell’epoca sono rimasti ignoti. Non tutti però: una delle eccezioni è rappresentata da El Greco che ritroviamo tra i madonnari nel periodo de “el Greco madonnero”.

Non tutti sanno che questi artisti venivano impiegati anche da costruttori e architetti per avere un’idea della resa delle facciate da realizzare che venivano appunto disegnate dai Madonnari in terra, come una sorta di bozzetto.

Un modo di sostentarsi per questi artisti che per lo più erano nomadi e che si spostavano di luogo in luogo raggiungendo eventi popolati tra sacro e profano e che ricevevano oblazioni in cambio delle loro composizioni di rara bellezza.

Nel tempo questa forma d’arte e tradizione stava perdendosi, in particolare nel periodo post bellico della seconda guerra mondiale, ma poi gli artisti ebbero modo di salvaguardare le loro opere utilizzando supporti come cartoncini, sui cui trasferire i disegni e conservarli per maggior tempo. In Europa man mano questi artisti si sono aggregati fino a giungere all’organizzazione di un primo Festival dedicato a tale arte che si tenne nel 1906 a Londra.

Sono passati quasi cinquant’anni dalla prima competizione italiana dedicata agli artisti dell’asfalto che si tenne nel 1972 in provincia di Mantova, a Grazie di Curtatone.

La manifestazione fu poi associata alla Fiera delle Grazie che coincide con la celebrazione dell’Assunzione a ferragosto e che ogni anno si rinnova per quattro giorni. La storia di questa Fiera è legata al Santuario, la cui ubicazione, a sua volta, non è un fatto casuale e sul cui sagrato sono raccolti in questo periodo una miriade di disegni di tali artisti.

Sono figure legate a un tempo più romantico e meno rumoroso, uomini dalle mani impastate dai gessetti, le cui creazioni risultano essere pezzi originali ed unici e la cui tradizione viene rinnovata in questo borgo antico mantovano. Una esemplificazione genuina dell’evoluzione artistica che include anche sperimentazioni con commistioni più moderne.

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