In attesa della notte degli Oscar c’è già una statuetta assegnata: il ritorno del pubblico al Kodak Theatre.

La 94a cerimonia dei premi Oscar che seguiremo per Quarta Parete il 27 marzo, dopo tre anni di limitazioni covid, tornerà’ dal vivo con la presenza del pubblico in sala seppur in misura ridotta, nella storica platea del Kodak Theatre di Hollywood Boulevard. Non c’è ancora l’ufficialità ma per il presentatore sembra che la potente ABC Entertainment, che da sempre copre in esclusiva mondiale l’evento televisivo in diretta con i suoi due miliardi di potenziali spettatori, abbia l’intenzione di affidare l’incarico artistico al 25enne attore britannico Tom Holland, protagonista del film campione d’incassi Spider Man No Way Home con oltre un miliardo di dollari al solo botteghino. Film che in questa stagione di “magra pandemica” ha messo in soffitta i record di colossal come Via col Vento. Hollywood impazzita per il giovane Holland che dicono i bene informati non stia più nella pelle, anche quella del portafoglio!

Sessant’anni fa parlando di film e soprattutto di reportage che suggerivano altrettanti film, venivano pubblicati quelli dall’India di Roberto Rossellini   che li vi trovò anche l’amore (l’ennesimo) con Sonali Das Gupta, sposata con un ex documentarista di Renoir e madre di due figli, mettendo in crisi la sua storia con la svedese Ingrid Bergman. Andavano a ruba, anche  quelli di “due scrittori di idee” Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia che  quel  31 dicembre del  1960 stava regalando all’Italia del dopoguerra il boom economico e i premi Oscar ad Anna Magnani, Federico Fellini, Vittorio De Sica e il successo della Dolce Vita. Dal punto di vista del benessere collettivo, l’utilitaria per tutti e la lambretta garantendo come scrive il bravo Renzo Paris un «frigorifero e un pollo su ogni tavola» degli italiani che si commomuevano di fronte alla terribile fame che tormentava l’India ma che trent’anni dopo precedendo il vicino Pakistan avrebbe avuto la sua bomba atomica.

Di quel viaggio in India, Rossellini realizzò una serie di documentari nel 1959 per la Rai, mentre Pasolini e Moravia pubblicarono due libri che descrivevano con due spettacolari punti di vista quel mondo, ampiamente documentato nel libro dello stesso Paris che uscirà in febbraio, in occasione del centenario dalla nascita dell’intellettuale emiliano dal titolo: Moravia e Pasolini. Due volti dello Scandalo edito da Einaudi, che descrive «quel mondo irripetibile ormai del tutto perduto e che riapparirà in tutto il suo splendore».  Un libro che forse aggiungiamo con la solita prosopopea di chi comunque sogna un bel film, potrebbe suggerire un film come Il Paziente Inglese. A proposito di bei film, dovremo aspettare il prossimo 8 febbraio per sapere se riuscirà a entrare fra i cinque film finalisti come miglior film straniero E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino.

A proposito degli Oscar arriva sugli schermi italiani Una famiglia vincente che il regista ispano-americano Rinaldo Marcus Green dedica all’incredibile vera storia delle sorelle Williams, le celebri campionesse mondiali di tennis. Protagonista è Will Smith nel ruolo del padre manager delle campionesse miliardarie e sembra proprio che a proposito di Oscar che la scelta del ruolo, dove il bel Will appare ingrassato è invecchiato sia stata una “furbata” per convincere la potentissima Accademy a dargli finalmente la desiderata statuetta dopo averla sfiorata nel 2006 con il primo film americano del nostro Gabriele Muccino, La ricerca della felicità’. Quell’anno infatti solo per pochi voti l’Oscar lo conquistò l’ottimo Forrest Whitaker de L’Ultimo Re di Scozia. Questa volta a contendergli l’ambita statuetta ci saranno Benedict Cumberbatch con The Power Of The Dog e Denzel Washington con Macbeth.

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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