di Edoardo Vezzi

 

Il teatro Ghione ha omaggiato il grande regista Luigi Magni in due serate (6 e 7 ottobre) attraverso la proiezione dei film “Arrivano i bersaglieri” (1980), pellicola la cui trama si dipana sullo sfondo della presa di Porta Pia, e “In nome del popolo sovrano” (1990), ispirato agli atti di eroismo dei patrioti italiani durante la Repubblica Romana, uno dei primi eventi del Risorgimento. Le due serate concludono una serie di manifestazioni facenti parte del più ampio progetto “Storie di Roma aspettando con l’arte i 150 anni della Capitale”; rassegna di spettacolo, a ingresso gratuito, nata nell’ambito del “Progetto Cultura 2020, raccontare Roma Capitale” che il Municipio ha deciso di dedicare all’anniversario dei 150 anni dalla proclamazione di Roma quale capitale dello Stato italiano, la cui ricorrenza sarà il 3 febbraio 2021.

Ad aprire la seconda serata, un dibattito sulla figura del compianto regista attraverso le parole di chi lo conosceva, direttamente o indirettamente. A condurre la serata, l’attore e comico Massimo Bagnato che, tra una battuta e l’altra, ha presentato i vari ospiti. Il momento più emozionante è stato proprio in apertura, quando Mauro Magni, nipote del protagonista della serata, ha letto un lungo passaggio da lui scritto in cui ricordava lo zio e le giornate passate insieme. È stato un omaggio molto intimo in cui è stata raccontata la figura di Magni non tanto al livello artistico quanto a livello umano. Un uomo che ha saputo narrare Roma perché di Roma sapeva tutto, “conosceva la storia di ogni sampietrino”. Al netto della sua grande cultura aveva quell’umiltà non sempre riservata ai grandi artisti, era rimasto un “romano de Roma” dal cuore grande. La commozione del nipote di Magni ha accompagnato parole che evocavano una Roma lontana, tra i palazzi del rione Campo Marzio, via del Babuino dove abitava, le passeggiate a Villa Borghese e il Tevere, simbolo della Città Eterna.

Gli ospiti che si sono susseguiti – Umberto Magni, Deborah Farina, Dante Mortet, Alessandro Filippi, Carmine Faraco, Nicoletta Costantino, Claudio Pallottini ed Elena Berera –  hanno tutti contributo a rievocare il ricordo del grande regista attraverso aneddoti, storie e citazioni. Luigi Magni ha raccontato la Roma papalina, gli eventi che nell’Ottocento l’hanno resa protagonista, il Risorgimento, la presa di Porta Pia. Ma se la critica molto spesso, soprattutto per quanto riguarda i suoi ultimi film, non ha apprezzato il suo modo di portare in scena la Storia, è perché forse non ha colto il vero obiettivo di Magni. La chiave di lettura infatti era l’ironia di alcuni personaggi che, inserita in avvenimenti drammatici, riequilibrava le emozioni e i sentimenti.

Ne “In nome del popolo sovrano” le storie private di alcuni protagonisti si inseriscono in una più ampia cornice, quella della Repubblica Romana. Se da un lato l’autore vuole raccontare, anche a scopo divulgativo, le gesta eroiche dei patrioti italiani, dall’altro la presenza di Alberto Sordi e Nino Manfredi portano sullo schermo quella vena ironica della commedia romana che ha segnato la storia del cinema. Il dramma e la commedia in un film che ha voluto rendere omaggio a un passaggio importantissimo della storia di Roma. La storia di Roma Capitale che tra pochi mesi celebreremo nel suo anniversario ma che il genio di Gigi Magni ha sempre voluto onorare attraverso le sue magnifiche pellicole.

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