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Il respiro dell’Eudaimonia tra le mura medioevali di Proceno

Marina Biondi e Igor Mattei firmano la 7° edizione di “Ad Arte Festival”, offrendo al pubblico uno strumento prezioso per orientarsi nella vita.

Quando il Sindaco di Proceno, Roberto Pinzi, ha preso la parola nella serata conclusiva dell’8 agosto tra le mura storiche di Palazzo Guido Ascanio Sforza, nell’aria non si avvertiva la consueta tensione da competizione, quanto una vibrante gratitudine collettiva, tra i presenti e tra coloro che partecipavano da remoto. Il verdetto della giuria popolare, che ha decretato un eccezionale ex-aequo per tutte e sette le compagnie partecipanti, è stato l’atto finale più coerente per un festival che aveva promesso non una semplice gara, ma una vera “fioritura” dell’anima. Questo risultato corale, lungi dall’essere un compromesso, rappresenta la cartina tornasole di una selezione curata e ottimamente realizzata, operata dai direttori artistici Marina Biondi e Igor Mattei, capaci di comporre un mosaico teatrale dove ogni tassello si è rivelato necessario, urgente e di altissimo spessore.

Roberto Pinzi (Sindaco Proceno), Andrea Cavazzini

L’edizione 2026 di Ad Arte Festival ha trovato nel concetto greco di Eudaimonia il proprio baricentro emotivo e filosofico. I direttori artistici hanno ideato questo percorso partendo dal presupposto aristotelico che la felicità non sia un piacere effimero, ma il pieno compimento della propria natura attraverso la virtù e la consapevolezza. È stato un viaggio iniziato il 31 luglio che ha visto il borgo di Proceno trasformarsi in uno spazio di crescita e trasformazione, dove il teatro indipendente è tornato a essere una pratica di libertà e un’occasione di fioritura umana condivisa.

Questa settima edizione segna un punto di maturazione fondamentale per un progetto che affonda le sue radici nel 2014 a Calcata, prima di approdare stabilmente a Proceno. Ripercorrendo i titoli-manifesto delle passate edizioni – dalla storica apertura “In direzione ostinata e contraria” (2014), passando per “Diversi si nasce”, “Eretico”, “Resilienza”, “Utopia” fino al recente “LÌMEN” (2023) – emerge chiaramente un potente fattore comune: la vocazione incrollabile a valorizzare i linguaggi indipendenti e le voci fuori dai circuiti tradizionali, trasformando i piccoli borghi in protagonisti attivi e pulsanti della creazione culturale contemporanea.

Il cartellone di quest’anno ha offerto un racconto fluido che ha saputo scuotere le coscienze senza mai cedere alla didascalia, intrecciando storie di riscatto e di profonda umanità. Abbiamo viaggiato nel tempo attraverso la memoria proletaria e sarda di Fabio Marceddu in Alfonsina Panciavuota, per poi perderci e ritrovarci nelle “gabbie” fisiche e immaginifiche di donne iconiche come Penelope, Frida Kahlo e Alda Merini, evocate dalla danza potente di Lisa Rosamilia e della sua compagnia in Framə. La forza del femminile è stata indubbiamente il cuore pulsante della rassegna: dal riscatto necessario contro il sistema patriarcale nell’urlo poetico di Giuditta Cambieri con Su tutte le furie, fino alle indagini ancestrali sull’eredità e l’identità proposte da Smeralda Capizzi nel suo toccante monologo Santa Smeralda.

Il festival ha saputo però anche guardare con coraggio verso la comunità e il mondo esterno, affrontando temi di scottante attualità. La scelta di chi persegue la propria libertà a dispetto delle convenzioni è stata celebrata dal racconto di Marco Valeri in Storia di Anna la Pazza, mentre la denuncia sul nostro rapporto conflittuale e spesso distruttivo con la Terra è stata affidata alla voce di Giorgio Cardinali e alle sue Favole Insostenibili. A chiudere idealmente il cerchio della dignità umana, la forza dirompente e grottesca della rielaborazione del Mistero Buffo di Dario Fo, portata in scena in dialetto napoletano da Nicola Mariconda, ha ricordato come la cultura popolare possa ancora risvegliare le coscienze collettive. Ogni interprete ha messo in scena il proprio “daimon”, trasformando il dolore in virtù e il silenzio in una consapevolezza vibrante.

Sposando la visione inclusiva e l’indirizzo datogli dai direttori artistici , Ad Arte Festival 2026 ha portato il pubblico del dopo teatro tra le sonorità del Jazz e del Blues italiano, internazionale e femminile, spaziando poi nel flamenco, nella gipsy rumba, nelle sonorità brasiliane, nella Bossa Nova. E non poteva certo mancare, in una atmosfera “medievale” quale quella di Proceno, un viaggio acustico tra le storiche ballate d’Irlanda, Scozia e Inghilterra; viaggio che si è esteso ai canti rurali, rituali e tradizionali della Campania  Tutti i musicisti che hanno arricchito con le loro performance le serate della rassegna, fino a notte inoltrata, hanno anche dimostrato che la musica è sempre “il valore aggiunto” non per un emozione passeggera, quanto per un benessere duraturo.  

Il pubblico, accorso numerosissimo ha risposto con un entusiasmo travolgente, partecipando attivamente ad ogni serata non come semplice spettatore, ma come parte integrante di un dialogo continuo. Nella serata di proclamazione, l’atmosfera è stata arricchita dai collegamenti da remoto con le compagnie, che hanno permesso di sentire ancora una volta la voce dei protagonisti. Sebbene questa modalità sia preziosa per accorciare le distanze, si suggerisce costruttivamente per il futuro di potenziare la realizzazione tecnica di tali interventi, affinché il pubblico in sala possa riabbracciare visivamente e uditivamente gli artisti con la massima chiarezza possibile.

Marina Biondi, Roberto Pinzi, Andrea Cavazzini, Igor Mattei

Ad Arte Festival 2026 ha dimostrato che l’arte, quando è curata con amore e rigore, può davvero “smuovere l’anima”. In quella settimana, Proceno non è stato solo uno scenario medievale, ma il palcoscenico di una fioritura umana che ha dato corpo e voce al significato più autentico di eudaimonia, lasciando un segno indelebile nei cuori di chi ha avuto il privilegio di abitare questo spazio di bellezza, seppur per solo sette giorni….

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Ad Arte Festival – VII Edizione – direttori artistici Igor Mattei e Marina Biondi, rassegna di teatro e musica, serata conclusiva, in copertina da sinistra a destra : Marina Biondi, Roberto Pinzi (Sindaco di Proceno), Andrea Cavazzini, Igor Mattei, Proceno, dal 31 luglio al 7 agosto 2026

Foto ©Grazia Menna

(all rights reserved – normativa sul Diritto d’ Autore Legge 22 aprile 1941. n.633)

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