L’Aquila accoglie un racconto dell’Universo tra divulgazione e bellezza
«Il mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva sabbiosa. Il signor Palomar è in piedi sulla riva e guarda un’onda. Non che egli sia assorto nella contemplazione delle onde. Non è assorto, perché sa bene quello che fa: vuole guardare un’onda e la guarda. Non sta contemplando, perché per la contemplazione ci vuole un temperamento adatto, uno stato d’animo adatto e un concorso di circostanze esterne adatto: e per quanto il signor Palomar non abbia nulla contro la contemplazione in linea di principio, tuttavia nessuna di quelle tre condizioni si verifica per lui». Da Palomar di Italo Calvino.

Con questo testo, denso di significati simbolici, si apre l’evento Il cosmo oltre l’immaginazione. Viaggio tra scienza, musica e visioni, tenutosi martedì 14 luglio 2026 presso la Scalinata di San Bernardino, a L’Aquila. Lettura di un’onda prende vita davanti al numeroso pubblico presente attraverso la voce dell’attrice Bianca Mastromonaco, accompagnata dalle note del pianoforte di Andrea Rea e della tromba di Fabrizio Bosso, mentre sul grande schermo centrale viene proiettata un’animazione in 2D che accompagna e interpreta il racconto di Palomar.
L’incipit tratto da Palomar si rivela la chiave ideale per introdurre questa conferenza-spettacolo curata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), poiché prende le mosse da una riflessione dello stesso Calvino: come si può estendere la conoscenza all’intero universo se non si riesce neppure a distinguere e isolare una singola onda del mare?
A guidare il pubblico in un viaggio alla scoperta dei confini più enigmatici dell’Universo sono i fisici Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, ed Ezio Previtali, direttore dei vicini Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Moderati dalla giornalista e conduttrice televisiva Greta Mauro, i due scienziati si alternano negli interventi, accompagnando gli spettatori in un affascinante percorso che attraversa le origini del cosmo e la materia oscura, i neutrini e le onde gravitazionali, fino a toccare le grandi questioni della fisica moderna. Da Galileo e Newton alla teoria della relatività generale di Einstein, il racconto conduce il pubblico fino alle più avanzate frontiere della ricerca contemporanea.
Di che cosa è fatto davvero l’Universo? Che cosa potremo comprendere quando saremo in grado di osservare e ascoltare tutti i suoi segnali? Gran parte del cosmo resta invisibile ai nostri occhi, ma non per questo è inesistente. Oltre ciò che la luce ci consente di vedere si cela una realtà che può essere indagata soltanto grazie a strumenti sempre più sofisticati e, soprattutto, a uno sguardo capace di spingersi oltre l’immaginazione.
È questo il cuore della conferenza-spettacolo: un invito ad allargare gli orizzonti della conoscenza e ad accogliere la complessità del reale, nella consapevolezza che l’Universo è infinitamente più vasto e sorprendente di quanto la nostra esperienza quotidiana lasci intuire.
L’iniziativa, promossa dal Teatro Stabile d’Abruzzo nell’ambito del cartellone de I Cantieri dell’Immaginario, in programma dal 4 luglio al 6 agosto 2026, si inserisce nel ricco calendario di appuntamenti di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.
Scegliere di dedicare una serata estiva, a ingresso gratuito, a temi complessi come la cosmologia e la fisica contemporanea è stata una proposta coraggiosa. In un’epoca in cui si tende spesso a semplificare i contenuti per inseguire il consenso immediato, l’evento del 14 luglio ha dimostrato che è possibile coinvolgere un pubblico ampio senza rinunciare al rigore della divulgazione. L’incontro tra scienza, musica, letteratura e arti visive ha dato vita a un’esperienza capace di stimolare curiosità e riflessione, confermando che esiste un pubblico desideroso di confrontarsi con idee complesse quando vengono raccontate con competenza e sensibilità.

La risposta della città è stata eloquente: la vasta platea della Scalinata di San Bernardino gremita e un pubblico rimasto in un silenzio partecipe e attento per l’intera durata dello spettacolo.





