di Tonino Pinto*

 

 

In epoca di corona virus, anche Hollywood detta le nuove regole per riprendere a lavorare sui set dei nuovi film: uso obbligatorio di mascherine, misurazione della temperatura, no a baci sul set, alle scene di massa, alle colluttazioni corpo a corpo, tutto questo mentre è stata annunciata la ripresa interrotta a settembre della lavorazione in esterni a Venezia dell’ultimo film interpretato da Tom Cruise dal titolo “Mission impossible 7″. Quindi la grande star di Hollywood tornerà a Venezia proprio mentre al Lido avrà luogo la Mostra Internazionale del Cinema 2020. Evento importante per il cinema mondiale che dopo l’annullamento del Festival di Cannes, che si doveva tenere in maggio, assume ancora più importanza per la quantità di opere e star che certamente arriveranno a Venezia. Si è parlato tanto in queste ultime settimane di una collaborazione poi smentita di Cannes con Venezia, per il recupero di una parte dei film della kermesse francese, ma proprio ieri con un’intervista concessa a Parigi alla emittente Canal Plus, Thierry Fremaux, direttore artistico di Cannes, ha annunciato i titoli dei 56 film che erano stati selezionati per il concorso alla Palma d’oro e per le due sezioni collaterali, dichiarando che le opere in questione, per favorire l’uscita nelle sale, potranno fregiarsi  del bollino di film selezionato dal Festival di Cannes, precludendo agli stessi l’eventuale partecipazione ad un altro Festival competitivo come poteva essere eventualmente Venezia.

Ma la notizia più importante per l’Italia del cinema che dava per scontata la partecipazione in concorso a Cannes di “Tre piani” l’attesissimo nuovo film di Nanni Moretti più volte premiato in quella manifestazione, non ci sarà’ “NESSUN FILM ITALIANO”, quindi neanche quello di Nanni Moretti. L’annuncio di Fremaux si tinge di giallo canarino quando svela che, malgrado lui stesso nelle settimane passate a decidere se il Festival si sarebbe fatto a giugno o luglio, diceva che il film di Moretti era un capolavoro lasciando intendere l’inclusione nel concorso, ora scopriamo che di cinema italiano a Cannes 2020 non ci sarebbe stato nessuno. Adesso la domanda per usare il titolo di un grande film dello stesso Moretti “Habemus Papam”, vedremo a Venezia l’ultima opera del regista o vorrà aspettare di tornare a Cannes l’anno prossimo, cosa assai improbabile? “Una mossa che non aiuta certo il cinema” ha subito ribattuto alla notizia Paolo Mereghetti, decano dei critici dalle pagine del Corriere della Sera, ”non possiamo non pensare che  marchiando i suoi 56 film, Fremaux abbia voluto in effetti evitare che qualcuno  scegliesse eventualmente di dirottare le sue opere verso Venezia“. Il rebus resta come quei 56 film che ora potranno uscire (se ci riescono) nelle sale fregiandosi della virtuale partecipazione al Festival di Cannes. aspettiamo di sapere  che cosa deciderà Venezia e soprattutto  Moretti. Per la cronaca fra i film targati da Fremaux c’è’ “French Dispatch” di Wes Anderson con Benicio del Toro, Bill Murray, Timothee Chalamet e Tilda Swinton, film che avrebbe inaugurato Cannes, ”Soul” di Pete Docter, il nuovo cartoon della Disney Pixar,”Ete’85” di François Ozon, fra i film annunciati il debutto come regista di Viggo Mortensen con il film “Falling” , due film di Steve McQueen “Lovers Rock” e “Mangrove”, molte le opere prime come “Enfant Terrible” di Oskar Roehler sulla vita del grande Werner Fassbinder.

Ma oggi in verità’ vogliamo ricordare l’anniversario dalla scomparsa avvenuta il 4 Giugno del 1994 al lido di Ostia di Massimo Troisi, un grande attore, regista, sceneggiatore e come ci teneva a dire, ricordando gli esordi con il Trio della Smorfia, cabarettista, protagonista di film indimenticabili come: “Ricomincio da tre”, regista, attore e sceneggiatore, ”No grazie, il caffè mi rende nervoso”, regia di Lodovico Gasparini,”Scusate il ritardo”, regista e attore, ”Non ci resta che piangere”, regia firmata come il soggetto con Roberto Benigni, ”Le vie del signore sono finite”, regia di Troisi, ”Il postino” diretto da Michael Redford dove oltre all’interpretazione Troisi  collaborò anche alla regia. Ci mancherai tanto scriveva sull’Unità Gianni Minà, Massimo Troisi non era un eroe, era un’essere umano, leggero, lieve, più forte dell’arroganza, come i personaggi dei suoi film, pieni di semplicità’ sognante e imbevuta di sincera ironia. GRAZIE MASSIMO!

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume

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