di Giorgia Leuratti

 

 

Due donne confabulano, parlottano, rassettano la stanza; un’eccentrica colf, un’anziana signora, attendono curiose l’imminente arrivo degli ospiti.

E’ nel tranquillo interno d’un salotto inglese, fra i quadri e il mobilio d’un un cottage fin troppo isolato; che s’apre “I signori Barbablù” di Gerard Verner, in scena al Teatro Manzoni di Roma per la regia di Silvio Giordani.

Dapprima silenzioso, l’ambiente si colora all’ingresso dei coniugi Wenton: costretto lui da un doppiopetto in raso rosa, si atteggia lei svolazzante in un abito a pois: moine e convenevoli lascerebbero sottendere un consueto sviluppo, quand’ecco che Elsie emette un grido terrore.

L’urlo diviene azione scatenante per il ribaltamento degli eventi; funzionale ad incrinare il clima di quieta apparenza, colora la scena di mistero rivelando la presenza di una realtà che non è ciò che appare.

Giocata sulla simultanea presenza di giallo e commedia, la narrazione contiene segmenti di prevedibilità che non ne compromettono però l’esito divertente: dimostrandosi a proprio agio nei rispettivi ruoli, gli interpreti riescono a caratterizzarne i tratti permettendo di mantenere viva l’attenzione della componente spettatoriale.

Ecco che il mistero a poco a poco si svela: un reciproco sabotaggio diviene l’unico intento dei due novelli sposi che, continuamente interrotti da tre eccentrici personaggi, sembrano non giungere mai all’esito desiderato: aiutanti più o meno consapevoli di uno smascheramento reciproco saranno un sospettoso dottore e una domestica stralunata che, muovendosi attorno all’onnipresente figura della proprietaria di casa, si dimostreranno decisivi per la risoluzione finale.

Tra imboscate, esplosioni, pietanze avvelenate, una commedia piacevole e dai toni leggeri che, pur facendo ricorso a stratagemmi tradizionali, non annoia ma coinvolge e che si caratterizza per l’empatia dimostrata dagli attori (Miriam Mesturino, Edoardo Siravo, Lucia Ricalzone, Maria Cristina Gionta, Pierre Bresolin) ai loro personaggi ben diretti da Silvio Giordani.

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