di Maria Ester Campese

 

Tra i gesti quotidiani che abitualmente facciamo sicuramente c’è quello di aprire la porta di casa. Poca attenzione poniamo alle serrature, oggi più che mai moderne e in stili minimal, orientati più alla sicurezza che a velleità estetiche. Nel passato i chiavistelli, oltre ad espletare la funzione di protezione dei propri beni, erano anche raffinate realizzazioni artistiche. Molti sono di estrema bellezza, appartenenti a diversi periodi storici, ma il momento in cui ne è stata maggiormente esaltata la parte ornamentale è senza dubbio la Belle Époque.

In tale periodo emerge la figura di Frank L. Koralewsky, un fabbro artigiano nato a Stralsund in Germania, che creò diversi oggetti in ferro, specializzandosi in serrature. Intorno al 1895 si trasferì dalla Germania a Boston e dopo meno di dieci anni, nel 1906, divenne membro della Boston Society of Arts and Crafts. Era in grado di lavorare in modo straordinario questo materiale forgiandolo e curvandolo in modi molto creativi e in sinuose forme. Le sue opere erano piccoli capolavori di straordinario livello, pieni di dettagli. Usava strumenti pesanti, quali incudine e martello, con cui doveva battere il ferro e scolpirlo con grande energia. Ne traeva, per contrasto, oggetti di gusto leggero ed elegante, ma sufficientemente solidi da sostenersi sui portoni cui erano destinati.

Tra gli splendidi lavori realizzati c’è un pezzo scolpito in acciaio che è attualmente conservato allo Smithsonian American Art Museum. Questa piccola opera d’arte rappresenta l’incantevole scena di due uomini all’esterno di una casetta dove poco distante c’è anche un cavallo.

Un altro capolavoro di Koralewsky è una serratura decorativa in cui è narrata la favola di Biancaneve e i sette nani. Per costruirla impiegò sette anni, ma il risultato fu straordinario e lo portò all’Esposizione Internazionale Panama-Pacifico nel 1915, occasione in cui vinse la medaglia d’oro. La serratura è attualmente inclusa nella collezione permanente dell’Art Institute of Chicago. La scena rappresenta Biancaneve intenta a preparare il pranzo, mentre da un lato si vede il tavolo apparecchiato per sette. Tra i molti dettagli si possono scorgere i nani, alcuni tornano a casa dopo il lavoro, uno porta con sé carote e un coniglio. Se si osserva più attentamente la scena i nani però sono sei perché il settimo era stato realizzato seduto in cima alla chiave. La chiave è andata purtroppo perduta, rendendo incompleta l’opera che Koralewsky aveva pensato. Non restano in ogni caso intaccati né fascino né bellezza di questa stupenda serratura.  

Osservando questo manufatto, anche solo in fotografia, non si può non ammirarlo e si ha come l’impressione di potersi immergere nella favola stessa dei fratelli Grimm. Frank a sua volta era un personaggio emblematico, quasi emerso anche lui da una favola con i suoi capelli bianchi e spessi baffi voluminosi. Era un artigiano del vecchio mondo che amava il suo lavoro fino ad impiegare il suo tempo anche di notte. 

Questi oggetti ci raccontano di un passato che riesce ancora oggi ad emozionare e per questo ad essere vivissimo anche nel nostro presente. Se socchiudiamo chi occhi, con l’immaginazione, possiamo quasi sentire il battere dei martelli e il vociare degli artigiani in queste fucine. Ci viene così confermato come l’arte, accompagnata dall’amore per ciò che si fa, venga consegnata come testimone al futuro anche attraverso oggetti appartenuti a un tempo lontano.

Condividi su: