5 Maggio @ 20:30 – 17 Maggio @ 17:00 CEST
Negli ultimi vent’anni mi è capitato di lavorare tre volte, compresa l’odierna, sul presente testo di John Ford, anche se quest’ultima è la prima volta che riesco a portarlo in scena, ma nella mia testa è già la terza versione dello spettacolo, avendo io l’abitudine di immaginarmi molto prima le modalità di allestimento. Quindi nella mia mente avevo già fatto tre spettacoli completamente diversi.
Sicuramente il tradurlo mi ha aiutato molto, anche se è stato il momento probabilmente più faticoso e forse più linguisticamente di routine dell’impresa. La scelta di partire dalla traduzione, cosa che forse non avrei mai fatto in origine, si è resa necessaria per me perché le versioni italiane fino ad ora pubblicate hanno sempre qualcosa di troppo personale, probabilmente anche per i giochi ambigui di parola e per i doppi sensi spesso troppo difficoltosi da trasportare dall’inglese tardo giacobiano all’italiano. La mia traduzione prende in esame semplicemente quello che dice John Ford, e lui di sicuro non scrive una storia d’amore tra due giovani, anche se fratelli, perché intorno all’incesto non c’è amore, ma desiderio carnale, possesso, vendetta e morte: queste cose riguardano tutti i personaggi.
Quindi rispetto alle due circostanze precedenti in cui mi ero immaginato due spettacoli abbastanza simili, come direbbe il giovane Torless di Musil, ho cominciato a vedere tutto con occhi diversi e non con quelli della ragione, e ho iniziato a immaginarmelo come se fosse una stagione della serie tv American Horror Story. Ma invece di usare il metafisico come mostro, qui John Ford usa l’incesto come metafora per esplorare il lato più oscuro dell’essere umano: la paura del diverso, il fanatismo religioso, l’abuso di potere e il desiderio di controllo. In un dramma come “Peccato che fosse una sgualdrina”, grazie anche alla coralità dei personaggi, la sgualdrina è un fulcro, e tali strani personaggi riescono a far venir fuori tutti questi aspetti, ognuno con la sua verità. Lorenzo Lavia
ORARIO SPETTACOLI
Mar–Mer -Ven ore 20.30
Giovedì ore 17.00
Sabato ore 19.00
Domenica ore 17.00
