20 Febbraio @ 21:00 – 22 Febbraio @ 18:00 CET
“SperimentArti” continua a configurarsi come spazio di attraversamento e osservazione dei linguaggi teatrali contemporanei, accogliendo creazioni che interrogano il presente attraverso dispositivi scenici capaci di spostare lo sguardo e ridefinire le coordinate della narrazione. La rassegna del Centro Culturale Artemia conferma così la propria vocazione a una scena che sperimenta forme e registri espressivi, aprendo varchi tra dimensione simbolica, riflessione esistenziale e tensione poetica.
In scena venerdì 20 e sabato 21 febbraio alle ore 21 e domenica 22 febbraio alle ore 18, “Omicron o la cipolla”, un testo di Viola Provenzano con regia di Lorenzo Bitetti con Marta Dell’Atti, Virginia Isernia, Lavinia Mazzucchi della Compagnia ArtinAtto, accompagna lo spettatore in un universo sospeso tra ironia e vertigine, dove il paradosso diventa chiave di lettura del reale. A volte siamo noi a mettere fine alle cose, altre volte sono le cose a finire da sole: in entrambi i casi resta l’urgenza di confrontarsi con il concetto di fine, con le sue domande senza risposta e le sue reazioni imprevedibili, talvolta sproporzionate, talvolta inspiegabilmente comiche.
Tutto prende avvio da un evento minimo e apparentemente casuale: una cipolla. Da questo dettaglio quotidiano si sviluppa una partitura scenica che, strato dopo strato, scava nella complessità dei mondi interiori delle tre protagoniste, accompagnate da una voce fuori campo che ne attraversa pensieri, paure e desideri. Il dispositivo drammaturgico costruisce così una traiettoria narrativa in cui il confine tra logica e assurdo si assottiglia progressivamente, lasciando emergere una dimensione teatrale sospesa tra straniamento e rivelazione.
Lo spettacolo si configura come una commedia dell’assurdo attraversata da momenti di raccolta emotiva, in cui il registro comico e quello introspettivo convivono e si rilanciano a vicenda. Attraverso situazioni paradossali, slittamenti di senso e immagini simboliche, “Omicron o la cipolla” riflette sulla fragilità delle certezze, sulla casualità degli eventi e sulla necessità umana di attribuire significato anche a ciò che sembra sfuggire a ogni logica.
Centro Culturale Artemia
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