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21 Febbraio @ 21:00 1 Marzo @ 17:30 CET

Debutto di stagione per una delle produzioni del teatro Nazionale di Genova. In scena da sabato 21 febbraio a domenica 1° marzo, al teatro Gustavo Modena

Arturo Cirillo cura la regia de Il raggio bianco di Sergio Pierattini, testo dalle tante sfumature e tonalità, sospeso tra la commedia nera, il giallo sociale e il thriller psicologico.

Il teatro di Sergio Pierattini è soprattutto un “teatro d’attori” e Il raggio bianco (premio Flaiano – 2006) è stato scritto pensando appositamente a Milvia Marigliano (nel ruolo della madre Anna) a cui aveva già dedicato Ombretta Calco e Un mondo perfetto

In scena due donne – madre e figlia (Milvia Marigliano e Linda Gennari) – in lotta reciproca e dialettica tra battibecchi e ricordi del passato, una contro l’altra, che restituiscono un interno familiare abitato da due solitudini che si fanno compagnia da anni: due vite piccole i cui dialoghi serrati, taglienti e amari fanno emergere, sospetti e non detti e anche la miseria economica e umana di questi ultimi decenni. 

Il percorso di attrice di Milvia Marigliano si è arricchito negli ultimi anni, di un profilo cinematografico autoriale ed eccentrico. Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino La Grazia, il ruolo di Coco Valori sembra ritagliato sulla sua personalità. Oltre che con Pierattini, ha creato un sodalizio anche con Arturo Cirillo: da La trilogia americana (Lo zoo di vetro di Tennessee Williams, Chi ha paura di Viriginia Woolf? di Edward Albee, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill) a Miseria e Nobiltà di Scarpetta e Liolà di Pirandello. Nel 2017 è premiata con le Maschere (per Lunga giornata verso la notte), nel 2025 vince il premio “Eleonora Duse”. 

Nel ruolo della figlia Giulia c’è Linda Gennari che, con il Teatro Nazionale di Genova ha collezionato una serie di intense interpretazioni: dal monologo Grounded di George Brant (Premio ANCT 2022, miglior attrice) a Maria Stuardadi Schiller, Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos e Il giro di vite di Henry James, fino a Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neilltutti con la regia di Davide Livermore.

Raffaele Barca (Matteo), diplomato alla scuola di teatro “Mariangela Melato” del TNG e finalista al Premio Hystrio alla Vocazione nel 2022 e ’23, ha lavorato con produzioni del Teatro Nazionale di Genova e del teatro della Tosse. La sua presenza è un segno di continuità di sguardo sui nuovi talenti in crescita. 

Le scene di Dario Gessati e i costumi di Gianluca Falaschi e Anna Missaglia, restituiscono l’atmosfera notturna di un tipico interno volutamente squallido. Le musiche di Paolo Coletta punteggiano l’intero spettacolo e sottolineano le atmosfere da thriller psicologico. 

note di Arturo Cirillo

Perché “Il raggio bianco”? Cos’è? Un segno, una speranza, un’utopia? 

In un mondo, quello che Pierattini tratteggia con lucido e sapiente cinismo, fatto di mediocrità di sentimenti ed aspirazioni, l’aspetto trascendentale mi appare come un contro canto necessario rispetto allo stillicidio dei giorni che lui descrive.
Nella città simbolo dell’economia e del lavoro, Milano, una madre e una figlia vivono dentro un mondo fatto di piccole e miserevoli azioni, ma in loro sembrerebbe esserci qualcos’altro, una devianza, qualcosa che non torna: sono due ladre, ma non come i ladri maledetti di Jean Genet, sono due ladre in fondo comuni, come certi personaggi scialbi, provinciali ed ossessivi di Simenon: rubano per necessità, le meschine necessità del vivere di tutti i giorni. Rubano perché la madre Anna, per sue frustrazioni ed ignoranza, non sa fare altro (…) ma è soprattutto una donna irrealizzata, con una storia matrimoniale senza soddisfazioni e un rapporto con la figlia anaffettivo oltre che malsano, o forse malsano perché anaffettivo. 
Questo piccolo mondo di medietà viene visitato da un anelito quasi metafisico, che non per forza bisogna comprendere: sia Anna che Giulia, la figlia, parlano di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni e aspettative. Il raggio bianco è anche quella luce che inonda le due all’arrivo del terzo personaggio, luce che abbiamo messo volutamente in scena nello spettacolo. Sì, il raggio bianco potrebbe essere anche Matteo. La sua apparizione è l’incidente, la novità, che fa crollare il fragilissimo ma fortemente abitudinario equilibrio.  Matteoche, da subito si è inserito nella loro casa e nella loro vita, esce dalla casa e dalla storia, come un perdente, un povero ragazzo senza talenti o aspirazioni, senza la forza di cercarli che si approfitta delle fragilità altrui.

Mi viene da pensare a certe tristi e desolate storie di Giovanni Testori. Solo che qui c’è il teatro, che grazie alla bravura degli attori e alla felice scrittura drammaturgica, fa vivere questa vicenda tra squallore e sogno, infelicità e ridicolo, dramma e beffa. [estratto dalla postfazione al volume: “Sergio Pierattini, Il raggio bianco”]

Arturo Cirillo si è avvicinato al teatro attraverso lo studio della danza, sia classica che contemporanea. Si diploma, come attore, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma nel 1992. Ha lavorato con Carlo Cecchi, restando nella sua compagnia dal 1993 al 2002. Tra i riconoscimenti vinti ricordiamo: diversi premi Ubu sia come regista che, come interprete, premio Coppola-Prati, premio Hystryo, premio Vittorio Gassman, premio Vittorio Mezzoggiorno, Premio Annibale Ruccello e il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro in più occasioni. Successivamente si dedica anche alla regia teatrale, tra cui ricordiamo Lunga giornata verso la notte di Lars Norén, Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, Le cinque rose di JenniferL’ereditiera e Ferdinando di Annibale Ruccello, La piramide di Copi, Otello di William Shakespeare, La morsa e Liolà di Luigi Pirandello, Il vantone di Plauto/Pasolini, Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee, Zoo di Vetro di Tennessee Willians, Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill, Orgoglio e pregiudizio da Jane Austen, Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, Le intellettualiL’avaroLa scuola delle mogli e Don Giovanni di Molière, Il raggio bianco di Sergio Pierattini.

Per la lirica, Cirillo firma le regie di L’Alidoro di Leonardo Leo; Napoli milionaria! di Nino Rota da Eduardo De Filippo; La donna serpente di Alfredo Casella; La Cenerentola di Gioachino Rossini.

Insegna in diverse scuole pubbliche: Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, Accademia “Nico Pepe” di Udine e, in passato, alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e attualmente è il direttore della Scuola del Teatro Nazionale di Napoli. Nel cinema ha lavorato come attore con Mario Martone, Silvio Soldini, Wilma Labate, Tonino De Bernardi, Francesco Suriano.

note di Sergio Pierattini

«Due, o tre, umanissime belve.

… sì, perché sono umanissimi i personaggi che appaiono in questa commedia»

Una madre vocata fin dall’infanzia all’arte della rapina e una figlia che ne ha seguito le tracce come farebbe chi eredita una salumeria ben avviata o uno studio notarile. 

Ed è alla fine di una giornata di duro lavoro, dopo aver varcato la soglia del loro appartamentino milanese, che la loro umanità si mostra accecante come il lampione che illumina la strada e dolorosa come la penombra delle loro notti. C’è affetto, preoccupazione e intimità. Ci sono persino le cotolette che la madre si appresta a preparare alla figlia. Ci sono i ricordi, i piccoli progetti entro i quali la madre cerca di confinare presente e futuro della figlia e i premi per il lavoro svolto: un gioiellino, un tailleur nuovo, un paio di scarpe rigorosamente di marca. Ma infine l’aspetto più umano e dolente è il desiderio di Anna di ricostruire il rapporto con l’amata sorella, interrotto dall’accusa ingiusta di un presunto furto compiuto anni prima. 

Un giorno suona il campanello di casa e appare l’amatissimo nipote, il figlio di quella sorella: finalmente le preghiere di Anna sono state accolte. Più umano degli umani, il giovane è arrivato in città per affrontare un concorso in Polizia. E per madre e figlia è finalmente arrivata l’occasione che hanno sempre aspettato. 

Sergio Pierattini è drammaturgo, attore, regista. Diplomato all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, da anni affianca l’attività di attore a quella di autore peri il teatro, la radio e il cinema. Dal 2005 insegna sceneggiatura per la radio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia- Scuola Nazionale di Cinema. Dal 2012 è insegnante dei Master di Drammaturgia e Sceneggiatura dell’Accademia Nazionale “Silvio D’Amico”.  Per il teatro ha scritto: Pietra d’inciampoRegalo di Natale, riduzione teatrale dall’omonimo film di Pupi Avati. Seguono lavori che hanno ottenuto molti riconoscimenti  da Ombretta Calco (2015; spettacolo con Milvia Marigliano; regia di Peppino Mazzotta) a Il ritorno (premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di teatro – miglior testo della stagione 2007/08 e finalista ai premi Ubu 2009; spettacolo con Milvia Marigliano, regia di Veronica Cruciani); Un mondo perfetto (premio Riccione 2007; spettacolo con Milvia Marigliano e Sergio Pierattini, regia di Sergio Pierattini); La Maria Zanella (premio Ubu 2005 per l’interpretazione a Maria Paiato). In radio è stato autore di “Teatrogiornale”, trasmissione radiofonica di Radio3 (2001 < 2003); ha scritto e diretto circa 300 radiodrammi sempre per Radio3. 

Il raggio bianco ha debuttato in prima assoluta al Festival di Borgio Verezzi, lo scorso agosto 2025  

  • il volume: “Sergio Pierattini, Il raggio bianco” è pubblicato da Palingenia edizioni (2026)

Dopo le date a Genova lo spettacolo sarà in tournée a: Torino – Teatro Gobetti, dal 17 al 22 marzo; Parma – Sala Bignardi, dal 26 al 29 marzo; Milano – Teatro dell’Elfo – sala Fassbinder, dal 7 al 12 aprile

  • domenica 22 febbraio – replica NO LIMITS – accessibile agli ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura del Centro Diego Fabbri
  • Mercoledì 25 febbraio alle 17h30 – incontro con la compagnia – a cura degli Amici del Teatro Nazionale, condotto da Paolo Borio  

Info e biglietti telefono 010 5342 720

e-mail teatro@teatronazionalegenova.itbiglietteria@teatronazionalegenova.it

Teatro Gustavo Modena

Piazza Gustavo Modena, 3
Genova, IT 16149 Italia
010 534 2300
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