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21 Aprile @ 20:30 26 Aprile @ 16:00 CEST

Una serie di figure di eccellenza firmano luci, scene, costumi, musiche: dal disegno luci di Giulia Pastore(premio Ubu 2025), al sound-design di Demetrio Castellucci; la scena di Daniele Spanò evoca una tana, “sospesa fuori dal tempo”, mentre e i costumi di Aurora Damanti si ispirano “ai cenci del trovarobato”. Lacoproduzione mette insieme LAC Lugano Arte e CulturaScarti Centro di Produzione Teatrale d’InnovazionePiccolo Teatro di Milano – Teatro d’EuropaTSU – Teatro Stabile dell’UmbriaTeatro Nazionale di Genova.

Dopo Genova lo spettacolo avrà una ripresa autunnale e sarà in novembre al Piccolo Teatro di Milano e a Perugia, Torino, Bari, Lucca 

Note di regia di di Michele Altamura e Gabriele Paolocà 

La forza allegorica de I miei stupidi intenti, racchiusa nella dicotomia animale/umano, permette di riconoscersi liberamente nel suo significato simbolico più profondo. Il viaggio verso la conoscenza di una faina, narrato lungo l’intero arco della sua vita, ci fa riflettere sul nostro, e le sue domande irrisolte sono quelle del nostro quotidiano. 

Quali sono i nostri intenti? 

Cosa abbiamo per rispondere alla pretesa di una consapevolezza, di un senso, di un fine?

Esclusivamente la parola. 

La parola di Dio è da sempre un rifugio per placare il desiderio di autodeterminazione, poiché dispensa dagli interrogativi esistenziali, affidando al mistero della fede ogni pretesa di consapevolezza. 

È dunque questo il nostro intento: cercare conforto in qualcosa di più grande di noi? 

E se invece alla parola di Dio preferissimo quella dell’Uomo? 

“Queste sono parole, appartengono alla carta e restano”, così dice Faina leggendo il libro che raccoglie la vita di Volpe. La scrittura ci fa fermare il tempo a modo nostro, permettendoci di raccontare quello che vogliamo, rendendoci padroni della nostra storia. Attraverso la scrittura decidiamo cosa salvare e cosa lasciare scomparire: quale forma dare al passato. In questo senso diventiamo responsabili non solo di ciò che viviamo, ma di ciò che resta di noi. Dunque, è questo il nostro intento: trattenere il peso della memoria? 

E qual è allora il nostro stupido intento di registi? 

Raccontare storie su un palcoscenico per evocare immaginari più grandi di noi, o tentare di fermare il tempo attraverso l’atto creativo, nella speranza di diventare, a nostra volta, memoria? 

Sentiamo la responsabilità di portare queste domande sulla scena, per capire se il teatro possa farsi risposta o se, invece, non sia soltanto un altro stupido intento.

VicoQuartoMazzini _ Ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione 

Nata nel 2010 dall’incontro tra Michele Altamura e Gabriele Paolocà, VicoQuartoMazzini attraversa scritture originali e rivisitazioni di grandi classici del teatro e della letteratura. Nel 2024, con il suo ultimo spettacolo La Ferocia, tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, vince 4 Premi Ubu, tra cui il riconoscimento come miglior spettacolo dell’anno. Nel 2021 vince il Premio Hystrio come migliore compagnia emergente italiana. Tra gli ultimi lavori: Livore. Mozart e Salieri (2020); Vieni su Marte (2018), ospitato nella sezione Anni Luce del Romaeuropa Festival; Leave the Kids Alone (2018), installazione prodotta da Fabulamundi Playwriting Europe; Karamazov (2017), progetto speciale ospitato al debutto dal Teatro Petruzzelli di Bari; Little Europa (2016), riscrittura de ll piccolo Eyolf di Henrik Ibsen, selezionato dall’Ibsen Festival di Oslo; Amleto Fx (2015), Premio In-box e Direction Under 30. 

Per Rai Radio3 realizza Chi semina vento (2019), radiodramma originale ispirato a La guerra dei mondi di Orson Welles e Vivere è guerra con i troll del cuore e del cervello (2015), un omaggio a Henrik Ibsen.

Martedì, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle 20h30; giovedì e sabato alle 19h30; domenica alle 16h00

venerdì 24 aprile, alle 17h00, per il ciclo di incontri “Trame aperte dalle pagine al palco” – libreria Feltrinelli di via Ceccardi – incontro pubblico con VicoQuartoMazzini (Michele Altamura e Gabriele Paolocà)

Info e biglietti telefono 010 5342 720

e-mail teatro@teatronazionalegenova.itbiglietteria@teatronazionalegenova.it

Teatro Gustavo Modena

Piazza Gustavo Modena, 3
Genova, IT 16149 Italia
010 534 2300
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