12 Ottobre @ 20:30 – 18 Ottobre @ 17:00 CEST
Apre la settimana Marco Donnarumma, artista performativo dell’audio e dei nuovi media: italiano che vive e opera a Berlino. Ex Silens (12/10 Coro di Santa Pelagia), per la prima volta in Italia, reinventa l’ascolto come atto politico. Tra corpo, suono e tecnologia, un rituale sensoriale abita la sordità come altra percezione. Protesi e algoritmi diventano organi condivisi: non correggono, amplificano mondi. Umani e postumani vibrano insieme, oltre la norma. Niranthea è un cortometraggio ibrido che unisce documentario e AI per esplorare sordità, protesi e cyborg. Attraverso le esperienze di sei persone sorde e ipoudenti, riflette sui limiti del suono e del corpo.
L’artista visiva Francesca Grilli presenta Sparks (13/10 Teatro Astra), una performance partecipativa che rovescia il rapporto di potere tra adulto e bambino. Attraverso la lettura della mano, l’infanzia diventa guida e custode di visioni.
Hanno già una storia di Festival, i madalena reversa, coppia artistica e nella vita, padovano lui, palermitana lei. Si cimentano questa volta con la composizione di Messiaen, Pour la fin du temps (13/10 Teatro Astra), e con l’invenzione di una installazione luminosa e sonora. Il quartetto fu scritto nel campo di concentramento di Görlitz. Viene ritenuto uno dei più grandi esempi di musica da camera.
Margherita Pevere presenta Lament (14/10 Teatro Astra), prima italiana, una performance che esplora storie trascurate ed ecologie post‑incendio. L’opera guarda al fuoco oltre l’evento spettacolare, concentrandosi sulle sue conseguenze meno visibili, dove suolo, comunità ed ecosistemi si trovano esposti tanto all’erosione quanto alla rigenerazione.
Approda al Teatro Astra Marco D’Agostin, Premio Ubu per la danza 2025, con uno spettacolo che è anche teatro, parola. Ha per titolo Asteroide (15/10 Teatro Astra). Un misterioso paleontologo si presenta al pubblico per discorrere, ironicamente, di ossa, estinzioni e materiale cosmico.
I Flinn Works, collettivo berlinese che arriva per la prima volta in Italia, si esercita a riflettere sui crediti di carbonio e sulla questione del greenwashing con Carbon Negative (16/10 Fondazione Merz), spettacolo tra laboratorio e performance, che invita il pubblico a scegliere, riflettere e agire su un futuro climatico possibile.
La scena artistica libanese, che costituisce un elemento di continuità nelle politiche culturali del Festival, torna anche quest’anno con Hashem Hashem, poeta e performer di Beirut, parte attiva in diverse organizzazioni LGBTQIA+, per la prima volta in Italia. Propone الصّوت الذي يبقى – The Sound that Remains (16/10 Coro di Santa Pelagia), performance che, intrecciando scrittura poetica e sound design con un set che ricorda i lavori di Kae Tempest, restituisce un paesaggio sonoro vivo e politico. Si parte dall’esplosione del porto di Beirut del 2020 per giungere alle nuove guerre israeliane del 2024 e 2026, aggiungendo stratificazioni di suoni, ferite e memorie.
Conclude il Festival un ultimo Focus su Núria Guiu Sagarra, coreografa e danzatrice catalana pluripremiata, per la prima volta in Italia con i suoi spettacoli. In scena Supermedium (17-18/10 Teatro Astra), nel quale otto corpi femminili o non binari agiscono come medium, canalizzando movimenti provenienti da tempi e contesti diversi. Attraverso atti di invocazione, possessione e quasi esorcismo, l’opera crea una narrativa speculativa in cui il corpo diventa un archivio vivente, capace di trasmettere ricordi, gesti e storie attraverso le generazioni. L’artista propone anche il suo ultimo lavoro, l’assolo POV (17-18/10 Teatro Astra), cheesplora un corpo posseduto da una molteplicità di altri corpi, immagini e immaginari, provenienti da tempi e spazi differenti, siano essi reali o fittizi.
