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12 Maggio @ 20:00 13 Giugno @ 20:00 CEST

Il Teatro Le Maschere presenta dal 12 maggio al 13 giugno 2026  CON#tatto, rassegna di nove spettacoli il cui filo rosso è la contemporaneità. Non una semplice moda o uno slogan, ma la capacità del teatro di leggere il presente attraverso storie, riscritture, classici rivitalizzati e nuove drammaturgie che indagano l’emotività dei personaggi e il loro rapporto con il mondo sensibile.

INCONTRO TRA PASSATO E PRESENTE

Da oltre trent’anni, il Centro Culturale Talia anima la scena romana con una vocazione chiara: un teatro che parla alle persone, che educa, emoziona, accompagna e crea comunità. Riconosciuto dal Ministero della Cultura come “Teatro di Innovazione” nell’ambito del Teatro Ragazzi, Talia ha costruito un’identità forte e coerente, ma negli ultimi anni ha scelto di affiancare alla propria mission storica una nuova linea di lavoro serale dedicata alla prosa contemporanea, alle giovani compagnie e ai linguaggi emergenti.

È all’interno di questa visione che nasce CON#tatto – incontro tra passato e presente, un nome semplice ma potentissimo: il contatto come vicinanza, scambio umano e artistico, ma anche come “tocco creativo”, connessione tra generazioni e sensibilità diverse. Il simbolo “#” non è decorativo: rappresenta l’incrocio, la soglia, il punto in cui due mondi si incontrano e creano qualcosa di nuovo.

E infatti CON#tatto è pensato come un ponte, un dispositivo scenico e culturale che unisce maestri riconosciuti del teatro italiano e giovani artisti Under 35, favorendo una trasmissione di sapere che oggi più che mai è urgente proteggere.

I titoli proposti compongono una mappa viva delle inquietudini e delle domande del nostro tempo: il potere e la sua seduzione, l’identità individuale e collettiva, le fragilità affettive, le derive digitali, il rapporto tra mito e contemporaneità, il corpo come campo di battaglia sociale, le migrazioni e le disuguaglianze, la memoria come responsabilità, il teatro come luogo in cui l’immaginazione diventa coscienza. Un percorso che attraversa generazioni e linguaggi, unendo denuncia, poesia, visione politica e ricerca interiore.

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, è vincitore dell’Avviso Pubblico, curato dal Dipartimento Attività Culturali, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/2026 – Carla Marchini – Massimo Vulcano

IL CARTELLONE DEGLI SPETTACOLI:

Martedì 12 maggio 2026 alle 20:00

Mercoledì 13 maggio 2026 alle 20:00

Sete 

di Walter Prete

con Giorgio Sales

regia: Lorenzo Parrotto

produzione: Compagnia Orsini

“Con Sete vogliamo raccontare una storia. La storia di un luogo che, come tutte le cose, porta con sé una memoria. L’avvento improvviso e fortuito di uno dei tanti eroi del nostro tempo (o antieroi, a seconda di come la si legge) cambierà il destino di questo luogo e, a effetto domino, i destini di tutte le persone a esso collegate. Insieme a Walter e a Giorgio ci siamo decisi a raccontare un piccolo grande spaccato del nostro tempo. È sempre difficile sapere davvero cosa si vuole. Per questo, spesso e volentieri, ci si affida, oggi più che mai. Ci si affida a quelle persone che sanno cosa vogliono, o almeno sembrano saperlo. E ci affascinano, ci attraggono, proprio perché ci comunicano sicurezza e decisione. Ed è tra queste maglie che i nostri cinque personaggi prendono forma. Ed ecco l’acqua: bene indispensabile, primario. Bene che deve, dovrebbe, essere alla portata di tutti. E così come Dio, che nella Genesi separa la luce dalle tenebre, così il nostro eroe separa un bene come questo dal resto del mondo, “stabilendo un valore”: in questo caso il valore è dato dalla bottiglia, da ciò che contiene e racchiude l’acqua. Ma il valore cambia anche a seconda di chi stabilisce il valore stesso, il nostro eroe. Noi, da parte nostra, non vogliamo trovare il colpevole. Vogliamo raccontare ciò che può cambiare radicalmente una vita. Alla fine, chissà̀, ci ritroveremo anche noi chiedendoci a vicenda un sorso d’acqua, cercando nello zaino o nella borsa la nostra bottiglietta. Che c’è di male. In fondo si sa: a teatro viene sete.” (Lorenzo Parrotto)

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Venerdì 15 maggio 2026 alle 20:00

Sabato 16 maggio 2026 alle 20:00

SISTEMA NERVOSO under 35

di e con Leonardo Capuano

assistente alla regia e alla drammaturgia: Paola Corsi 

produzione: Compagnia Orsini

Un uomo di questo tempo che si sforza di riappropriarsi di pezzi della propria vita che non ricorda, cerca di mettere ordine tra le parti mancanti che gli sfuggono. Le conseguenze di questi episodi della sua esistenza, a cui non riesce ad accedere, scuotono il suo equilibrio a tal punto che il proprio sistema nervoso si manifesta come un soggetto autonomo e parlante, con cui dialoga ed entra in relazione, così come con altre presenze che abitano il suo quotidiano. Nella sua folle lucidità ha però la consapevolezza che il suo stato di alterazione sia dovuto non soltanto alla sua condizione personale ma alla sua realtà di uomo, parte di un sistema nervoso globale che è il mondo in cui vive.

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Martedì 19 maggio 2026 alle 20:00

Mercoledì 20 maggio 2026 alle 20:00

VENDITORI DI ANIME

di Alberto Bassetti

con: Bruno Governale, Maddalena Rizzi, Alessandro Scafati 

Regia: Filippo d’Alessio

Produzione: Seven Cults

Un’opera che tesse i fili di una storia che è insieme un inno di tributi e un turbinio di sconfitte e speranze vane, vissute da tre figure reali ma misteriose allo stesso tempo, ognuna pronta a dedicare tutta se stessa per preservare un luogo, che è alla base dei loro desideri e delle loro disgrazie: il teatro.

I tre personaggi incarnano le forze e le debolezze che sono legate a questo edificio, che durante l’opera gli farà vivere un viaggio alla ricerca del proprio scopo: l’Uomo che ha fatto della sua vita un inganno nella vacuità di un luogo che gli ha tolto tutto e che è pronto a trasformare in un supermercato, trae a sé il Giovane neofita che con ardore ed emozione ambisce a quelli che sono i grandi desideri ed ideali che tutti noi nutriamo sin dalla giovane età, per poi accorgerci che questi non sempre portano alla nostra sazietà di desiderio e speranza, percezioni che vediamo incarnate nella figura misteriosa della Donna che forse rappresenta una fantasia, un fantasma o il corpo concreto di un’attrice; ma che soprattutto incarna i fasci di un luogo arcano e misterioso ma che allo stesso tempo accomuna ed appassiona, che custodisce i nostri sogni e fa vivere infinite vite, elevando il semplice uomo ad una esperienza sensoriale senza eguali.

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Venerdì 22 maggio 2026 alle 20:00

Sabato 23 maggio 2026 alle 20:00

UOMINI O CAPORALI

di e con Francesco Stella

regia: Nicola Pistoia

produzione: Teatro Le Maschere

Uomini o caporali è un intenso monologo teatrale che affronta il tema del caporalato nell’Agro Pontino attraverso lo sguardo di Jasnoor, un giovane immigrato proveniente dal Punjab. La storia, riduzione teatrale del podcast omonimo del 2022, porta in scena il viaggio di Jasnoor, dal debito insostenibile contratto per raggiungere l’Italia alla dura realtà della schiavitù moderna nei campi agricoli italiani. Il racconto attraversa momenti di dolore, speranza e coraggio, con una narrazione che intreccia il dramma personale di Jasnoor a quello collettivo di migliaia di invisibili che vivono e lavorano in condizioni disumane.

Tra dialoghi intensi e cambi di registro narrativo, la pièce alterna scene di profondo realismo a momenti poetici, illuminando il potere della dignità e dell’amore come strumenti di resistenza. Il gioco nazionale indiano del kabaddi diventa metafora di sopravvivenza, trasformandosi nel respiro stesso di chi lotta per restare umano in un sistema che tenta di disumanizzarlo

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Martedì 26 maggio 2026 alle 20:00

Mercoledì 27 maggio 2026 alle 20:00

OSSITOCINA under 35

di Elena Stauffer

con Maria Anolfo e Francesco Providenti

regia Elena Stauffer

produzione: Compagnia Mauri Sturno

Claudia e Flavio sono stati selezionati per uno studio clinico sperimentale che testa una pillola in grado di simulare la sensazione dell’innamoramento. Mentre aspettano che lo studio inizi, però, diventa evidente che i due non potrebbero essere più incompatibili; l’unica chimica presente nella stanza è quella sintetica sul tavolo. Ambientato nella Roma di oggi, Ossitocina esplora quanto pesa il contesto sociale sui nostri comportamenti, principi morali ed idee, ed esamina le contraddizioni che caratterizzano due degli stereotipi principali della gioventù romana. Ci si interroga sulla responsabilità individuale, sull’eredità familiare, sul potere e i limiti della comunicazione e sul rapporto di una generazione con l’identità e l’impegno politico.

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Venerdì 29 maggio 2026 alle 20:00

Sabato 30 maggio 2026 alle 20:00

Anna

tratto dal racconto “Anna e il Moro” di Dacia Maraini

diretto e interpretato da Viola Graziosi

produzione: Effimera teatro srl

Una musica di violino storpiata, un’anima in frantumi, anzi due.

Madre e figlia: un’unica voce. La separazione è strapiombo. La fine, buio: nessuna indulgenza.

Cosa ci rende ciechi e ci impedisce di vedere? Chi, di noi, resiste, rimane inerte, complice? È una domanda che mi sono fatta più volte. Chi sono, dove sono, mentre la vita scorre attraverso di me.

La scena: una madre sulla soglia. La torba che è vita. Semi che possono crescere, oppure no.

Echi di voci, energia vitale, di Anna e i suoi sogni e poi il silenzio, e il rimbombo storpiato della voce di lui, cantante rock dalle mani violente.

Note di Viola Graziosi

Questo racconto di Dacia Maraini tratto dalla raccolta L’Amore rubato, si ispira a una terribile storia vera che mi aveva molto colpito quando vivevo a Parigi. La giovane attrice in questione era, come me, figlia di un grande attore… E lui, il cantante famoso, è stato condannato, ma troppo poco.

Quando Federica Di Martino mi ha proposto di continuare il racconto degli “Amori rubati” affidandomi Anna che ha qualcosa di Ofelia e di Marie, ho capito che potevo farmi testimone.

Perché ancora il Teatro è la risposta: la culla, il ventre, la terra, la Madre. Qui possiamo imparare a guardare, senza paura. Un’attrice ci prende per mano e risorgiamo insieme dal dolore. Più forti e svegli nella nostra vita, che è il dono più prezioso che abbiamo.

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Giovedì 4 giugno 2026 alle 20:00

Venerdì 5 giugno 2026 alle 20:00

OSSESSIONI under 35

dai racconti di  Edgar Allan Poe

con: Paolo Cutroni e Erika Russo

adattamento, traduzione e regia: Giuseppe Convertini

scene e costumi: Maria Antonia Pagliara

produzione: Teatro Le Maschere

“I mostri più spaventosi sono quelli che si nascondono nella nostra mente.”

 Le ossessioni personali di Edgar Allan Poe sono il motore delle sue storie.

Nonostante l’intensità di queste ossessioni, i racconti – Morella, Berenice e Ligeia – sono costruiti con una razionalità fredda e distaccata.

Alle protagoniste femminili di questi tre racconti, lo scrittore  assegna uno stesso destino di morte.  Lo stesso destino che aveva colpito sua madre, quando egli aveva solo 3 anni, e Virginia sua moglie,  deceduta a soli 24 anni.

Poe, che ha vissuto tutta la sua vita in una sorta di lutto perenne, viene inevitabilmente trascinato nell’inferno del suo orrore e della sua dannazione.

“I morti ci perseguitano. Ci reclamano a gran voce.”

Le ossessioni e gli spettri della mente sono dei temi ancora  attuali. Lo scrittore parla al nostro cuore. La sua angoscia è anche la nostra.

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Martedì 9 giugno 2026 alle 20:00

Mercoledì 10 giugno 2026 alle 20:00

Dick Pic – Quando il corpo diventa schermo under 35

di Andrea Lucchetta e Anna Bisciari

con Anna Bisciari

regia Andrea Lucchetta

produzione: Compagnia Mauri Sturno

Una donna sale sul palco. Una scrivania, un monitor acceso, una tazza. Può sembrare di trovarsi ad una conferenza o di fronte a un’edizione straordinaria del telegiornale. L’argomento che introduce è tanto assurdo quanto reale: “la dick pic”. Inizialmente l’atmosfera è leggera. Riferimenti a conversazioni autentiche o verosimili: “Ciao bella”, “Sei una stella”, “Tuo padre è un ladro”, “Ti posso sposare?”, e l’inevitabile immagine esplicita. Da qui la narrazione scivola in un territorio senza regole, che riguarda il selvaggio mondo del web, dove non ci sono sempre le giuste punizioni e dove anche le nuove generazioni faticano a tutelarsi. Dove la curiosità può spingere a trovarsi in situazioni pericolose e dove l’incorporeità stimola l’audacia. La conferenza si trasforma. Le parole si mutano in denuncia. Le dick pic diventano simbolo: di possesso, di invasione, di potere, di abuso. Lo spettacolo si addentra nei territori più cupi della cultura patriarcale e digitale: l’erotofilia narcisistica travestita da spontaneità, il sessismo interiorizzato, la violenza normalizzata in rete. Una riflessione sul risvolto psicologico che hanno certi comportamenti e sul perché si accetta di più che avvengano quando sono in formato virtuale.

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Venerdì 12 giugno 2026 alle 20:00

Sabato 13 giugno 2026 alle 20:00

MOSTRE – Scilla e Cariddi under 35

drammaturgia: Laura Pinato, Sebastiano Spada

con Beatrice Ceccherini, Maria Chiara Pellitteri

direzione artistica: Sebastiano Spada

produzione: Effimera teatro srl

Mostre – Scilla e Cariddi è un progetto teatrale che rilegge il mito omerico attraverso una lente contemporanea. Due figure mitiche, condannate a essere mostri per sempre, prendono finalmente la parola e si scoprono sorelle nella stessa ferita: entrambe sono state mostrificate da un mondo che non tollera il femminile fuori misura. Troppo belle, troppo libere, troppo ambiziose, troppo desideranti, troppo fuori controllo. Troppo.

Scilla è punita per la sua bellezza, per essere stata desiderata. Rimane fanciulla dal busto in su ma la sua sessualità viene deformata in violenza, trasformata in un corpo che divora con sei cagne all’altezza della vita.

Cariddi è punita per la sua fame – di terra, di mare, di potere – una voracità permessa agli uomini ma negata alle donne. La sua condanna è diventare inghiottimento eterno.

Nell’Odissea, Omero le descrive come minacce insormontabili, poste l’una di fronte all’altra nello Stretto di Messina. Ulisse è costretto a passare tra loro, scegliendo quale pericolo affrontare: da una parte Scilla, “il mostro che ruba sei compagni d’un colpo, dalle sue gole spalancate”; dall’altra Cariddi, “il gorgo che tre volte al giorno inghiotte e tre volte rigetta il mare infinito”.

Il testo alterna linguaggi e ambientazioni: da una parte il mito con i monologhi Scilla e Cariddi, scritti in una lingua poetica e fisica, viscerale e sensuale; dall’altra il presente, in cui le due creature diventano specchio delle donne di oggi, mostri contemporanei raccontati dai media, dalla cronaca e dai social.

Il progetto nasce dall’esigenza di indagare la genealogia della mostrificazione del femminile: un tema antico, che attraversa la mitologia, la religione, la politica e il corpo stesso della donna. Scilla e Cariddi non sono più trappole marine, ma voci vive: raccontano il prezzo di essere donne libere e immaginano la possibilità di una riscrittura della loro storia. Un rito teatrale che trasforma il mito in un atto politico e poetico.

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