Caricamento Eventi

19 Febbraio @ 20:30 22:00 CET

Per la stagione IPERSPAZI del cartellone condiviso di FTT – Fertili Terreni Teatro, giovedì 19  febbraio andrà in scena a San Pietro in Vincoli lo spettacolo A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui, ideazione e direzione di Giovanni Onorato con Giovanni Onorato e Mario Russo.

Spettacolo selezionato dal progetto Visionari 24.25

Performance di musica e parole, A.L.D.E. Non ho mai voluto essere qui è spettacolo teatrale dall’ambientazione elementare e spoglia in cui un attore e un musicista dialogano di fronte ad una serie di quaderni sparsi per terra: in bilico linguaggio tra teatro di narrazione e performance, i due interpreti si muovono in un contesto da slam poetry con i brani musicali eseguiti live punteggiare la storia di un’adolescenza, o della sua fine. La forza del progetto risiede proprio in questo particolare approccio, nella volontà di reinterpretare in una chiave originale un linguaggio ormai diffuso come la slam poetry, creando una sorta di ibrido al tempo stesso intimo e teatrale. 

Il nucleo narrativo ruota intorno all’originale rapporto di amicizia fra un poeta, Arduino, e il narratore che, lungi dal voler realizzare una serata commemorativa in cui si leggono poesie, lentamente costruisce parola dopo parola un qualchecosa che ha tutto l’aspetto di una vendetta: una relazione a metà fra un’affinità elettiva e una maledizione, rapporto amicale che non può non far pensare a Jack Keruac e Dean Moriarty, ad Arturo Belano e Ulises Lima nei “Detective selvaggi” o, rivolgendo lo sguardo a tempi più recenti, alle due protagoniste de “L’amica geniale”.

Sinossi: Arduino Luca Degli Esposti era un nostro amico. Diciamo “era” perché una serie di circostanze hanno fatto sì che si gettasse contro un treno in corsa fra le fermate di Fidene e Montelibretti, sulla linea del treno regionale RV18322 diretto a Fara Sabina, nel Lazio. Di Arduino sono rimaste le cose a cui teneva di più, forse le uniche cose che voleva sopravvivessero: i suoi quaderni.

Arduino non faceva che dire di essere un poeta. Si presentava così, scriveva durante le feste, con la musica alta, seduto sul divano; ti fermava mentre gli stavi parlando perché gli era venuta un’idea e si metteva a scrivere. Una volta che non trovava una penna l’ho visto abbrustolire un bastone sul fuoco e usarlo come carboncino. Arduino era un poeta. Voleva esserlo a tutti i costi e probabilmente era l’unica cosa che lo facesse sentire al sicuro, che lo facesse sentire reale. In uno dei suoi quaderni ha appuntato questa frase: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”

Il progetto: È difficile dire quando cominci un progetto. Tuttavia, se devo stabilire un inizio, direi che questo progetto è nato durante la prima quarantena, leggendo Roberto Bolaño, in particolare “I detective selvaggi”. Mi colpisce profondamente il modo in cui, nella sua scrittura, la poesia diventi un pretesto per parlare di tutt’altro. In quasi 700 pagine di romanzo in cui si parla quasi esclusivamente di poeti non compare neanche una poesia, anzi, ne compare una. Una poesia di Arthur Rimbaud in cui probabilmente viene raccontato uno stupro, da lui subìto. Se le cose stanno così, il fatto che Arthur, appena quindicenne, abbia mandato questo componimento a tutte le persone a cui voleva bene suonerebbe come una richiesta d’aiuto più che un “cosa ne pensate?” e il fatto che non abbia più parlato al suo maestro, Monsieur Izambard, dopo la sua risposta in cui lo accusava di essere volgare, racconterebbe una tragica storia di incomprensione. Ecco, con molto cinismo, questo è un esempio di come una poesia può diventare una narrazione: le poesie si pongono sempre come enigmi, a volte sembra quasi che riguardino solo chi le scrive, eppure le storie che ci sono dietro si rivelano sempre “umane” nel senso più ampio del termine. Raccontare, o inventare, le storie che ci sono dietro agli scritti apre le porte ad una visione labirintica e stratificata della realtà, in cui tutto è vita, e tutto rappresentazione della stessa.

Nel frattempo ho conosciuto Lorenzo Minozzi, musicista di ritorno da Los Angeles e, insieme a lui, ho cominciato a mettere in musica una grande mole di poesie, messe insieme fra i 18 e i 25 anni. Più o meno nello stesso periodo, un amico ci ha chiesto di fare una performance durante una mostra da lui organizzata. Io, imbarazzato all’idea di leggere dai miei quaderni in pubblico, ho detto che questi erano in realtà di un nostro amico, morto suicida qualche mese prima: Arduino Luca Degli Esposti. Questa breve dichiarazione ha aperto le porte ad una situazione surreale e sorprendente, un requiem dadaista in cui la solennità della commemorazione si dava continuamente il cambio col sospetto di essere presi in giro (e, per alcuni gioiosi istanti, con la semplice contemplazione del racconto, nell’accettazione di quello spazio sospeso fra realtà ed immaginazione). I due aspetti della ricerca, performance musicale e drammaturgia contemporanea, si erano ricongiunti: in questa piccola bugia, il contenitore ideale” (Giovanni Onorato)

Biglietti

Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato on line, 15 euro in cassa la sera dell’evento.

Per il biglietto ridotto (studenti universitari, studenti IAAD, under 30, over 65, residenti Circoscrizione IV e Circoscrizione VII, Aiace, Abbonamento Musei Piemonte Valle D’Aosta, abbonati stagioni Piemonte dal Vivo) il costo è di 11 euro se acquistato on line, 13 euro in cassa la sera dell’evento. 

E’ disponibile la formula del ridotto riservato agli abbonati GTT – Gruppo Torinese Trasporti a 7,5 euro per gli acquisti online: si ricordano i pacchetti di abbonamenti a 3 spettacoli per 30 euro ed a 5 spettacoli per 40 euro, se acquistati in modalità online.

Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.

I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

La stagione 2025 2026 di Fertili Terreni Teatro, è realizzata e promossa da A.M.A. Factory, Cubo Teatro e Tedacà in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto Corto Circuito. Fondazione Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore. Enti sostenitori sono anche: MIC, Regione Piemonte e Città di Torino. La programmazione beneficia del patrocinio della Città di Torino, della Circoscrizione 4 e della Circoscrizione 7.

ideazione e direzione di Giovanni Onorato – con Giovanni Onorato e Mario Russo – musiche di Mario Russo e Lorenzo Minozzi – disegno luci Fabrizio Cicero – costumi Chiara Corradini
 – consulenza alla drammaturgia Claudio Larena e Giulia Scotti – si ringrazia Daria Deflorian per il prezioso sguardo – prodotto da Index Muta Imago e Romaeuropa Festival con il sostegno di Angelo Mai Occupato, Ex-Mercato di Torre Spaccata, Fienile Fluò, Settimo Cielo e Teatro Biblioteca Quarticciolo

Fertili Terreni Teatro

Via Pallavicino 35
Torino, ITA 10153 Italy
+ Google Maps