Gli ottant’anni del rocker partenopeo, che festeggia al Circo Massimo di Roma con un grande concerto
Oggi, 20 luglio 2026, al valico quasi esatto del decennio che precede gli ottant’anni, Edoardo Bennato si concede al suo pubblico nell’arena del Circo Massimo.
Ci sono artisti che rappresentano un’epoca e altri che, più discretamente, finiscono per rappresentare un modo di guardare il mondo. Edoardo Bennato frequenta entrambe le categorie: non è stato soltanto un cantautore nella vestigia fastosa e affollata degli Anni Settanta e neanche un rocker in un Paese che del rock ha sempre diffidato. È stato, soprattutto, un interprete dell’inquietudine italiana, di quella diffidenza verso il potere che non si trasforma mai in ideologia, ma resta una forma di vigilanza.

Originale lo è stato, come pochi altri e non solo per aver mescolato blues, rock e tradizione mediterranea, quanto piuttosto nell’aver dimostrato che la leggerezza riesce a farsi più incisiva della solennità. Non aveva niente da predicare, né frasi da consegnare al Mito del Cantautore. Nondimeno le sue canzoni sorridono mentre mettono in discussione certezze. Il genere in cui attingere è spesso la favola, rimaneggiata sempre in chiave paradossale e ironica per parlare dei nostri vizi e guai, trasformando di volta in volta Pinocchio e Peter Pan in specchi nei quali riconoscere le nostre illusioni e i nostri conformismi.
Il suo stile indiscusso tocca qualsiasi corda emotiva e sociale, certamente molto vicina agli ascoltatori: dall’elogio scanzonato di Viva la Mamma alla toccante e incoraggiante Un giorno credi, con un’attenzione alle donne che sognano a occhi aperti come Le ragazze fanno grandi sogni.
Per Bennato vi è sempre uno sguardo attento e critico alla società che stritola e non lascia spazio ai desideri dei ragazzi come cantato in Quando sarai grande. Il titolo del Tour è una strizzata d’occhio alle generazioni di adesso per incitarli a non dimenticare la loro genuina spensieratezza, gioiosità che posseggono fin da bambini.
La sua chiave ironica non risparmia nessuno, a cominciare da chi, come lui stesso, canta e si guadagna pubblico e consensi, senza ritagliarsi il ruolo del maestro o del profeta. Gli basta infiltrare il dubbio nell’agire umano. E poi, ritrarsi a guardare.
Ogni suo concerto è un evento travolgente, come storici sono rimasti quelli del 1980 che hanno sancito la sua notorietà.
Chi accorrerà questa sera ad ascoltarlo molto probabilmente intenderà ancora coltivare e condividere con lui quel desiderio ostinato di sottrarsi alle appartenenze, di non lasciarsi addomesticare. Non sarà da solo sul palco (come gli è capitato non di rado nella carriera, uomo-band per definizione): lo accompagneranno in questa serata la sua Be-Band, il Quartetto Flegreo e il soprano Maria Chiara Chizzoni.
Sarà meraviglioso augurarti buon decennio, amico nostro: tienici ancora compagnia e tieni alta la tua ironia e la tua libertà. Per i bilanci c’è tempo: ci rivedremo quando sarai grande.

Un tour di quattro grandi eventi: il primo già rappresentato il 6 luglio in Piazza San Marco a Venezia, insieme all’Orchestra Sinfonica veneziana del Maestro Diego Basso, in occasione del Festival della Bellezza. Prossimi appuntamenti saranno il 3 settembre al Parco di Serravalle di Empoli e il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei.
Questa sera è la volta di Roma, ore 21 nella grande arena del Circo Massimo di Roma.
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“Quando sarai grande” – concerto live di e con Edoardo Bennato – 20 luglio ore 21:00 al Circo Massimo, Roma.





