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Doria e Fieschi: la storia di Genova torna a parlare

Due rivali, due epoche della vita e un ultimo, intenso confronto per chiudere il Festival di Lunaria Teatro

Raccontare una pagina così importante della storia di Genova proprio nel cuore della città ha un fascino particolare. E farlo in Piazza San Matteo rende questo incontro tra storia e teatro ancora più suggestivo. È così che Lunaria Teatro ha scelto di chiudere il proprio Festival in una notte d’estate con Doria e Fieschi a confronto, uno spettacolo che mette faccia a faccia due figure designate a rimanere profondamente legate alla storia della città.

Per chi non conoscesse la vicenda, basta ricordare che nella Genova del Cinquecento Andrea Doria e il giovanissimo Gian Luigi Fieschi rappresentavano due idee opposte di potere. Nel 1547 Fieschi organizzò una congiura contro i Doria, arrivando ad uccidere Giannettino, erede di Andrea. Ma proprio quando la vittoria sembra vicina, il destino intervenne nel modo più assurdo: Fieschi cadde in mare, appesantito dalla propria armatura, e annegò. La congiura fallì e la vendetta di Andrea Doria fu spietata. Una storia di ambizione, potere e destino che sembra già scritta per il teatro.

Affidato alla regia di Daniela Ardini, lo spettacolo nasce dall’incontro di due testi e di due sguardi differenti: quello di Vico Faggi, che restituisce la voce inquieta e impetuosa del giovane Gian Luigi Fieschi, e quello di Elena Bono, che ci porta dentro la solitudine di un ormai vecchio Andrea Doria.

Nel primo atto incontriamo il testo di Vico Faggi, interpretato da Alessio Zirulìa. Dalle sue parole emerge un giovane Fieschi divorato dalla voglia di affermarsi, di riscattarsi e, soprattutto, di cambiare il proprio destino. Ma è proprio il destino a prendersi gioco di lui. La sua caduta in mare, appesantito dall’acciaio, ha qualcosa di paradossale: l’uomo che voleva conquistare Genova viene inghiottito dal mare, elemento che più di ogni altro rappresenta la città. Accanto a lui, uno scheletro animato da un ballerino diventa una presenza costante e inquietante, quasi un’ombra che accompagna il personaggio e ci ricorda quanto possa essere fragile l’uomo davanti alla Storia. Gli effetti sonori di Luca Nasciuti aggiungono poi una dimensione più intima al suo tormento, rendendo ancora più forte il contrasto tra la sua voglia di vivere e la morte che incombe.

Nella seconda parte la scena cambia e il ritmo si fa più intimo. Andrea Doria, interpretato da Francesco Patanè, è un uomo ormai anziano e solo, molto lontano dall’immagine del grande condottiero: nel testo di Elena Bono emerge il politico dietro il personaggio storico: la ragion di Stato, la freddezza necessaria a conservare il potere, ma anche il peso degli stermini e delle decisioni prese per mantenere l’ordine. Al suo fianco c’è Dragut, il gatto interpretato da Matilde Palazzo, presenza affascinante e ambigua che sembra essere allo stesso tempo animale, nemico e memoria. Una figura che accompagna Doria nella sua solitudine e rende ancora più forte la presenza della morte, ormai vicina.

A tenere insieme questi due mondi così diversi è la regia di Daniela Ardini, che riesce a cucire i due testi creando un dialogo coerente e fluido. Non sembra di assistere semplicemente a due spettacoli distinti, ma a un unico grande confronto tra due uomini che, pur non incontrandosi realmente, finiscono per parlarsi attraverso il tempo.

Doria e Fieschi a confronto non è una semplice rievocazione storica, ma trasforma una vicenda profondamente genovese in un conflitto universale: da una parte la giovinezza, l’utopia e l’ambizione di cambiare il mondo; dall’altra il potere conquistato, il disincanto e il peso delle proprie scelte. Fieschi guarda al futuro e vuole conquistarlo. Doria guarda al passato e non può più modificarlo. Due uomini lontanissimi, eppure alla fine incredibilmente vicini.

E forse non poteva esserci modo più significativo di chiudere il festival di Lunaria Teatro: lasciare al pubblico una storia profondamente genovese, capace però di parlare a tutti di potere, ambizione, libertà e destino. Quando il sipario cala, resta una domanda: chi ha davvero vinto quel duello, se alla fine entrambi sono rimasti prigionieri della stessa storia?

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Doria e Fieschi a confronto – Lunaria Teatro – Festival in una notte d’estate –percorsi:
L’architettura della parola tra la Natura e l’Altro (SCELTE) – Gian Luigi e la Gloria di Vico Faggi – con Alessio Zirulìa e Francesco Adamo, Iris Sanguineti, Silvia Morelli – Ritratto di Principe con gatto di Elena Bono – con Francesco Patanè e Matilde Palazzo – coreografia Patrizia Genitoni – effetti sonori Luca Nasciuti – scene Giorgio Panni, Giacomo Rigalza – regia Daniela Ardini – produzione Lunaria Teatro – Piazza San Matteo Genova – venerdì 7 e sabato 8 agosto 2026


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