di Ester Campese

 

Chris Guest è un artista britannico contemporaneo la cui formazione parte dall’illustrazione. Risultano evidenti le influenze e lo stile dell’illustrazione anche nei suoi dipinti. Ha studiato presso il “Brunel College of Art” e successivamente si è laureato al Bournemouth & Poole College of Art and Design.

In realtà la sua vena artistica la scopre precocemente e già nell’adolescenza, a soli quattordici anni, è stato in grado di realizzare i primi guadagni con i suoi lavori. In questa fase si intravedono i primordi di quello che sarà poi la sua caratterizzazione artistica.

Inizia a disegnare ritratti dedicati a icone della musica di band.

Nel percorso artistico di ogni pittore ci sono sempre molte sperimentazioni e fasi alterne, e non fa eccezione Chris che si è dedicato anche a dipinti di paesaggi e agli astratti, ma dopo un periodo di stasi in cui lascia la pittura, riprende questa strada tornando ai ritratti.

Con il trascorrere del tempo il suo interesse resta ancorato al campo figurativo, ma viene indirizzato verso il mondo del tattoo. Inizia quindi a dipingere soggetti che presentano sul corpo appariscenti tatuaggi. Quegli stessi tattoo che anche l’artista ha sul proprio corpo e che sono rappresentativi della contemporaneità rock londinese dell’epoca. Riprende così quel contesto espressivo che fu in atto negli anni 60 con il cosiddetto movimento musicale “British rock and roll” . Questo movimento, oltre a essere stato modello giovanile, culturale e ribelle, fu il fattore chiave della successiva “beat music“.

I tattoo che egli rappresenta nei dipinti non sono solo espressione di un’individualità, ma piuttosto sono l’interpretazione di quel senso di appartenenza a qualcosa di maggiore del singolo soggetto. Ritroviamo quindi nei ritratti di Guest, prevalentemente femminili, quella forte personalità che sfocia in sensuale provocazione.

Resta fedele ai dettami tradizionali e classici, propri del 18° secolo, ma rende le sue opere assolutamente attuali proprio attraverso i soggetti che realizza. La tecnica pittorica che ancora oggi predilige è quella ad olio, pur utilizzando per i disegni mine e carboncino. Trae ispirazione dai grandi Maestri del passato come John Singer Sargent, che resta forse il suo pittore preferito, ma fa riferimento anche all’arte rinascimentale reinterpretando il tutto in chiave moderna.

La sua palette riporta colori molto accesi, le pennellate sono “ruvide” e imperfette e lo stile di queste si può ricondurre agli impressionisti, pur essendo il suo lavoro molto realistico. L’artista pone l’accento su ciò che realmente desidera trasmettere emozionalmente piuttosto che ricercare spasmodicamente la perfezione del tratto.

Un mix interessante è anche la finitura che dedica ai suoi lavori che include attenzione anche per le particolari cornici che talvolta vengono reperite direttamente da antichedimore britanniche. Il risultato è un forte contrasto che diviene accattivante e gradevole oltre che decorativo.

Approdò alle prime mostre a soli diciotto anni e da lì in poi è stata un’ascesa continua che lo ha portato ad esporre prima in Cornovaglia e poi in tutto il Regno Unito e negli States. É apparso in molte pubblicazioni e riviste di settore oltre ad avere una nutrita schiera di collezionisti che amano avere le sue opere sia pittoriche, in formato originale, sia in produzione di stampe, molto più accessibili.

Attualmente effettua seminari e laboratori di pittura per altri artisti e in particolare alla London Fine Arts a Battersea che lui stesso ha frequentato.

 

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