Checco Zalone torna sul grande schermo con incassi da record
Buen Camino è il nuovo film di Checco Zalone, uscito in sala il 25 dicembre. Dopo aver battuto Avatar agli incassi e aver ripopolato i cinema italiani, si continua a parlare dell’incredibile successo dell’unico comico nazionalpopolare che sembra accontentare proprio tutti. Per la prima volta nei panni del figlio di un magnate, riflette su un rapporto padre-figlia che si scontra con le esigenze delle nuove generazioni. Se è vero che si parla di record di incassi, è altrettanto vero che le reazioni una volta usciti dalla sala sono sì da record, ma in negativo. Per certi versi si può affermare che Buen Camino sia il peggior film di Zalone. Ma perché?

Dopo una pausa lunga cinque anni Checco Zalone torna sul grande schermo, passando tutt’altro che inosservato. L’ultimo film fu Tolo Tolo, definito da molti troppo schierato. Il pregio di Checco Zalone è quello di essersi saputo conquistare la fiducia di qualunque tipo di spettatore o spettatrice italiana. In modo diretto, brutale, il comico pugliese ha permesso di ridere delle debolezze più intime che accompagnano ognuno di noi. Esorcizzare questi aspetti significa permettersi di essere assolti, da tutti, da noi stessi. Checco Zalone è riuscito così nell’impossibile impresa di far sedere l’uno accanto all’altra destra e sinistra, ricchezza e povertà, intelligenza e ignoranza, e di farli ridere tutti a crepapelle, ma per ragioni opposte.
È per questo che Tolo Tolo ha fatto storcere alcuni nasi. Perché preoccupati che Zalone avesse potuto tradire una parte di pubblico, rivelando opinioni sociopolitiche non neutrali. Ma cinque anni di silenzio sono bastati a far risalire tutti sul carro dei fallibili. La nostalgia e la curiosità hanno fatto esplodere le sale cinematografiche del paese. A priori.
Anche Buen Camino, alla fine, risulta divisivo, ma per ragioni diverse. Chi l’ha amato difende con forza la devota fedeltà a Zalone, facendosi bastare la zona di comfort che crea la sua presenza sul grande schermo. C’è tutta un’altra parte di pubblico però che, questo film, non l’ha trovato affatto alla sua altezza.
Un rapporto padre e figlia complesso. Un padre ricco e nullafacente. Una figlia ribelle, da manuale della Gen Z. Il politicamente corretto diventa intelligentemente scorretto con Zalone, che ribadisce di poter dire qualsiasi cosa. Tornano i punti di forza dei film di Checco, ma questa volta risultano deboli. Infatti, appaiono come parte di un elenco spuntato buttandoli nella trama in modo, a volte casuale, e spesso superficiale. A nessun arco narrativo è stata data la possibilità di svilupparsi, lasciando che lo svolgimento scorresse in modo meccanico e un po’ scontato.

Buen Camino lascia con l’amaro in bocca. Le possibilità satiriche e di riflessione di questo film erano molte, ma nessuna si è sedimentata in un crescendo tipico dei successi precedenti firmati Checco Zalone. Per questo, l’avventura sul Cammino di Santiago risulta come per molte persone che l’hanno vissuta davvero. A volte un’occasione per riflettere sulla propria esistenza. Spesso una fatica troppo legata alle aspettative da manuale turistico.
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Buen Camino – Regia di Gennaro Nunziante – Soggetto e Sceneggiatura: Luca Medici e Gennaro Nunziante – Con Luca Medici, Letizia Arnò, Mariana Rodriguez, Beatrix Arjona, Martina Colombari – Musiche: Luca Medici, Antonio Iammarino – Scenografia: Marinella Perrotta – Montaggio: Pietro Morana, Gennaro Nunziante, Luca Medici – Costumi: Stefano Ciammitti – Trucco: Dalia Colli – Fotografia: Massimiliano Kuveiller – Indiana Production – Nelle sale dal 25 dicembre 2026





